Perché il Patriarca di Alessandria indossa una tiara papale e due stole
5 mesi ago

Una Divina Liturgia patriarcale e sinodale nella chiesa patriarcale di San Giorgio a Istanbul è stata celebrata alla presenza di Papa Leone domenica 30 novembre, in occasione della festa di Sant’Andrea. La celebrazione è stata presieduta dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo e concelebrata dal Patriarca Teodoro II di Alessandria. Ma tutti hanno notato un particolare riguardo a quest’ultimo: perché il Teodoro indossava una tiara papale e due stole? Ecco la storia, i simboli e le leggende di un privilegio unico nella Cristianità
Teofilo II, l’esilio a Costantinopoli e la nascita di un privilegio unico
Il Patriarca di Alessandria, chiamato anche Papa di Alessandria, titolo che in Oriente spetta solo a questa sede, è l’unico Patriarca al mondo a indossare una tiara e due stole. Questa tradizione nascerebbe all’inizio dell’XI secolo durante il patriarcato di Teofilo II (1010–1020), costretto all’esilio a Costantinopoli a causa della feroce persecuzione del califfo fatimide Al Hakim, che devastò la comunità cristiana egiziana. Nella capitale bizantina Teofilo intervenne nella drammatica disputa tra l’imperatore Basilio II Bulgaroctono e il patriarca Sergio II di Costantinopoli riguardo alla pratica del charistikion, la concessione di monasteri a privati, che aveva generato scandali e tensioni. La riconciliazione tra i due fu resa possibile proprio grazie all’opera diplomatica di Teofilo, ed è qui che nasce il primo nucleo della tradizione: secondo il racconto tra leggenda e storia, l’imperatore lo ricompensò con una tiara d’oro, mentre il patriarca Sergio II gli donò la propria stola. Da quel momento, al Patriarca di Alessandria vennero conferiti due privilegi ancora oggi in vigore: il titolo di “Giudice Ecumenico” e la possibilità di indossare due stole, una delle quali chiamata kritàto, la “stola del giudizio”. A questa versione si aggiunge un antico episodio simbolico: un’altra tradizione racconta che Teofilo, per mostrare la gravità delle divisioni, fece realizzare due figure di cera, tagliando la lingua a una e la mano all’altra, trovandosi nella basilica di Santa Sofia, a significare i mali della Chiesa — la parola che ferisce e la mano che sottrae. Colpiti dalla forza del gesto, imperatore e patriarca si riappacificarono, e Teofilo fu allora incoronato con la tiara dall’imperatore e rivestito con l’epitrachelion dal patriarca, venendo persino chiamato il “tredicesimo apostolo”, maestro di saggezza capace di trovare una soluzione ai conflitti ecclesiali.
Un’ulteriore interpretazione propone una spiegazione più politica e meno leggendaria: il privilegio della tiara e della doppia stola sarebbe stato riconosciuto al Patriarca di Alessandria per bilanciare la crescente rivalità tra Roma e Costantinopoli, allora segnate da gelosie e tensioni sulla precedenza e sul primato. L’esempio della sede alessandrina, terza sede apostolica, doveva fungere da monito affinché la Chiesa non si trasformasse in un’arena di competizioni per il potere. In questo contesto si comprende anche l’unicità del titolo di Papa, che in Oriente fu sempre riservato esclusivamente al Patriarca di Alessandria, mentre in Occidente si consolidò solo nel VI secolo come prerogativa del vescovo di Roma.
Ancora oggi il Patriarca Teodoros II conserva il titolo di Papa e Patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa, indossa la tiara, la stola patriarcale e la stola del giudizio: un’eredità nata da diplomazia, sapienza simbolica e antichi equilibri tra le grandi sedi apostoliche, un rituale millenario che continua a rendere Alessandria un crocevia unico nella storia del cristianesimo.

Potrebbe interessarti