Il Viaggio Apostolico di Leone XIV nel Principato di Monaco
3 settimane ago

«Sono lieto di trascorrere questa giornata in mezzo a voi e di essere, così, il primo fra i Successori dell’Apostolo Pietro, nei tempi moderni, a visitare il Principato di Monaco, una Città-Stato che si distingue per il vincolo profondo che la unisce alla Chiesa di Roma e alla fede cattolica»; con le presenti espressioni, il Vescovo di Roma Leone XIV ha inaugurato il suo Viaggio Apostolico nel Principato di Monaco, trascorso nella intera giornata di ieri, sabato 28 marzo.
Di seguito, gli impegni che hanno visto il Santo Padre pellegrino in questo piccolo Stato europeo: ore 09,00: Arrivo all’Eliporto di Monaco e Accoglienza Ufficiale; ore 09,25: Cerimonia di Benvenuto nel Palazzo del Principe di Monaco; 09,40: Visita di Cortesia a S.A.S. Il Principe di Monaco; 11,00: Incontro con la Comunità Cattolica nella cattedrale dell’Immacolata Concezione; 11,45: Incontro con i Giovani e i Catecumeni nell’area antistante la Chiesa di Santa Devota; 15,30: Santa Messa nello Stadio Louis II; 17,35: Concedo Ufficiale presso l’eliporto di Monaco; 17,45: Partenza in elicottero dall’Eliporto di Monaco per la Città del Vaticano.
Nel medesimo Discorso, all’interno del Palazzo dei Principi, Leone XIV ha affermato: «Affacciata sul Mediterraneo e incastonata fra Paesi fondatori dell’unità europea, la vostra terra ha nella propria indipendenza una vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale, oggi minacciati da un diffuso clima di chiusura e autosufficienza. Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva impegnano la vostra ricchezza a servizio del diritto e della giustizia, specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace». Più avanti, Prevost ha proseguito: «La fede cattolica, che siete tra i pochi Paesi del mondo ad avere come religione di Stato, ci pone davanti alla sovranità di Gesù, che impegna i cristiani a diventare nel mondo un regno di fratelli e sorelle, una presenza che non schiaccia ma solleva, che non separa ma collega, pronta a proteggere sempre con amore ogni vita umana, in qualunque momento e condizione, affinché nessuno sia mai escluso dalla mensa della fraternità. È la prospettiva dell’ecologia integrale, che so starvi molto a cuore. Affido al Principato di Monaco, per il legame così profondo che lo unisce alla Chiesa di Roma, un impegno del tutto speciale nell’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa e nell’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali che ne manifestino la forza trasformativa. Anche in una cultura poco religiosa, molto secolarizzata, il modo di accostare i problemi tipico del Magistero sociale può rivelare la grande luce che viene dal Vangelo al nostro tempo, un tempo in cui a molte persone risulta così difficile sperare».
Nella stessa mattinata, incontrando la Comunità Cattolica, il Pontefice ha sottolineato: «Guardando a Cristo come “avvocato”, in riferimento alla Lettura che abbiamo ascoltato, vorrei offrirvi alcune riflessioni. La prima riguarda il dono della comunione. Gesù Cristo, il giusto, intercedendo per l’umanità presso il Padre, ci riconcilia con Lui e tra di noi. Egli non viene per operare un giudizio che condanna, ma per offrire a tutti la sua misericordia che purifica, guarisce, trasforma e ci rende parte dell’unica famiglia di Dio. Il suo tratto compassionevole e misericordioso lo rende “avvocato” a difesa dei poveri e dei peccatori, non certo per assecondare il male, ma per liberarli dall’oppressione e dalla schiavitù e renderli figli di Dio e fratelli tra di loro. […] Un secondo aspetto, però, mi sembra necessario sottolineare: l’annuncio del Vangelo a difesa dell’uomo. Desiderando che tutti accolgano la buona notizia dell’amore del Padre, Gesù si schiera come “avvocato” soprattutto a difesa di coloro che erano ritenuti abbandonati da Dio e che sono giudicati dimenticati ed emarginati, facendosi voce e volto del Dio misericordioso. […] Questo è il primo servizio che l’annuncio del Vangelo deve rendere: illuminare la persona umana e la società affinché, alla luce di Cristo e della sua Parola, scoprano la propria identità, il significato della vita umana, il valore delle relazioni e della solidarietà sociale, lo scopo ultimo dell’esistenza e il destino della storia. A questo riguardo, desidero incoraggiarvi a prestare un servizio appassionato e generoso nell’evangelizzazione. Annunciate il Vangelo della vita, della speranza e dell’amore; portate a tutti la luce del Vangelo perché venga difesa e promossa la vita di ogni uomo e ogni donna dal suo concepimento alla fine naturale; offrite nuove mappe di orientamento capaci di arginare quelle spinte del secolarismo che rischiano di ridurre l’uomo all’individualismo e di fondare la vita sociale sulla produzione della ricchezza».
Nella Santa Messa, celebrata nel pomeriggio, papa Leone XIV ha esortato tutti i fedeli presenti con queste espressioni: «La Chiesa a Monaco è chiamata a dare testimonianza vivendo nella pace e nella benedizione di Dio: allora, carissimi, fate felici molti con la vostra fede, manifestando la gioia autentica, che non si vince per una scommessa, ma si condivide con la carità. Fonte di questa gioia è l’amore di Dio: amore per la vita nascente e indigente, da accogliere e curare sempre; amore per la vita giovane e anziana, da incoraggiare nelle prove di ogni età; amore per la vita sana e malata, a volte sola, sempre bisognosa di essere accompagnata con cura».

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