Il Regina Caeli nel Lunedì dell’Angelo
2 settimane ago

Il Regina Caeli nel Lunedì dell’Angelus, con il Vescovo di Roma Leone XIV, guarda alle narrazioni evangeliche che la liturgia propone in questo giorno di festa civile: «Il Vangelo di oggi (Mt 28, 8-15) ci chiede di scegliere tra due racconti: o quello delle donne, che hanno incontrato il Risorto (v. 9-11), o quello delle guardie, che sono state corrotte dai capi del sinedrio (v. 11-14)», commenta il Pontefice; e prosegue nella spiegazione delle differenze: «Le prime annunciano la vittoria di Cristo sulla morte; le seconde annunciano che la morte vince sempre e comunque. Nella loro versione, infatti, Gesù non è risorto, ma il suo cadavere è stato rubato. Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, sgorgano due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva. Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte. Come alle donne giunte al sepolcro, anche a noi oggi Gesù dice: “Non temete! Andate ad annunciare” (v. 10). Egli stesso diventa così la buona notizia da testimoniare nel mondo: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, la Pasqua dell’umanità, perché quest’uomo, che è morto per noi, è il Figlio di Dio, che per noi ha donato la sua vita. Come il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva, così l’annuncio pasquale redime dal sepolcro il nostro futuro. Carissimi, quanto è importante che questo Vangelo raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze! Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare in parole e opere la Pasqua di Cristo significa dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti. Quando viene proclamata nel mondo, infatti, la Buona Novella rischiara ogni ombra, in ogni tempo».

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