L’Angelus nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

3 giorni ago

Il Vescovo di Roma Leone XIV ha presentato la testimonianza neotestamentaria dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, durante la consueta preghiera dell’Angelus. Egli ha – infatti – affermato: «Celebriamo oggi la solennità dei Santi Pietro e Paolo, Patroni di Roma. Questa festa richiama il legame originario che unisce in comunione di fede e di carità la Chiesa che è in Roma con tutte le altre Chiese del mondo. La testimonianza di questi due Apostoli è quasi un sigillo del Nuovo Testamento. Il sangue da loro versato in questa città rivela fin dove arriva l’amore di Dio che il Signore Gesù ci ha donato. Sì, è per la loro parola e il loro martirio che il Vangelo di Cristo si è, per così dire, radicato a Roma, manifestando proprio qui, nella capitale dell’impero, la sua capacità di rinnovamento: una nuova conoscenza di Dio e dell’infinita dignità di ogni essere umano, una nuova esperienza della forza, non come dominio, ma come servizio alla vita. Anche oggi il Signore, morto e risorto per amore, si fa presente nei suoi testimoni, raggiunge i centri e le periferie, le capitali e le regioni più remote con le voci, i volti, le scelte coraggiose di chi ha risposto al suo invito: “Seguimi!”. Così, questo giorno di festa ci coinvolge nella missione di Pietro e Paolo, cioè nella missione di Gesù stesso. Dio si fida di noi, che siamo dei peccatori perdonati da Lui, di noi che non siamo perfetti, affinché brilli nelle nostre storie la sua grazia, si riveli la sua forza che cambia il male in bene. Carissimi, forse Pietro e Paolo non avrebbero potuto essere più diversi l’uno dall’altro. Diversi per provenienza, per formazione, per carattere; non soltanto prima, ma anche dopo essere stati chiamati, e il loro unico Signore non li ha uniformati. Il Vangelo è compreso e annunciato da ognuno di loro con uno specifico accento; e lo Spirito Santo, ispirando gli autori biblici, ha voluto che non fossero nascoste le loro divergenze, che in effetti ci vengono narrate come una buona notizia. Nel collegio degli Apostoli, Pietro e Paolo non furono però avversari. Al contrario, divennero quasi il simbolo di molte altre diversità che l’unico Spirito compone in unità. Così, i Patroni della Chiesa di Roma hanno vissuto il travaglio della comunione, l’hanno conosciuta, servita e annunciata come sacramento della vita divina. La loro testimonianza ha contribuito in modo determinante a far sì che la presenza cristiana nella storia sia tesa non al dominio, ma al servizio, all’unità e alla riconciliazione. Ci doni il Signore, per l’intercessione dei Santi Pietro e Paolo, di apprezzare sempre più la cattolicità della Chiesa, di riconoscerne il valore a servizio dell’incontro fraterno tra le persone e i popoli, di evitare ciò che logora o lede la comunione, di perseverare nel cammino ecumenico e nel dialogo attento e franco con tutti».

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