Al cuore della nostra fede, con papa Leone XIV

9 ore ago

«Nel Vangelo di oggi (cfr Mt 22,34-40) il Signore ci conduce ancora una volta al cuore della nostra fede». Il Vescovo di Roma Leone XIV – nella consueta preghiera domenicale dell’Angelus – riflette sulla odierna liturgia della Parola; e prosegue, affermando: «Un dottore della Legge, per mettere alla prova Gesù, gli domanda: “Nella Legge, qual è il grande comandamento?” (v. 36). Il Maestro risponde citando un passo del Deuteronomio: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (v. 37; cfr Dt 6,5). Cristo pone come fulcro del rapporto con Dio la dimensione dell’amore. Non basta, infatti, sapere che Dio esista, che sia l’unico, o che sia l’Onnipotente; il Signore cerca da noi una relazione personale: l’unico vero Dio vuole diventare il nostro Dio».

Il Pontefice chiarisce il senso profondo della carità cristiana: «Nell’incontro con Lui, il comandamento dell’amore non è un obbligo, né una imposizione. Non si può, infatti, amare “a comando”. L’amore per Dio è l’esigenza propria del desiderio dell’uomo, che trova il suo compimento nella comunione con Lui. Per questo, il nostro amore può essere autentico quando è risposta al suo amore che sempre ci precede. Da qui il bisogno di una totalità che coinvolga l’intera persona: cuore, anima, mente. Al primo comandamento, il Signore ne unisce un secondo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mt 22,39). Questa regola di vita sgorga da una stessa fonte: perciò, dice Gesù, è simile alla prima. Dall’intima relazione con Dio diventiamo capaci di guardare noi e il prossimo con lo stesso sguardo di Cristo, secondo la sua prospettiva. In questo modo, l’egoismo è vinto e anche l’amore per sé stessi si fa carità: la nostra esistenza si volge verso l’altro e diventa dono per chi ci sta accanto».

L’esortazione finale del Papa orienta verso il dono totale di sé, per il bene dell’altro: «Carissimi, non possiamo amare veramente Dio senza che questo amore straripi nell’amore verso i fratelli e le sorelle. E non possiamo amare davvero il nostro prossimo se non come figli di uno stesso Padre che ci ha amati per primo nel suo Figlio Gesù. Chiediamo al Signore la grazia di un cuore nuovo, capace di accogliere e di vivere il grande comandamento. Interceda per noi la Vergine Maria, nel cui cuore immacolato non c’è altro che amore».

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