Capodanno ebraico, il messaggio del Presidente Mattarella
7 mesi ago

Il Capo dello Stato invia un messaggio di auguri alle comunità ebraiche italiane per Rosh haShanà, il capodanno ebraico: riflessione, pace e solidarietà al centro della festa che segna l’inizio del nuovo anno secondo la tradizione ebraica
In occasione del Capodanno ebraico – Rosh haShanà 5786 (l'anno 2025) il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di auguri alle comunità ebraiche italiane. Un testo intenso, che sottolinea i valori universali di pace, convivenza e rispetto reciproco, in un tempo segnato da tensioni e conflitti globali.
Il messaggio del Presidente Mattarella
«In occasione del Capodanno Ebraico - Rosh haShanà - giungano ai concittadini delle comunità ebraiche italiane gli auguri più intensi.
Si tratta di una ricorrenza che richiama ai valori di una convivenza basata sul rispetto reciproco, la solidarietà, la pace, propri alla Repubblica.
Un messaggio di speranza e rigenerazione che interroga severamente gli accadimenti attuali, invitando a respingere con fermezza ogni forma di violenza, intolleranza, discriminazione, che colpisca la dignità delle persone, la libertà, la vita umana e ignori le ragioni e le necessità altrui.
Auguro che questa festa possa portare a una riflessione profonda nella comunità nazionale, per un percorso che rechi fiducia, serenità e concordia, a beneficio dell’intera collettività nazionale e internazionale».
Il significato e le tradizioni di Rosh haShanah
Rosh haShanah è il Capodanno ebraico e segna l’inizio del mese di Tishrì. Cade il 1° e 2° giorno del mese e, nel 2025, sarà celebrato dal tramonto di lunedì 22 settembre fino alla sera di mercoledì 24.
Nella tradizione ebraica, Rosh haShanah è il giorno del ricordo (Yom Hazikaron) e il giorno del giudizio (Yom Hadin). È la ricorrenza che commemora la creazione dell’umanità e in cui, secondo la liturgia, “tutti gli abitanti della terra passano davanti a Dio come un gregge” per vedere scritto il loro destino nell’anno a venire.
Elemento centrale della celebrazione è il suono dello shofar, il corno di montone. I suoi richiami – lunghi, spezzati, stridenti – evocano il ricordo della legatura di Isacco, ma soprattutto rappresentano un invito al pentimento e alla trasformazione interiore. Tradizione vuole che vengano suonati fino a cento squilli nel corso delle liturgie.
Rosh haShanah è anche una festa familiare e conviviale. Sulle tavole non mancano cibi simbolici di buon augurio: mele intinte nel miele come auspicio di un anno dolce, melograni che richiamano abbondanza e prosperità, e il pane challah rotondo, che richiama il ciclo eterno della vita.
Il periodo che precede e segue Rosh haShanah è dedicato alla teshuvah, ovvero al ritorno. È un tempo di introspezione, di bilanci morali e spirituali, che culmina dieci giorni dopo con Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione.
Tra le usanze più suggestive vi è il Tashlich, la cerimonia in cui gli ebrei, il primo pomeriggio di Rosh haShanah, si recano presso un corso d’acqua per gettare briciole di pane, simbolo dei peccati da abbandonare, come segno di rinnovamento e purificazione.
Un invito alla pace
Il messaggio del Presidente Mattarella assume un valore ancora più significativo alla luce delle tensioni e delle violenze che continuano a insanguinare il Medio Oriente, in particolare nella Striscia di Gaza.
Il Capodanno ebraico, con il suo richiamo universale alla teshuvah, al ritorno e al rinnovamento interiore, può diventare un simbolo di ciò che oggi appare più necessario che mai: la capacità di fermarsi, riflettere, cambiare strada.
Così come lo shofar scuote le coscienze e invita al risveglio spirituale, ci si augura che il significato profondo di questa festa possa contribuire a un cammino di riconciliazione, dialogo e rispetto reciproco, aprendo la strada a una vera cessazione delle ostilità.
©photo<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Renzi_Mattarella_2.jpeg#/media/File:Renzi_Mattarella_2.jpeg"

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