I disegni di Dio. Nell’Angelus di papa Leone XIV
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«Nella liturgia di oggi, il Signore, per bocca del profeta Isaia, ci dona un grande motivo di speranza, dicendoci che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri e le sue vie non sono le nostre vie (cfr Is 55,8). Sì, i disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più “umani” rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare. Perciò, ecco l’appello quanto mai attuale del profeta: abbandonare le nostre vie distorte e ritornare al Signore, che è misericordia e perdono (vv. 6-7)». Commentando la Parola proclamata in questa XXV Domenica del Tempo Ordinario, il Vescovo di Roma ha aggiunto: «Nel Vangelo, le parabole di Gesù descrivono la novità di ciò che Dio ha in serbo per noi, ma in genere manifestano anche la resistenza che siamo pronti a opporre a una giustizia più generosa e a un amore più grande. Oggi, in particolare, ascoltiamo il racconto degli operai chiamati a lavorare nella vigna (cfr Mt 20,1-16), chi per una giornata intera, chi soltanto per qualche ora, chi già quasi al tramonto. Ma il centro della parabola è nel momento della retribuzione, quando il padrone mantiene la parola con i lavoratori della prima ora e li paga come d’accordo, ma vuole che vedano la sua bontà e, davanti ai loro occhi, tratta gli ultimi allo stesso modo. Un dettaglio, infatti, non deve sfuggirci. Il padrone indica al fattore un preciso ordine da seguire: gli operai andranno pagati “incominciando dagli ultimi fino ai primi” (Mt 20,8). La reazione negativa di chi aveva lavorato tutto il giorno si sarebbe, dunque, potuta evitare facilmente, invece è voluta, perché la rivelazione della bontà di Dio è per tutti, non solo per qualcuno. Dio ha vie diverse e pensieri nuovi anche per coloro che si ritengono i primi e ritengono di essersi guadagnati ciò che sono, di aver meritato i risultati che hanno raggiunto. Tutti, invece, guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine».
Attualizzando la Rivelazione, Leone XIV ha concluso le proprie riflessioni, affermando: «Fratelli e sorelle, è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace! Non c’è spazio per l’invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio. Cerchiamo, dunque, il Signore, mentre si fa trovare, invochiamolo, mentre è vicino; abbandoniamo le vie distorte e i pensieri iniqui (cfr Is 55,6-7)!».

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