Papa Leone a Rimini: con i malati e nella Santa Messa

1 giorno ago

Papa Leone XIV

RIMINI - Papa Leone XIV ha concluso la Visita Pastorale nella Repubblica di San Marino e a Rimini, incontrando gli ammalati, i disabili, e i poveri assistiti dalla Caritas nella Cattedrale di Rimini, e presiedendo la Santa Messa al Porto di Rimini.

Nella Cattedrale, il Santo Padre ha affermato: «Questa è la Cattedrale di Rimini, e qui voi siete a casa! Sì, perché il Signore Gesù, quando incontrava persone malate, o con disabilità, o povere, le accoglieva e le metteva al centro, per guarirle, per restituire loro una vita secondo la loro dignità. Così mostrava a tutti i segni dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. E poi queste persone, guarite e risollevate da Gesù, spesso lo seguivano ed entravano a far parte della comunità dei discepoli. Così dobbiamo fare anche noi: lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa, la comunità che Lui ha formato per portare a tutti il Vangelo della sua vittoria sul peccato e sulla morte».

Durante la celebrazione eucaristica, il Pontefice ha indicato a ciascuno la via del servizio, quale incarnazione dell’Amore: «Sì, carissimi, nelle parole di Pietro, noi riconosciamo la verità che ci riempie di gioia e di speranza, e troviamo la via che conduce alla vita: la via di Dio che si mette al servizio dell’uomo (cfr Fil 2,5-8), del Maestro che si china a lavare i piedi ai discepoli (cfr Gv 13,12-15), del Pastore che si sacrifica per il suo gregge (cfr Gv 10,11). Ed è in questa luce che guardiamo al gesto di Gesù che consegna a Pietro le chiavi (cfr Mt 16,19-20), perché nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio. Il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi sono chiamati per primi a viverla così, e ad essi deve unirsi tutto il Popolo di Dio, ciascuno secondo la sua specifica chiamata».

«Nella Chiesa, infatti, la missione di “legare” e di “sciogliere”, se da una parte riguarda il ruolo di quanti, nel nome del Signore, siamo chiamati a esercitare l’autorità, dall’altra descrive uno stile e un compito che coinvolge ogni battezzato: quello di abbracciare, riunire, accogliere, liberare, perdonare, emancipare chiunque sia prigioniero del peccato e delle sue conseguenze, facendoci amministratori retti e sapienti dei beni che Dio ci affida, perché tutto concorra, nella carità, al bene di tutti» - ha proseguito Leone XIV nella omelia.

Il Papa ha esortato al dono di sé, nell’amore: «Il messaggio è chiaro: tutto ciò che siamo e abbiamo è dono di Dio, affidatoci perché, nelle sue mani, possiamo essere gli uni per gli altri, strumenti di salvezza nella giustizia, a partire dai luoghi e dalle persone con cui viviamo e lavoriamo ogni giorno, per rivolgerci, con un cuore grande e aperto, al mondo intero. […] Il mondo in cui viviamo offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero “tornare in sé”, e lasciano il vuoto nel cuore. C’è chi le chiama “evasione”, come se la vita ordinaria fosse una prigione da cui fuggire. Ma noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell’anima. Come comunità cristiana siamo dunque chiamati in modo speciale a coltivare tale esperienza e a trasmetterla, nell’apertura e nell’ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all’aiuto e alla carità. E questo sia nei confronti di chi cerca un meritato tempo di riposo dopo un anno di lavoro, sia verso chi, ferito nel corpo e nello spirito, chiede rifugio, cibo e assistenza lontano dalla propria terra».

Potrebbe interessarti

Go up