Nel Terzo Convegno Nazionale su “Il Terremoto dell’anima”, anche l’intelligenza artificiale racconta la ferita delle comunità

2 mesi ago

Terremoto dell'anima

L'Aquila - A quasi diciassette anni dal terremoto del 6 aprile 2009, L’Aquila torna a essere luogo di riflessione nazionale sulle ferite profonde che le catastrofi lasciano nelle persone e nelle comunità e quest’anno per il convegno su "Il Terremoto dell'anima", anche con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Sabato 28 marzo 2026, nella Sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo, dalle 8.30 alle 13.30, si svolgerà il Terzo Convegno Nazionale “Il Terremoto dell’Anima – Comunità ferita. Effetti post-traumatici per catastrofi naturali e belliche”, appuntamento che prosegue un percorso di studio e confronto avviato nel 2019 e consolidato con la seconda edizione del 2023.

L’iniziativa nasce dall’esperienza aquilana e dalla consapevolezza maturata negli anni successivi al sisma: il trauma non colpisce solo chi vive direttamente l’evento, ma attraversa l’intero tessuto sociale, lasciando ferite spesso invisibili che riguardano famiglie, istituzioni, comunità ecclesiali, sistemi educativi e sanitari. Il convegno si propone quindi di approfondire gli effetti post-traumatici generati sia dalle calamità naturali sia dai conflitti armati, interrogandosi sulle forme di accompagnamento, cura e ricostruzione dei legami sociali e spirituali.

Nel solco tracciato dal cardinale Giuseppe Petrocchi, ispiratore di questo percorso e che nel suo decennio aquilano ha posto al centro del ministero episcopale la pastorale samaritana e la pastorale dell’emergenza, il Terzo Convegno si inserisce in una riflessione già avviata nei precedenti appuntamenti, nei quali sono stati evidenziati i cosiddetti “sciami problematici” e i “traumi sommersi”: effetti di lungo periodo che spesso restano nascosti ma incidono profondamente sulla vita delle comunità colpite da eventi traumatici.

Come già sottolineato, l’edizione di quest’anno introduce anche un elemento innovativo sul piano della comunicazione. L’immagine simbolo del convegno è stata infatti realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale, diventando parte integrante del messaggio culturale dell’iniziativa. La composizione mostra uno spazio scuro e materico, simile a una superficie di pietra, attraversato da una crepa che richiama una frattura sismica. Da quella fenditura non emerge oscurità ma una luce intensa e dorata che illumina l’ambiente circostante, evocando l’idea del kintsugi, l’arte giapponese che ripara le crepe con l’oro trasformandole in segno di valore e di bellezza. Attorno alla frattura compaiono piccole figure stilizzate che si tengono per mano, simbolo di una comunità che non fugge dalla ferita ma la attraversa insieme. L’immagine traduce visivamente il messaggio del convegno: la ferita esiste e deve essere riconosciuta, ma può diventare luogo di incontro, solidarietà e rinascita.

Il Terzo Convegno Nazionale è promosso dalla Chiesa aquilana in collaborazione con Caritas Italiana, con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale dell’Emergenza dell’Arcidiocesi dell’Aquila e con la Scuola di Alta Formazione in Etica dell’Emergenza, attiva presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila. I lavori saranno moderati da don Daniele Pinton, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dell’Emergenza, preside dell’ISSR “Fides et Ratio” e giornalista pubblicista.

Dopo i saluti istituzionali dell’arcivescovo metropolita dell’Aquila monsignor Antonio D’Angelo, del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dell’assessore regionale alla Cultura, Formazione e Welfare Roberto Santangelo, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del presidente della Fondazione CARISPAQ Fabrizio Marinelli e di Stefano Pallotta, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il convegno entrerà nel vivo con gli interventi dei relatori.

La relazione introduttiva sarà affidata al cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che offrirà una riflessione sul significato umano ed ecclesiale della cura delle comunità ferite nel contesto delle crisi contemporanee. Seguirà l’intervento del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo emerito dell’Aquila, dedicato alla Pastorale dell’Emergenza e agli elementi costitutivi di un percorso ecclesiale maturato a partire dall’esperienza aquilana.

Interverranno inoltre il professor Giancarlo Cursi, sociologo e docente dell’Università Pontificia Salesiana, con una riflessione sulle storie dei giovani aquilani e sulla capacità delle comunità di trasformare il dolore in speranza; il colonnello Alessandro Tassi, capo del Dipartimento Formazione Avanzata del Centro per la Formazione Logistica Interforze (CASD), sul ruolo della formazione nella gestione delle crisi; l’avvocato Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile per l’Abruzzo, sui percorsi educativi di resilienza rivolti alle nuove generazioni; e il professor Franco Marinangeli, referente sanitario regionale per le emergenze e direttore del Dipartimento Emergenza e Accettazione dell’ASL 1 Abruzzo, che affronterà il tema della preparazione alle emergenze e alle maxiemergenze. Le conclusioni del convegno saranno affidate alla giornalista Germana D’Orazio, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo.

La partecipazione al convegno è aperta a operatori pastorali, amministratori, volontari, studenti e professionisti dei settori sanitario, educativo e della comunicazione.

Le iscrizioni online devono essere effettuate esclusivamente attraverso il sito ufficiale www.terremotodellanima.it.

L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo ha inoltre riconosciuto l’evento come corso valido per la formazione continua dei giornalisti, attribuendo 6 crediti formativi professionali, spendibili nel triennio 2026-2028. Un riconoscimento che sottolinea anche l’importanza del ruolo dell’informazione nel raccontare con responsabilità le emergenze, evitando semplificazioni e contribuendo a una narrazione consapevole delle ferite e della ricostruzione delle comunità.

A distanza di quasi due decenni dal terremoto dell’Aquila, il percorso avviato con i convegni sul Terremoto dell’Animacontinua così a offrire uno spazio di confronto tra Chiesa, istituzioni, mondo scientifico e informazione, nella consapevolezza che la ricostruzione più complessa e duratura non riguarda soltanto le città e gli edifici, ma l’anima stessa delle comunità.

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