La festa S. Marco Evangelista per una comunità del centro storico aquilano, tra fede e speranza nella ricostruzione

3 ore ago

S. Marco Evangelista

L'Aquila - Sabato 25 aprile la comunità parrocchiale di S. Marco Evangelista nel centro storico aquilano, si raccoglie nella festa liturgica del suo patrono. Una festa che, anche quest’anno, si svolge in una condizione particolare ma non priva di significato: le celebrazioni saranno infatti ospitate nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, a causa della persistente inagibilità della storica chiesa dedicata all’evangelista, ancora interessata dai lavori di ricostruzione post-sisma.

Il programma liturgico prevede due momenti centrali: alle ore 11.00 la Santa Messa sarà presieduta da Fra Piero Sirianni, frate cappuccino del convento di Santa Chiara in L’Aquila; alle ore 18.30 la celebrazione solenne sarà invece presieduta dal parroco, il can. Daniele Pinton. Un appuntamento che si rinnova come segno di unità per una comunità ancora “diffusa”, segnata dalla dispersione abitativa conseguente al terremoto del 2009, ma desiderosa di ritrovarsi attorno al proprio patrono.

La festa di San Marco assume così un valore che va oltre la semplice ricorrenza liturgica: diventa occasione concreta di incontro e comunione nella preghiera tra coloro che stanno progressivamente tornando a vivere nel territorio parrocchiale e quanti, pur appartenendovi, risiedono ancora altrove. È il segno di una comunità che, pur ferita, continua a riconoscersi e a ricostruirsi attorno alla fede e alle sue radici.

Accanto alla dimensione spirituale, si affianca quella, altrettanto significativa, della ricostruzione materiale del complesso parrocchiale. Dopo un’attesa durata quindici anni, è stato infatti approvato il progetto di recupero del secondo lotto della chiesa di San Marco, edificio situato nell’omonima piazza del centro storico aquilano. La procedura è seguita dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, con l’architetto Andrea Calzetta nel ruolo di Responsabile Unico del Procedimento, in sinergia con il Segretariato Regionale per i Beni Culturali per l’Abruzzo.

L’intervento complessivo di riparazione, consolidamento e miglioramento sismico, finanziato dal CIPE, prevede un investimento di 8,5 milioni di euro. Un percorso complesso, segnato da difficoltà tecniche e amministrative, ma oggi finalmente avviato in modo concreto. Le opere preliminari di messa in sicurezza, concluse nell’estate del 2025 per un importo di circa 145.000 euro, rappresentano il primo passo di un cantiere più ampio, il cui completamento è previsto entro il 2027.

Nel frattempo, il cantiere del primo lotto è pienamente operativo: all’interno della chiesa, una fitta struttura di ponteggi avvolge pareti e decorazioni, rendendo quasi invisibili le ferite del sisma ma testimoniando al contempo l’intensità dei lavori in corso. Il restauro interessa anche la canonica retrostante, in un progetto unitario che tiene insieme tutela del patrimonio storico e adeguamento strutturale.

Particolarmente delicata è la situazione della cupola, gravemente danneggiata dal terremoto: una parte sarà ricostruita con tecniche tradizionali integrate da materiali innovativi, mentre in alcune strutture, come il transetto, si è scelto di conservare visibili i segni del sisma, come memoria storica e testimonianza di resilienza. Emblematico il caso del muro laterale inclinato di circa 60 centimetri, consolidato ma volutamente mantenuto nella sua deformazione.

Il progetto si configura così come un dialogo tra antico e moderno: accanto alle murature originarie trovano spazio malte ad alta prestazione e sistemi di rinforzo in acciaio invisibile. Un lavoro che coinvolge professionalità altamente qualificate, dalla direzione lavori affidata all’ingegner Paolo Cicchetti, all’impresa esecutrice Gruppo Costruzioni Iannini, fino agli interventi specialistici della ditta di restauro aquilana LaNorma, impegnata nel recupero degli apparati decorativi gravemente compromessi da crolli e infiltrazioni.

Segni concreti di rinascita si sono già manifestati nel 2023 con la riapertura parziale del Centro Pastorale San Marco Evangelista, restituito temporaneamente alla comunità per consentire la ripresa delle attività. In questi spazi si svolgono oggi la catechesi dei ragazzi e le attività del Branco scout AGESCI L’Aquila 3, che ha ritrovato qui una casa.

La festa di San Marco, dunque, si colloca dentro questa duplice dinamica: da una parte la celebrazione del Vangelo, di cui l’evangelista è annunciatore instancabile; dall’altra la paziente ricostruzione di un tessuto ecclesiale e urbano che, tra memoria e futuro, continua a cercare unità, bellezza e stabilità. Una comunità che, come il suo patrono, è chiamata a narrare ancora la speranza, anche dentro le ferite della storia.

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