Il mistero della salvezza. Nell’Angelus di papa Leone XIV
1 mese ago

«Il Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima ci racconta la guarigione di un uomo cieco dalla nascita (cfr Gv 9,1-41). Attraverso la simbologia di questo episodio, l’evangelista Giovanni ci parla del mistero della salvezza: mentre eravamo nell’oscurità, mentre l’umanità camminava nelle tenebre (cfr Is 9,1), Dio ha inviato il suo Figlio come luce del mondo, per aprire gli occhi dei ciechi e illuminare la nostra vita»; il Vescovo di Roma Leone XIV – durante la consueta preghiera dell’Angelus – invita a meditare sulla liturgia della Parola, in questa IV Domenica di Quaresima.
Le sue riflessioni proseguono: «Possiamo dire che noi tutti siamo “ciechi dalla nascita”, perché da soli non riusciamo a vedere in profondità il mistero della vita. Perciò Dio si è fatto carne in Gesù, perché il fango della nostra umanità, impastato con il respiro della sua grazia, potesse ricevere una nuova luce, capace di farci vedere finalmente noi stessi, gli altri e Dio nella verità»; e invitano a meditare sulla realtà della fede: «Colpisce il fatto che lungo i secoli si sia diffusa l’opinione, presente ancora oggi, secondo cui la fede sarebbe una specie di “salto nel buio”, una rinuncia a pensare, cosicché avere fede significherebbe credere “ciecamente”. Il Vangelo ci dice invece che a contatto con Cristo gli occhi si aprono, al punto che le autorità religiose chiedono con insistenza al cieco guarito: “In che modo ti sono stati aperti gli occhi?” (Gv 9,10); e ancora: “Come ti ha aperto gli occhi?” (v. 26). Fratelli e sorelle, anche noi, guariti dall’amore di Cristo, siamo chiamati a vivere un cristianesimo “dagli occhi aperti”. La fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare e, perciò, ci chiede di “aprire gli occhi”, come faceva Lui, soprattutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo».
Le parole del Pontefice aiutano a risvegliare l’adesione a Cristo, a partire dalla Rivelazione: «Oggi, in particolare, a fronte delle tante domande del cuore umano e delle drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo, c’è bisogno di una fede sveglia, attenta e profetica, che apra gli occhi sulle oscurità del mondo e vi porti la luce del Vangelo attraverso un impegno di pace, di giustizia e di solidarietà».

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