Un pastore diplomatico per l’Italia: mons. Edgar Peña Parra nuovo nunzio apostolico
2 settimane ago

Città del Vaticano – Papa Leone XIV ha nominato nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino mons. Edgar Peña Parra, arcivescovo titolare di Telepte e finora sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato. La nomina, resa nota dalla Sala Stampa della Santa Sede lunedì 30 marzo 2026, segna un passaggio di particolare rilievo per la Chiesa in Italia e per i rapporti tra la Sede Apostolica e lo Stato italiano.
Succede a mons. Petar Rajič, chiamato a un nuovo incarico come prefetto della Casa pontificia, raccogliendo un’eredità significativa in un contesto ecclesiale e istituzionale di grande delicatezza.
Mons. Peña Parra, 66 anni, originario di Maracaibo (Venezuela), ordinato sacerdote nel 1985, è una figura di primo piano della diplomazia pontificia. Laureato in diritto canonico, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1993, maturando una vasta esperienza internazionale: dalle rappresentanze in Kenya e nella ex Jugoslavia, fino al servizio presso le Nazioni Unite a Ginevra e nelle nunziature in Sudafrica, Honduras e Messico. Nominato arcivescovo nel 2011, è stato nunzio apostolico in Pakistan e successivamente in Mozambico, dove si è distinto per il suo contributo al processo di pace tra governo e opposizione. Nel 2018 Papa Francesco lo ha chiamato a ricoprire il ruolo di sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, affidandogli uno dei compiti più delicati della Curia romana. Uomo di comunione, di ascolto e di profonda visione ecclesiale, mons. Peña Parra si distingue anche per una rara capacità di dialogo interculturale: parla infatti sei lingue e ha incarnato, nel suo servizio, l’universalità concreta della Chiesa.
Nel suo saluto alla Segreteria di Stato, mons. Peña Parra ha espresso gratitudine al Santo Padre e ha letto la nuova missione come “una rinnovata chiamata al servizio, nella comunione e nell’obbedienza”. “Sono sinceramente felice di andare in Italia per iniziare questa nuova missione”, ha affermato, assicurando al Papa “lealtà, dedizione e preghiera”. Con un’immagine suggestiva, ha descritto la sua esperienza ecclesiale come un viaggio in treno: tappe diverse, incontri, responsabilità affidate e poi consegnate ad altri, in un cammino che non si interrompe ma continua nella fedeltà al Vangelo. Gli anni in Segreteria di Stato sono stati per lui “un’avventura molto bella e arricchente”, vissuta tra sfide globali come la pandemia, momenti di dolore per la morte di Benedetto XVI e dello stesso Papa Francesco, e passaggi decisivi per la vita della Chiesa. “Ho respirato come mai prima la cattolicità – ha confidato –: lingue, sensibilità, storie da ogni parte del mondo che si incontrano in un’unica comunione”.
Immediata e calorosa l’accoglienza della Conferenza Episcopale Italiana, espressa dal suo presidente, il cardinale Matteo Zuppi. “Già sin d’ora, può contare sulla comunione fraterna dei vescovi italiani – ha scritto – perché intendiamo essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio”. Zuppi ha inoltre espresso “gratitudine al Santo Padre per l’attenzione premurosa e costante” verso la Chiesa italiana, sottolineando come il ministero del nuovo nunzio rinnovi “il particolare vincolo di comunione che unisce la Sede Apostolica e le nostre comunità ecclesiali”. Non è mancato il ringraziamento al predecessore, mons. Rajič, “per il servizio svolto e per la dedizione con cui ha accompagnato il cammino delle nostre comunità”, contribuendo a rafforzare i rapporti con la Santa Sede e con le istituzioni civili. Rivolgendosi al nuovo nunzio, Zuppi ha espresso certezza che “la sua esperienza al servizio della Chiesa universale sarà di sostegno al nostro cammino, nello spirito della comunione ecclesiale, dell’ascolto fraterno e della collaborazione con l’Episcopato”.
La figura del nunzio apostolico in Italia riveste un carattere unico nel panorama delle rappresentanze pontificie. Egli è, al tempo stesso, ambasciatore della Santa Sede presso lo Stato italiano e rappresentante del Papa presso la Chiesa locale. Tra i suoi compiti principali vi sono il mantenimento dei rapporti istituzionali tra Stato e Chiesa, il rafforzamento dell’unità ecclesiale e, soprattutto, il delicato processo di selezione dei candidati all’episcopato. Un ruolo che, soprattutto a partire dalla riforma del 1986, vede il nunzio direttamente coinvolto nelle indagini e nella proposta dei nomi per la nomina dei vescovi, in collaborazione con la Congregazione per i Vescovi.
In questo contesto, la nomina di mons. Peña Parra appare particolarmente significativa: la sua esperienza, maturata nei contesti più complessi del mondo e nel cuore della Curia romana, lo rende una figura capace di coniugare visione pastorale, competenza diplomatica e profonda sensibilità ecclesiale. L’arrivo alla nunziatura di Villa Giorgina segna dunque una nuova fase per la Chiesa in Italia. La sua figura, forgiata da anni di servizio silenzioso e intenso, si presenta come garanzia di continuità nella comunione con il Papa e, al tempo stesso, come opportunità di rinnovamento nello stile del dialogo, dell’ascolto e della collaborazione. Un pastore diplomatico, capace di abitare le frontiere della Chiesa e del mondo, chiamato ora a servire una realtà ecclesiale centrale nella vita della cattolicità, consapevole che ogni missione è una tappa di un unico grande viaggio: quello della Chiesa nella storia.

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