L’Aquila, al via i corsi di preparazione al matrimonio cristiano
1 settimana ago

L'Aquila - La Vicaria Urbana dell’Aquila propone, per l’Anno Pastorale 2026-2027, due corsi di preparazione al matrimonio cristiano rivolti alle coppie di fidanzati che si preparano a celebrare il sacramento delle nozze. I percorsi si svolgeranno tra l’autunno del 2026 e la primavera del 2027 presso l’Auditorium dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, in via San Marciano 27, a circa cento metri da Piazza Duomo. Per ciascun corso è prevista la partecipazione di un massimo di trenta coppie.
Il primo corso prenderà avvio venerdì 30 ottobre 2026 e proseguirà il 6, 13 e 27 novembre e il 4, 11 e 18 dicembre. Il secondo percorso si terrà invece nella primavera del 2027, con gli incontri fissati per il 2, 9 e 16 aprile e il 7, 14, 21 e 28 maggio.
Per le iscrizioni è possibile contattare il diacono Giovanni Tomei al numero 348 7026225. Insieme alla moglie Fiorella, il diacono Tomei collabora all’accompagnamento del gruppo dei fidanzati durante gli incontri programmati. Il modulo di iscrizione, compilato e firmato, può essere inoltre inviato all’indirizzo vicariourbano.laquila@gmail.com.
La proposta della Vicaria Urbana si inserisce in un impegno pastorale che va ben oltre l’organizzazione di alcuni incontri prima delle nozze. Prepararsi al matrimonio cristiano, infatti, non significa semplicemente adempiere una formalità richiesta per poter celebrare il matrimonio in chiesa. Significa iniziare a comprendere più profondamente la vocazione alla quale un uomo e una donna, attraverso la loro storia d’amore, sentono di essere chiamati.
È proprio questo il significato che dovrebbe assumere oggi un percorso di preparazione al matrimonio. Non un “corso” nel senso scolastico del termine, ma un tempo offerto ai fidanzati perché possano fermarsi, confrontarsi e guardare con maggiore consapevolezza alla decisione che stanno maturando. Una decisione che non riguarda soltanto il giorno della celebrazione, ma l’intera esistenza.
Nei mesi che precedono le nozze è facile che l’attenzione venga assorbita dai numerosi aspetti organizzativi: la celebrazione, gli invitati, la festa, la casa e tutto ciò che accompagna un momento tanto importante. Sono aspetti comprensibili e significativi, ma rischiano talvolta di lasciare sullo sfondo la domanda fondamentale: che cosa significa diventare marito e moglie nel sacramento del Matrimonio?
La Chiesa invita i fidanzati a confrontarsi proprio con questa domanda. Per due battezzati, il matrimonio non è soltanto il riconoscimento pubblico di un sentimento o di un progetto di vita comune. L’amore umano viene assunto nella realtà sacramentale e diventa segno dell’amore fedele con il quale Cristo ama la Chiesa. È una prospettiva grande, che non diminuisce nulla dell’autenticità dell'affetto umano, ma gli apre un orizzonte ulteriore.
Il sacramento non sostituisce l’amore degli sposi e non elimina le fragilità che appartengono a ogni relazione. La grazia accompagna piuttosto quell’amore perché possa crescere, maturare e diventare sempre più capace di dono. Il “sì” pronunciato durante la celebrazione è certamente un momento decisivo, ma è anche l'inizio di un “sì” che dovrà essere nuovamente pronunciato, con la vita, ogni giorno.
È nella quotidianità, infatti, che la promessa matrimoniale assume la sua forma più vera: nella capacità di ascoltarsi, nella pazienza, nel perdono, nella condivisione delle responsabilità, nella fedeltà, nella cura reciproca, nell’accoglienza della vita e nell'educazione dei figli. Ed è nella quotidianità che gli sposi imparano che amare non significa semplicemente provare un sentimento, ma scegliere continuamente il bene dell’altro.
Per questo prepararsi al matrimonio significa anche imparare a conoscere più profondamente se stessi e la persona con la quale si desidera condividere la vita. Il dialogo nella coppia, la gestione dei conflitti, le differenti sensibilità, il rapporto con le famiglie di origine, le attese sul futuro, il modo di affrontare le difficoltà, la responsabilità verso i figli sono questioni che meritano di essere affrontate prima delle nozze e che continueranno ad accompagnare gli sposi negli anni successivi.
Il cammino di preparazione diventa allora un tempo prezioso nel quale la coppia può verificare e rafforzare le fondamenta sulle quali intende costruire la propria casa. Non si tratta di offrire ricette per evitare ogni difficoltà – nessuna vita matrimoniale ne è priva – ma di aiutare i futuri sposi a maturare gli strumenti umani e spirituali necessari per affrontarle insieme.
Esiste poi una dimensione che caratterizza in modo particolare il matrimonio cristiano: il posto di Dio nella vita della coppia. Celebrare il sacramento significa riconoscere che la storia di quell’uomo e di quella donna non è estranea alla storia della salvezza. Dio non rimane spettatore del loro amore, ma entra nella loro alleanza e li accompagna perché la comunione che costruiscono possa diventare luogo della sua presenza.
Da qui nasce anche la dimensione ecclesiale della famiglia cristiana. Gli sposi non ricevono il sacramento soltanto per loro stessi. La famiglia che nasce dalla loro unione è chiamata a diventare una piccola comunità nella quale il Vangelo possa essere accolto e vissuto: nella preghiera, nell’educazione dei figli, nell’ospitalità, nell’attenzione verso i più fragili, nella solidarietà e nella partecipazione alla vita della comunità cristiana.
Il percorso verso il matrimonio può rappresentare anche un’occasione importante per riscoprire la propria fede. Le coppie che chiedono di celebrare il matrimonio cristiano arrivano con esperienze molto diverse. Alcune hanno mantenuto un rapporto costante con la comunità ecclesiale; altre hanno vissuto periodi di maggiore distanza; altre ancora proprio attraverso la scelta del matrimonio tornano a interrogarsi sul significato della fede ricevuta nel Battesimo.
La preparazione alle nozze può diventare per tutti un tempo favorevole per ricominciare a cercare. Non si tratta semplicemente di trasmettere alcune nozioni sulla dottrina cristiana del matrimonio, ma di aiutare due persone a rileggere la loro storia e a domandarsi se, dentro l’amore che le ha fatte incontrare e scegliere, sia possibile riconoscere anche la presenza e la chiamata di Dio.
C’è infine una responsabilità che riguarda direttamente le comunità cristiane. Accompagnare una coppia verso il matrimonio non può significare interessarsi dei fidanzati soltanto fino al giorno delle nozze. Quel giorno, dal punto di vista pastorale, non rappresenta un traguardo ma un nuovo inizio. Le giovani famiglie hanno bisogno di continuare a essere accompagnate, di incontrare altre coppie, di sentirsi parte della comunità e di trovare nella Chiesa un luogo nel quale condividere anche le difficoltà che inevitabilmente possono presentarsi lungo il cammino.
I corsi promossi dalla Vicaria Urbana dell’Aquila vogliono essere, dunque, qualcosa di più di una preparazione immediata alla celebrazione. Sono l’occasione per aiutare i fidanzati a spostare lo sguardo dal matrimonio come “giorno” al matrimonio come “vita”, dalla preparazione di una cerimonia alla maturazione di una vocazione.
Perché il giorno delle nozze tutto conduce verso quel momento nel quale due persone, davanti a Dio e alla Chiesa, pronunciano il loro consenso. Ma proprio quando quel “sì” viene pronunciato, la preparazione lascia il posto alla realtà. Da quel momento comincia il compito più bello e più impegnativo: trasformare ogni giorno la promessa celebrata in una vita condivisa e fare dell’amore ricevuto e donato il luogo concreto nel quale continuare a riconoscere la presenza di Dio.

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