Le radici dell’Europa, nelle parole di Leone XIV

17 ore ago

“Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” è il titolo dell’Incontro tenuto da papa Leone XIV al Centro Congressi “Robert Schuman” di Metz – nel contesto della Visita Pastorale in Francia.

Nel suo intervento, il Vescovo di Roma ha affermato: «Oggi vogliamo intraprendere, con il pensiero, un viaggio che comincia dalle radici dell’Europa per arrivare al suo presente e guardare verso il futuro. Ci chiediamo in che modo Robert Schuman sia stato plasmato dalla storia di questa terra, della quale era figlio, e come abbia contribuito in modo fondamentale a plasmare l’Europa moderna, fino a esserne considerato un “Padre fondatore”. È sempre difficile dare una definizione d’Europa, sia per il presente che per il passato. L’Europa, infatti, ha gradualmente preso coscienza di sé nelle epoche storiche della civiltà ellenistica, dell’Impero Romano, e poi della diffusione del cristianesimo, integrando, nel corso del tempo, nuove culture come, tra le altre, quelle germaniche e slave, fino a comprendere regioni sempre più vaste. L’Europa va intesa, quindi, come una realtà culturale e storica ancor prima d’essere una realtà geografica. Nel corso dei secoli, ha assunto nuovi confini e nuove definizioni, attraversando periodi di crescita, profonde crisi e nuove rinascite. Una costante che si può notare nel suo lungo e turbolento percorso storico risiede nel fatto che l’Europa si è sviluppata ed è progredita quando è stata capace di elaborare gli aspetti positivi del suo passato, e riproponendoli in forme nuove e creative grazie all’incontro con l’altro. La civiltà europea è infatti anche frutto di incontri secolari, anche se non sempre facili. Basta pensare alla presenza della cultura araba nella penisola iberica, o alla proiezione del “Vecchio Continente” nel “Nuovo Mondo”, che ha generato, talvolta dolorosamente, nuove sintesi sul continente americano».

Il Pontefice ha ribadito: «Si tratta di risalire alla fonte dei valori che costituiscono il fondamento della convivenza civile, cioè “i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e dello Stato di diritto” (Trattato sull’Unione Europea, Preambolo). Nel contesto multiculturale di oggi, l’affermazione dell’universalità di questi valori, essenziale per la sua sopravvivenza, passa anche attraverso una riscoperta delle proprie radici e attraverso l’apertura al dialogo con l’altro. Si tratta di una necessità sociale e politica per riscoprire il ruolo centrale della persona umana e dare un’effettiva consistenza a parole come libertà, democrazia, pace e unità. […] Tutto questo non sarebbe però ancora sufficiente: accogliere una persona significa integrarla come nella propria famiglia, offrendole la possibilità di sviluppare i suoi talenti, le sue capacità e sensibilità, ma anche di entrare nello spirito della casa che la accoglie. Bisogna cogliere la portata storica di ciò che sta accadendo, vale a dire un incontro senza precedenti tra popoli e culture che chiama a una riscoperta creativa delle nostre radici e, allo stesso tempo, a un ascolto attento dell’altro. L’universalità dei valori fondanti dell’Europa ci assicura che questo dialogo è possibile e che potrà dare una base solida alle nostre società, permettendo di operare in modo più efficace per la pace e per un mondo riconciliato. È proprio questa lucidità che ha ispirato uomini come Schuman a superare l’opposizione tra le identità culturali e a dare vita alle istituzioni europee, al termine della terribile tragedia della Seconda Guerra Mondiale, che ha mostrato quanto grande sia il male compiuto dall’uomo quando pensa di non incontrare ostacoli nell’esercizio del suo potere. Robert Schuman, che ha conosciuto confini in continua evoluzione, ha contribuito a gettare le basi di un’Europa consapevole dell’urgenza di abbattere i muri che la laceravano. La sua formazione cristiana gli ha trasmesso il valore dell’uguaglianza, senza distinzione di razza o classe sociale, e gli ha insegnato la dignità del lavoro. La successione di diverse sovranità nazionali gli ha impresso l’importanza del diritto internazionale e il valore della parola data. Cresciuto in un contesto in cui l’orgoglio e lo spirito di vendetta sembravano prevalere, Schuman si è impegnato per la pace e la fratellanza tra i popoli che, dopo essersi a lungo combattuti, riconoscevano finalmente di aver bisogno l’uno dell’altro. Quali sono dunque gli insegnamenti di Robert Schuman per l’Europa e il mondo di oggi? Innanzitutto, un profondo desiderio di pace».

L’appello finale di Leone XIV è indirizzato alle giovani generazioni: «Ai giovani dico: abbiate il coraggio di vivere in modo responsabile la missione di costruire la pace, nel vostro cuore, nelle vostre relazioni, nella vostra famiglia, nelle scuole e nelle università, nella vita delle vostre città, dei vostri paesi e di tutta l’Europa. Non sottomettetevi alla logica della violenza e dell’oppressione.

Amate la vita in ogni momento e non abbiate paura del futuro! Non abbiate paura di formare una famiglia, di generare figli, di difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all’ultimo respiro. Non abbiate paura di lavorare instancabilmente al servizio del bene delle vostre comunità, anche attraverso l’impegno politico. Siate costruttori di comunità! E con voi, l’Europa, saldamente radicata, continuerà a fiorire e a ispirare il mondo intero. Che Dio vi sostenga in queste decisioni e che benedica e protegga tutta l’Europa!».

Potrebbe interessarti

Go up