Teatro Stabile d’Abruzzo, nuovo Cda nell’anno della Capitale della Cultura
2 mesi ago

L'Aquila - Nel cuore dell’anno in cui L'Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026, il Teatro Stabile d'Abruzzo rinnova i propri vertici e si prepara a un passaggio che ha il sapore della responsabilità storica. Non si tratta soltanto di un avvicendamento amministrativo, ma di una nuova fase per una delle istituzioni culturali più rappresentative del territorio, chiamata a svolgere un ruolo centrale nel programma di eventi che accompagnerà la città fino all’appuntamento conclusivo dell’anno.
L’Assemblea dei Soci, composta da Regione Abruzzo e Comune dell'Aquila, ha ricostituito il Consiglio di amministrazione nella riunione di martedì 3 marzo 2026. Hanno preso parte ai lavori, su delega del presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore alla Cultura Roberto Santangelo e su delega del sindaco Pierluigi Biondi, l’ingegner Andrea Di Biase.
Su designazione congiunta sono stati nominati consiglieri Carlo Dante, Annalisa Di Stefano, Eliseo Iannini e Nadia Vittorini. Tra questi, come previsto dallo Statuto e su indicazione del sindaco, è stato eletto vicepresidente l’architetto Eliseo Iannini. Con delibera della Giunta regionale è stato inoltre confermato presidente dell’Ente Miska Ruggeri, garantendo continuità alla guida dello Stabile in una fase particolarmente delicata e strategica.
Il rinnovo arriva alla scadenza naturale del precedente mandato. I soci hanno ringraziato i componenti uscenti per l’impegno profuso, sottolineando il lavoro svolto in anni complessi, segnati dalla necessità di consolidare la produzione artistica e rafforzare il radicamento sul territorio. Ai nuovi amministratori è giunto anche l’augurio del direttore Giorgio Pasotti e di tutti i dipendenti e collaboratori dello Stabile, consapevoli della mole di progetti già avviati e di quelli in cantiere per la Capitale della Cultura.
Tra le nomine, quella di Eliseo Iannini alla vicepresidenza assume un significato che va oltre il dato formale. Architetto e imprenditore, fondatore del Gruppo Costruzioni Iannini, negli anni si è distinto per un impegno costante nella vita pubblica cittadina. Non soltanto nel campo imprenditoriale, ma anche nel sostegno a iniziative culturali e simboliche per la comunità aquilana. Tra queste, la Festa della Rinascita del 2018, che vide la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’inaugurazione della restaurata Chiesa di Santa Maria del Suffragio in Piazza Duomo e l’incontro con i mille bambini nati nel 2009 e 2010, simbolo di una generazione cresciuta all’ombra del sisma e oggi proiettata verso il futuro. Un’esperienza che ha intrecciato ricostruzione materiale e rinascita culturale, restituendo alla città un’immagine di speranza condivisa.
In questo scenario, il Teatro Stabile è chiamato a essere molto più di un produttore di spettacoli. Fondato nel 1963 come Teatro Stabile dell’Aquila e divenuto poi Teatro Stabile d’Abruzzo, l’Ente ha rappresentato per decenni la massima istituzione regionale di produzione artistica. Nato dall’intuizione e dalla determinazione di Luciano Fabiani, Peppino Giampaola ed Errico Centofanti, lo Stabile portò in Abruzzo un modello innovativo per l’epoca: una produzione autonoma, radicata nel territorio ma capace di dialogare con i grandi circuiti nazionali e internazionali.
Nel corso della sua storia, il TSA ha messo in scena i classici della tradizione e testi contemporanei, valorizzando la drammaturgia abruzzese e ospitando registi, attori, musicisti e scenografi di primo piano. Le sue produzioni sono state invitate nei maggiori festival italiani e stranieri, ricevendo riconoscimenti prestigiosi e contribuendo a costruire un’identità teatrale solida e riconoscibile.
Il 2026 si presenta però come un banco di prova ulteriore. Il sindaco Biondi, a margine dell’assemblea, ha ribadito la centralità del Teatro Stabile nel programma della Capitale italiana della Cultura, richiamando anche l’importanza di rassegne identitarie come I Cantieri dell’Immaginario. Ma soprattutto ha indicato un traguardo altamente simbolico: la possibile riapertura del Teatro Comunale dell'Aquila, storico spazio cittadino da sempre in diretta gestione del Teatro Stabile d'Abruzzo, che proprio lì ha avuto la sua sede e nel cui Ridotto continua a svolgere molte attività.
Secondo quanto annunciato in conferenza stampa, proprio nel Teatro Comunale potrebbe tenersi l’ultimo grande evento dell’anno da Capitale della Cultura. Sarebbe un segnale potente: la restituzione alla città di uno dei suoi luoghi simbolo, dopo anni di attesa e di lavori, e la chiusura di un cerchio che lega memoria, ricostruzione e futuro.
La sfida per il nuovo Consiglio di amministrazione sarà dunque duplice: garantire qualità e innovazione nella produzione artistica, e al tempo stesso accompagnare un passaggio che ha un valore civile prima ancora che culturale. Per L’Aquila, il Teatro non è soltanto uno spazio scenico, ma un presidio identitario, un laboratorio di comunità, un segno concreto di quella rinascita che la città ha scelto di affidare anche alla cultura.
Con la conferma di Ruggeri alla presidenza e l’ingresso di nuove energie nel Cda, il Teatro Stabile d’Abruzzo si prepara a vivere un anno decisivo. Un anno in cui le scelte amministrative e artistiche peseranno non solo sul cartellone, ma sull’immagine stessa di una città che, dopo la ferita del terremoto, continua a riscrivere la propria storia partendo dai suoi luoghi simbolo e dalla forza creativa della sua comunità.

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