Uno spirito di contemplazione: il Corpus Domini a L’Aquila

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«Uno spirito di contemplazione e di silenzio» è quanto il nostro Arcivescovo, monsignor Antonio D’Angelo, ha indicato, nell’incipit della sua omelia, ai fedeli che hanno preso parte alla celebrazione eucaristica, ieri sera.

Nella aquilana basilica di san Bernardino, nella Domenica dedicata al Corpo e Sangue di Gesù, i Canonici della Cattedrale, i sacerdoti, le consacrate e i religiosi, i bambini che hanno ricevuto da poco la Prima Comunione, le Confraternite e gli altri Ordini religiosi, hanno preso parte alla Santa Messa e alla Processione cittadina per le vie del centro storico.

Monsignor D’Angelo ha posto la sua attenzione – nella liturgia celebrata – sulle stesse espressioni del Signore Gesù, così come ci sono state rivelate dalla pericope evangelica di questa domenica di festa e solennità: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo» (Gv 6,51); «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54); «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56). L’Arcivescovo ha ricordato ai fedeli presenti il dono elargito alla umanità intera e alla storia universale dall’Amore. Nella Pasqua del Figlio di Dio e Figlio dell’uomo trova compimento l’Antico Testamento e si instaura, definitivamente, la vita eterna; il Regno viene edificato, nella buona e quotidiana testimonianza evangelica.

L’Arcivescovo – facendo proprie le iniziali parole della Prima Lettura – ha esortato ciascuno a custodire il tesoro della grazia divina, elargito con magnanimità a tutti: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi» (Dt 8,2).

«Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato. Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte, nell’agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nútrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei tuoi santi»: abbiamo pregato la Sequenza propria di questo giorno.

Al termine della Santa Messa ha avuto inizio la processione che ci ha condotti alla chiesa delle Anime Sante nella quale il Santissimo Sacramento è stato accolto dalla tradizionale cascata di petali di rosa, lasciati cadere dalla loggia interna della cupola.

Portiamo – dunque – con noi, al termine di questo giorno, l’orazione Colletta proposta dalla liturgia, affinché sia un germe di risurrezione e di vita eterna per tutti: «Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione».

 

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