La Pasqua di Francesco

1 giorno ago

La Pasqua di papa Francesco si è consumata un anno fa: 21 aprile 2025, accompagnato dalla croce della sofferenza fisica, il Vescovo di Roma è ritornato nell’abbraccio trinitario. Erano quelli proprio i giorni santi della Pasqua di nostro Signore Gesù Cristo, e le telecamere vegliavano – attente – all’esterno della casa “Santa Marta” in Vaticano; consapevoli del grave stato di salute fisica del Pontefice. La notizia prima – e le solenni e sobrie esequie successivamente – hanno “smosso” centinaia di Capi di Stato e di Governo, per rendere l’ultimo omaggio alla sua salma.

La Chiesa accoglie una pesante eredità del Pontefice sudamericano: dodici anni di ministero petrino; decine di Documenti firmati; una riforma della Curia Romana avviata; quarantasette Viaggi Apostolici in sessantasei diverse Nazioni e quaranta Visite Pastorali in quarantanove differenti città o frazioni d’Italia. Primieramente, tuttavia, accogliamo il suo pressante invito a generare una Chiesa in permanente “uscita missionaria”; una comunità che si pone ai margini, accogliendo e ascoltando tutti i poveri; credenti che si lasciano interpellare dalle urgenti sfide attuali: ecologia integrale e intelligenza artificiale.

Guardando alla vita e all’operato di papa Francesco, non vogliamo lasciarci trascinare dalla tentazione di mettere in piedi paragoni: con i precedenti Papi o l’attuale Governo ecclesiale. Ciascun ministro del Signore opera con una fondante continuità, rispetto al Magistero precedente; e con una singolare profezia, per la buona semina del Regno.

Desideriamo leggere in Francesco quella parresìa apostolica che il Maestro indicava ai propri discepoli: durante la propria missione pubblica e dopo la Risurrezione; quel desiderio di incontrare tutti e di mettersi in comunione con ciascuno, nel bene e “misericordiando”.

La nostra memoria, che oggi celebriamo, sia una spinta alla nostra azione cristiana ed ecclesiale, evangelica e fraterna; affinché anche il nostro mondo colga il segno di Dio che – spesso nel silenzio, nella sobrietà, nella pacatezza, nello svuotamento di sé – sta portando a compimento la universale opera della redenzione.

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