Leone XIV nella Veglia di Preghiera con i Giovani a Madrid
1 giorno ago

Ieri sera a Madrid – nella Plaza de Lima – papa Leone XIV ha presieduto la Veglia di Preghiera con i Giovani; rispondendo, durante la preghiera, alle loro domande: sulla sua esperienza vocazionale, la missione, il senso della vita. Il Vescovo di Roma ha chiarito: «Non abbiate mai paura di pensare a una vocazione alla vita sacerdotale, alla vita religiosa o ad altri servizi nella Chiesa! Perché Giovanni Crisostomo, che portava questo amore per la Parola di Dio nel cuore, dopo essere stato sacerdote e vescovo, diede una testimonianza molto grande, soprattutto per la coerenza della sua vita. Se predicava, era perché viveva quel messaggio. Sono rimasto particolarmente colpito dalle sue catechesi, dai suoi sermoni, dalle sue omelie e dai suoi scritti che uniscono l’amore per la verità e la rettitudine della sua vita. Ma aveva anche molto coraggio. Non aveva paura di parlare davanti all’Imperatore, di dire cose a favore della giustizia e non solo di compiacere l’altro. Era un uomo di parola».
Il Pontefice ha proseguito, affermando: «Per riconoscere la voce di Dio, il silenzio può aiutarci soprattutto, e lì penso sia molto importante che ciascuno di noi cerchi di sviluppare la capacità di essere silenziosi. Molte volte usiamo le cuffie, la musica, la distrazione e non sappiamo come stare in silenzio. Credo che molte volte sia proprio in questa esperienza di silenzio che Dio può parlarci o che possiamo discernere la voce di Dio. Quando cerchiamo il silenzio, decidiamo cosa non ascoltare e da quali rumori non lasciarci distrarre. Liberandoci dal frastuono di mille voci, riconosciamo che alcuni ingannano i nostri desideri, altri ci comprano senza nutrirci, altri parlano per interesse. In silenzio comprendiamo che le ideologie passano via, mentre la verità rimane. Qui vorrei anche sottolineare l’importanza di cercare la verità, perché molte voci, molte cose sulle reti ci ingannano e ci dicono bugie. Cerca sempre la verità! Dio è vero! Se ti allontana da Dio, non è vero! Non dimenticare! In secondo luogo, assicurati che Dio conosca bene la tua voce, la tua voce: Ti ascolta e ti risponderà. Non aver paura di esprimere ciò che senti nel tuo cuore. C’è un Salmo che dice: “Chi ha ascoltato non ascolterà?” (Sal 94:9). Il nostro discorso interiore diventa preghiera, lode e supplica quando viene affidato solo a chi può ascoltarlo. La preghiera è una voce libera proprio perché non parla per essere responsabili, per mostrare che siamo preparati o per farci sentire importanti. Quando noi stesso diventiamo preghiera, il Signore ci risponde con la sua Parola, che è diventato uomo per noi, affermando che ci ama con tutto il suo essere. Terzo, per riconoscere la voce di Dio è necessario ascoltare la Parola. La Parola di Dio è viva, perché è Cristo, la cui voce continua a risuonare nella Chiesa che è il suo Corpo. Egli adempie a tutte le Scritture, quel testamento antico e nuovo dato agli uomini come promessa di salvezza. L’adorazione eucaristica, che condividiamo questa sera, è anche il luogo giusto per mantenere il silenzio, liberare i nostri cuori e “essere” noi stessi davanti al Signore, in dialogo con Lui, affinché Egli possa diventare eloquente nel suo amore, fatto cibo per tutta l’umanità. Inoltre, cari giovani, per accompagnare gli altri a scoprire la bellezza della nostra fede, ricordate che nessuno di noi è nato insegnante e che, davanti al Signore, siamo tutti discepoli. Condividi quindi il tuo percorso spirituale, testimoniandolo con coerenza di vita: la volontà di seguire Gesù ti rinnoverà costantemente, specialmente nell’ora di stanchezza. In questo è importante vedere che nessuno è l’unico a credere in Gesù. Guardate quanti siete qui! E così anche nella comunità, nei gruppi giovanili, in famiglia, tutti possiamo imparare qual è la bellezza della nostra fede. Perché condividendo il tuo percorso spirituale, la volontà di seguire Gesù ti rinnoverà costantemente. Cammina sul nostro cammino e illumina la nostra strada. Seguendo l’esempio del Maestro: è così che vi invito ad agire, come pastori, educatori, come amici. Se preghi con amore, i giovani apprezzeranno l’importanza della preghiera. Se bruci con fede, trasmetterai il suo fuoco vivente. Cercate nei vostri cuori, tutti voi, questo fuoco dell’amore di Dio! Perché c’è la presenza di Gesù, e la presenza vicina di Gesù si percepisce anche nei momenti delle nostre cadute, perché Gesù non ci abbandona. Anche quando diventiamo una mano tesa, un abbraccio fraterno, quando cerchiamo opportunità per servire gli altri e quando cerchiamo come toccare la vita dell’altro con le loro ferite, nella loro tristezza, nelle loro difficoltà. È lì che la fede in Gesù Cristo prende vita, ed è lì che Gesù ci aiuterà a sostenerci a vicenda lungo il cammino».
In conclusione, il Papa ha incoraggiato i passi dei giovani nella sequela del Vangelo e nella buona testimonianza del Regno: «Vi invito quindi tutti a essere insieme il sale della terra e la luce del mondo (cfr. Mt 5:13). Per vivere in questo modo, è necessario prima di tutto interpretare la società presente, vivendo con saggezza, per poterla trasformare come testimoni del Vangelo. Il giovane cristiano, infatti, diventa luminoso sia nella gioia che nella prova, dando sapore alla realtà perché la abita come una persona che gode della vita dentro di sé, senza aspettare il piacere che gli venga dato la ricchezza, il piacere o il potere. Questa è la nostra libertà, che ha la sua fonte nella fede, capace di dare luce e buon sapore a ogni società, a ogni esperienza umana. D’altra parte, quando la vita sa di nulla, è come se ci fosse stata tolta: non sentiamo più che sia nostra. Di fronte al vuoto dell’indifferenza e del conformismo, di fronte alla violenza della guerra e delle menzogne, sii la scintilla di una nuova umanità. E quindi, voglio affidarvi a tutti una missione: essere umani. Sì, siate umani: uomini e donne di carne e ossa. Non le apparenze, ma volti affidabili. Persone che cercano giustizia perché la desiderano, come per il pane quotidiano. Persone che desiderano una vita onesta e giusta, perché fanno volentieri agli altri ciò che vorrebbero che gli altri facessero a loro. Sii umano come Cristo è, l’uomo perfetto, il Risorto, che condivide sempre la storia con noi».

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