Il centro della fede, nell’omelia di papa Leone XIV

2 settimane ago

«Il Figlio è sempre il centro della mia fede»: con questa espressione, papa Leone XIV ha iniziato la propria omelia, presiedendo la celebrazione eucaristica, questo pomeriggio, Vigilia della Natività della Beata Vergine Maria, presso la Basilica Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano. Il Vescovo di Roma desidera «affidare a Maria Bambina ciò che in questa povera e magnifica umanità nasce ancora: fragile come un germoglio, ma segno della fedeltà di Dio». «Sì – ha proseguito il Pontefice – Maria è l’aurora di un giorno diverso, nel nostro mendo liberato finalmente dal male. E siamo qui, presso di lei, attorno all’altare da cui la salvezza viene a noi e ci trasforma, figli nel Figlio. Chiediamo a lei il suo buon consiglio, per accogliere la Parola divina, custodirla in noi e darla alla luce attraverso decisioni coraggiose e sagge, decisioni di autentica conversione».

«Interrogare la Scrittura e i suoi autori, discutere col testo e dialogare con i testimoni della Rivelazione come con degli amici. Siamo infatti concittadini dei Santi e familiari di Dio e da Maria stessa impariamo l’intelligenza che conversa con Dio, che pone domande e interpreta gli avvenimenti custodendoli e collegandoli nel cuore»; ha sottolineato papa Leone.

«In Maria la salvezza trova casa: Dio con noi». «Cari fratelli e sorelle, proviamo come una vertigine davanti a questo Mistero: è impossibile abituarsi! Celebriamo la nascita di una bambina chiamata a diventare la Madre del suo Creatore, la Madre di Dio che salva. Eppure, nasce semplicemente una bambina, come le figlie e le nipoti che teniamo in braccio. Abbiamo oggi per lei titoli nobili e altissimi, di Signora e Regina, ma la via di Dio è stata e rimane più semplice e silenziosa, eppure non meno potente e trasformativa. È la via di Gesù stesso, “il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29). Ebbene, come Maria, anche noi siamo “predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio” (ibid.): per grazia, certo, ma desiderando e preferendo ad altre vie la sua strada, le sue scelte, il suo cammino. In Gesù Cristo, Dio ha scelto le più umili condizioni storiche e la più umile delle creature per manifestare l’originalità del suo Regno, in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita».

«Cari fratelli e sorelle, è proprio così: nella preghiera contemplativa prende forma ciò che il mondo non ci racconta, ma esiste già; ciò che ancora è invisibile, ma in sé ha un nuovo tipo di forza. Non si tratta di fantasia, ma di profezia. Ne abbiamo bisogno, in tempi di distruzione e di incertezza, per vedere l’opera di Dio e servirla» – ha concluso Leone XIV – Sì, carissimi, vogliamo immaginare la pace – allargare i confini della comprensione e dipingercela nell’anima – per riconoscere che già esiste, per accoglierla e servirla. È il dono di Dio, il soffio del Risorto, l’opera dello Spirito Santo. Lasciamo crescere la pace in noi. Germoglierà nel mondo. E la Madre del Buon Consiglio ci accompagnerà in questa missione».

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