L’Aquila, il cardinale Tolentino apre la Porta Santa della 732ª Perdonanza celestiniana

1 mese ago

Tolentino

L’AQUILA – Sarà il cardinale José Tolentino de Mendonça ad aprire la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio il prossimo 28 agosto 2026, dando ufficialmente avvio alla 732ª edizione della Perdonanza celestiniana. L’annuncio è stato dato dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, mons. Antonio D'Angelo, a margine dell’incontro di presentazione degli eventi promossi dall’Arcidiocesi aquilana insieme all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, nel quadro delle iniziative legate a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

La scelta del porporato portoghese, attuale Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, si inserisce in un orizzonte che intreccia profondamente il valore spirituale della Perdonanza con la dimensione culturale che la città sta vivendo in questo tempo. Non si tratta soltanto di una presenza di alto profilo ecclesiale, ma di un segno che intende rafforzare il legame tra la Chiesa aquilana, la Santa Sede e il più ampio contesto internazionale, nel quale il messaggio del perdono si offre come parola universale.

Sarà dunque il cardinale Tolentino a rinnovare il gesto antico e carico di significato dell’apertura della Porta Santa, nella basilica fondata da Papa Celestino V, luogo simbolo di una tradizione che affonda le sue radici nel 1294, quando il pontefice concesse l’indulgenza plenaria a quanti, pentiti e confessati, avessero attraversato quella soglia tra i vespri del 28 e quelli del 29 agosto. Un rito che nei secoli ha mantenuto intatta la sua forza spirituale, richiamando pellegrini da ogni parte e configurandosi come uno degli appuntamenti più identitari per la comunità aquilana.

Nel suo intervento, monsignor D’Angelo ha sottolineato con forza il valore della Perdonanza come cuore pulsante della vita ecclesiale e civile della città. Essa, ha ricordato, rappresenta «uno degli eventi più importanti» per L’Aquila, segno tangibile di una ricchezza spirituale riconosciuta anche da Papa Francesco, che ha definito il capoluogo abruzzese “capitale del perdono” e Collemaggio “tempio di riconciliazione”. In questa prospettiva, la Perdonanza non è soltanto memoria storica, ma esperienza viva che continua a parlare all’uomo contemporaneo.

La presenza del cardinale Tolentino si colloca proprio dentro questo orizzonte. La sua figura, infatti, appare particolarmente significativa per il dialogo tra fede e cultura, dimensione che caratterizza in modo peculiare il cammino che L’Aquila sta vivendo nel 2026. «Abbiamo voluto creare un ponte – ha spiegato l’arcivescovo – tra la città, la Perdonanza e la Santa Sede», nella consapevolezza che il perdono non è un tema circoscritto, ma riguarda l’intera umanità e si offre come via di riconciliazione universale.

Nato a Funchal, nell’isola di Madeira, il 15 dicembre 1965, José Tolentino Calaça de Mendonça è una delle voci più originali del cattolicesimo contemporaneo. Sacerdote dal 1990, ha compiuto studi teologici e biblici di alto livello, conseguendo il dottorato in Teologia biblica con il massimo dei voti. La sua attività accademica si è sviluppata in particolare presso l’Università Cattolica di Lisbona, dove è stato docente di Nuovo Testamento ed Estetica teologica, oltre che vice-rettore.

La sua traiettoria ecclesiale ha conosciuto una svolta significativa nel 2018, quando è stato chiamato da Papa Francesco a predicare gli esercizi spirituali alla Curia romana, ricevendo nello stesso anno la nomina ad Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e l’ordinazione episcopale. Creato cardinale nel Concistoro del 5 ottobre 2019, dal 26 settembre 2022 è Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, incarico che lo pone al crocevia tra riflessione teologica, promozione culturale e dialogo con il mondo contemporaneo.

Accanto al profilo istituzionale, Tolentino è noto anche per la sua intensa attività letteraria. Poeta e saggista, è autore di numerose opere in cui esplora il rapporto tra fede, esperienza quotidiana e linguaggio simbolico. Tra i titoli più significativi tradotti in italiano si possono ricordare Estranei alla terra, La mistica dell'istante, Semi invece di crepuscoli e Amicizia. La sua scrittura, capace di intrecciare profondità teologica e sensibilità poetica, gli è valsa l’appellativo di “poeta di Papa Francesco”.

La sua presenza all’Aquila, dunque, assume un valore che va oltre la dimensione celebrativa. Essa richiama una visione della fede capace di dialogare con la cultura, di abitare le domande dell’uomo contemporaneo e di offrire percorsi di senso dentro le pieghe della storia. In questo senso, l’apertura della Porta Santa nel 2026 si carica di un significato ancora più ampio: non solo atto rituale, ma gesto che si inscrive in un cammino ecclesiale e culturale condiviso.

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