L’Arcivescovo mons. Antonio D’Angelo presiede la Messa con il rito dell'imposizione delle Ceneri a San Silvestro
2 mesi ago

L’Aquila – Mercoledì 18 febbraio alle ore 18.00, nella Chiesa di San Silvestro, nel centro storico cittadino, l’Arcivescovo Antonio D’Angelo presiederà la Messa con il rito dell’imposizione delle Ceneri, dando inizio solenne al tempo della Quaresima. Si tratta di uno degli appuntamenti liturgici più intensi dell’anno cristiano, perché segna l’avvio di un cammino spirituale di quaranta giorni che prepara alla Pasqua e invita i fedeli alla conversione, alla preghiera, alla carità e a una rinnovata attenzione alla Parola di Dio. In un tempo segnato spesso da fretta e distrazioni, la celebrazione delle Ceneri si presenta come un richiamo essenziale a fermarsi, riflettere e rientrare in se stessi per riscoprire ciò che conta davvero.
Il Mercoledì delle Ceneri non è semplicemente il primo giorno della Quaresima, ma la sua soglia simbolica e spirituale. Ogni periodo dell’anno liturgico possiede infatti un momento iniziale capace di riassumere il significato dell’intero cammino, e per la Quaresima questo momento è proprio il rito delle Ceneri. Attraverso parole e gesti molto semplici, la Chiesa rende visibile il programma spirituale che accompagnerà i fedeli fino alla Pasqua: riconoscere la propria fragilità, aprirsi alla misericordia di Dio e intraprendere un cammino di rinnovamento interiore. La forma attuale di questa celebrazione è il risultato di una lunga evoluzione storica. Nei primi secoli del cristianesimo non esisteva un rito specifico di apertura della Quaresima e la preparazione alla Pasqua aveva forme diverse. Solo con il passare del tempo, soprattutto a partire dall’alto medioevo, si diffuse l’uso di iniziare questo periodo con un giorno penitenziale solenne, durante il quale i fedeli venivano segnati con la cenere come segno di conversione. In origine il gesto riguardava soprattutto i penitenti pubblici, cioè coloro che compivano un cammino visibile di riconciliazione; successivamente fu esteso a tutta la comunità cristiana, a indicare che la conversione non riguarda pochi ma tutti.
La cenere, elemento centrale del rito, possiede un linguaggio simbolico molto forte. Nella tradizione biblica richiama la condizione fragile e mortale dell’uomo e ricorda che tutto ciò che è terreno è destinato a passare. È ciò che resta quando il fuoco ha consumato ogni cosa, segno di limite ma anche di verità. Quando la Chiesa impone le ceneri sul capo dei fedeli non intende mortificarli, ma aiutarli a riconoscere con sincerità la propria realtà umana e il bisogno di salvezza. Proprio questa consapevolezza apre il cuore alla speranza, perché chi riconosce la propria debolezza si dispone ad accogliere la grazia. Il gesto è accompagnato da due formule liturgiche di grande significato: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, che richiama la fragilità della condizione umana e invita a orientare la vita verso ciò che non passa, e “Convertitevi e credete al Vangelo”, che sottolinea l’aspetto positivo e dinamico della conversione cristiana. In queste parole è racchiuso l’intero programma quaresimale: verità su se stessi e fiducia nella forza rinnovatrice di Dio.
Ricevere la cenere è un atto personale ma anche comunitario. Significa accettare pubblicamente di iniziare un cammino di cambiamento e riconoscersi parte di un popolo che cammina insieme. Nessuno vive la Quaresima da solo: la comunità sostiene, accompagna e incoraggia. Anche la materia stessa delle ceneri porta un messaggio simbolico. Secondo la tradizione sono ottenute bruciando i rami di ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente, creando un legame tra l’ingresso festoso di Gesù a Gerusalemme e l’inizio del tempo penitenziale. Questo collegamento ricorda che nella vita cristiana gioia e conversione non sono realtà opposte ma unite, così come gloria e sacrificio fanno parte dello stesso mistero.
La liturgia di questo giorno è ricca anche nei testi di preghiera e nelle letture bibliche, che mettono in luce la duplice dimensione della Quaresima: penitenza e speranza. Le orazioni chiedono che i fedeli possano iniziare il cammino con opere concrete di rinnovamento, mentre le letture invitano a tornare al Signore con tutto il cuore, a lasciarsi riconciliare con Dio e a vivere con sincerità le tre pratiche tradizionali della vita cristiana: elemosina, preghiera e digiuno. In esse si trova una sintesi completa del percorso quaresimale, che riguarda il rapporto con Dio, con gli altri e con se stessi. La benedizione delle ceneri, in particolare, mostra che il gesto non è solo simbolico ma spiritualmente efficace: la Chiesa chiede che quel segno esteriore diventi un aiuto reale per la conversione interiore, ricordando che il cambiamento della vita è dono di Dio prima ancora che sforzo umano.
Questo giorno possiede anche un valore pastorale significativo, perché molte persone che non partecipano abitualmente alla vita liturgica scelgono comunque di ricevere le Ceneri. La Chiesa vede in questo una preziosa occasione per annunciare con semplicità il cuore del Vangelo: Dio chiama tutti e offre a tutti il suo perdono. Per questo il Mercoledì delle Ceneri non va interpretato in modo triste o negativo. La cenere non è un segno di disperazione ma di speranza, perché ricorda la fragilità umana per aprire alla possibilità di una vita nuova. In un certo senso contiene già un annuncio pasquale: proprio riconoscendo il proprio limite l’uomo può accogliere la forza che lo trasforma.
La celebrazione del 18 febbraio a San Silvestro si inserisce dunque in questa tradizione millenaria e invita i fedeli aquilani a iniziare consapevolmente il tempo quaresimale. Dal segno semplice della cenere prende avvio un itinerario che conduce progressivamente verso la luce della Pasqua. È un cammino che non chiede gesti straordinari ma autenticità, disponibilità al cambiamento e fiducia nella misericordia divina. Così, da un rito essenziale e silenzioso, nasce ogni anno per la comunità cristiana una nuova possibilità di rinnovamento spirituale

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