Salone del Libro 2026. L'Assessore Santangelo riunisce gli editori: più spazio e risorse per raccontare l’Abruzzo
2 mesi ago

Pescara - Un percorso condiviso, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la presenza dell’Abruzzo alla più importante vetrina dell’editoria italiana. È con questo spirito che l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Santangelo, ha convocato a Pescara la prima riunione operativa con gli editori abruzzesi in vista dell’edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino, appuntamento che ogni anno richiama nel capoluogo piemontese migliaia di operatori del settore, autori, giornalisti e lettori da tutta Italia.
L’incontro ha segnato l’avvio ufficiale del percorso che condurrà la Regione Abruzzo alla nuova partecipazione alla rassegna torinese, dopo il ritorno del 2025, arrivato a distanza di quindici anni di assenza. Una scelta che Santangelo rivendica come strategica: non solo una presenza istituzionale, ma un investimento culturale ed economico per sostenere un comparto che, anche in Abruzzo, esprime numeri e qualità significativi.
«Percorso comune con l’obiettivo di migliorare l’offerta che l’Abruzzo proporrà al Salone del Libro di Torino», ha dichiarato l’assessore aprendo i lavori. Un percorso che, nelle intenzioni, dovrà tradursi in uno stand più ampio rispetto a quello dello scorso anno, con maggiori risorse a disposizione e soprattutto con la possibilità per gli editori di vendere direttamente al pubblico i propri volumi. Un salto di qualità che punta a dare maggiore visibilità alle produzioni regionali e a rafforzare la dimensione commerciale, oltre a quella promozionale.
Lo spazio espositivo prenotato per il 2026 sarà sensibilmente più grande. Un ampliamento reso possibile da una dotazione finanziaria più consistente, ma anche dalla volontà politica di fare del Salone una tappa stabile della strategia culturale regionale. «Dobbiamo fare tesoro delle mancanze e degli errori dell’edizione 2025 – ha sottolineato Santangelo – per offrire un’immagine dell’editoria abruzzese più aderente alla realtà». L’obiettivo è restituire l’idea di un Abruzzo in crescita, capace di coniugare radicamento territoriale e apertura nazionale.
Nel corso della riunione è stato illustrato un primo progetto dell’area espositiva, attualmente in fase di definizione. Gli editori che aderiranno alla manifestazione di interesse – la cui pubblicazione è prevista nelle prossime settimane – potranno essere ospitati all’interno dello stand regionale con un proprio corner dedicato alla vendita e alla promozione. Per chi invece sceglierà di allestire uno stand autonomo, resteranno attive le misure agevolative previste dalla normativa regionale di riferimento.
Il Salone torinese rappresenta ogni anno un osservatorio privilegiato sulle tendenze dell’editoria italiana: narrativa, saggistica, fumetto, spiritualità, editoria per ragazzi e nuove forme di racconto digitale si incontrano in uno spazio che è insieme mercato, laboratorio culturale e luogo di confronto pubblico. Per una regione come l’Abruzzo, la partecipazione non è solo una vetrina, ma un’occasione per costruire reti, intercettare nuovi lettori e rafforzare la distribuzione fuori dai confini regionali.
Tra i presenti all’incontro anche Nicola e Francesco Caraccia, collaboratori del periodico di informazione religiosa Fideliter, dove curano la rubrica “Fantasy e Vangelo”, un’esperienza editoriale che intreccia immaginario fantastico e riflessione spirituale. Francesco Caraccia ha recentemente pubblicato il primo volume di una saga fantasy dal titolo Lo gnomo di terracotta. Le cronache di Keheram, opera d’esordio che segna l’inizio di un percorso narrativo ambizioso e che potrebbe trovare proprio nel Salone del 2026 un palcoscenico ideale per incontrare un pubblico più ampio.
La presenza di autori giovani e di progetti editoriali capaci di contaminare generi diversi rappresenta uno dei segnali più incoraggianti per il settore abruzzese. Accanto alle case editrici storiche e ai cataloghi consolidati, si affacciano infatti nuove proposte che dimostrano vitalità e capacità di innovazione.
Il lavoro avviato dall’assessore Santangelo si muove in questa direzione: non una semplice partecipazione istituzionale, ma una costruzione condivisa che coinvolga editori, autori e operatori culturali. L’idea è quella di uno stand che non sia soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo dinamico di incontri, presentazioni e dialoghi, capace di raccontare la pluralità dell’offerta editoriale abruzzese.
La sfida del 2026 sarà dunque quella di consolidare il ritorno dell’Abruzzo a Torino, trasformando l’esperienza del 2025 in una base su cui costruire una presenza più incisiva. In un tempo in cui il mercato del libro affronta trasformazioni profonde, la scelta di investire nella cultura e di sostenere concretamente gli editori locali assume un valore che va oltre l’evento in sé: è una dichiarazione di fiducia nel ruolo della parola scritta come strumento di crescita civile, identitaria ed economica.

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