Pietà e carità in san Giuseppe. L’Angelus con papa Leone XIV
4 mesi ago

«Pietà e carità, misericordia e abbandono: ecco le virtù dell’uomo di Nazaret che la Liturgia oggi ci propone, affinché ci accompagnino in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale»; papa Leone XIV – in questa Quarta Domenica di Avvento – si è soffermato sulla figura dello Sposo di Maria. Egli ha proseguito, nelle sue riflessioni, affermando: «Sono atteggiamenti importanti, che educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio. In questo tempo di grazia, non perdiamo occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo; e rinnovando nella preghiera il nostro filiale abbandono al Signore e alla sua Provvidenza, affidandogli tutto con fiducia».
All’inizio della sua meditazione, il Vescovo di Roma aveva dipinto ad ampie pennellate lo spessore umano e di fede del Carpentiere, della famiglia di Davide: «La Liturgia ci invita a meditare sulla figura di San Giuseppe. Ce lo presenta, in particolare, nel momento in cui Dio gli rivela, in sogno, la sua missione (cfr Mt 1,18-24). Ci propone così una pagina molto bella della storia della salvezza, il cui protagonista è un uomo fragile e fallibile, come noi, e al tempo stesso coraggioso e forte nella fede.L’Evangelista Matteo lo chiama “uomo giusto” (cfr Mt 1,19), e ciò lo connota come un pio israelita, che osserva la Legge e frequenta la sinagoga. Oltre a ciò, però, Giuseppe di Nazaret ci appare anche come una persona estremamente sensibile e umana. Lo vediamo quando, prima ancora che l’Angelo gli riveli il mistero che si sta compiendo in Maria, di fronte a una situazione difficile da comprendere e da accettare, egli non sceglie, nei confronti della sua futura sposa, la via dello scandalo e della pubblica condanna, ma quella discreta e benevola del ripudio segreto (cfr Mt 1,19). E così mostra di cogliere il senso più profondo della sua stessa osservanza religiosa: quello della misericordia. La purezza e la nobiltà dei suoi sentimenti, però, diventano ancora più evidenti quando il Signore, in sogno, gli rivela il suo piano di salvezza, indicandogli il ruolo inaspettato che egli dovrà assumervi: essere lo sposo della Vergine Madre del Messia. Qui infatti Giuseppe, con un grande atto di fede, lascia anche l’ultima spiaggia delle sue sicurezze e prende il largo verso un futuro che è ormai totalmente nelle mani di Dio».

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