Francesco d’Assisi contagia, attira, affascina
1 mese ago

L’esperienza umana e di fede di san Francesco d’Assisi contagia, attira, affascina ancora tanti uomini e donne; anche se siamo totalmente immersi nella Intelligenza Artificiale, preda della tecnocrazia, turbati da sempre più diffusi conflitti bellici, vacillanti per una precaria situazione socio-economica, l’Assisiate interroga l’antropologia del nostro tempo.
Il numero di coloro che hanno visitato e omaggiato le sue spoglie mortali in questi trenta giorni di ostensione pubblica lo ha dimostrato: 370000. Ieri pomeriggio, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Sua Eminenza Reverendissima, il Cardinale Matteo Zuppi, si è chiuso questo tempo speciale, pensato per gli ottocento anni dalla Pasqua di san Francesco: 1226 – 2026.
Nella sua omelia, l’Arcivescovo di Bologna ha sottolineato: «In questa stagione di esaltazione della forza che arriva a bestemmiare Dio uccidendo la sua creatura, e non c’è ragione per questo, ascoltiamo San Francesco che porta la pace. Quanta paura e quanta violenza sarebbe risparmiata già solo se con la parola e il volto dicessimo “pace a tutti”. San Francesco diceva: “È una grande vergogna per noi servi di Dio che non ci sia nessuno che intervenga per la pace”. San Francesco ci parla di Gesù senza aggiunte, ascoltiamo la sua gioia che ha sconfitto la sofferenza perché l’amore vero non è rivolto al benessere individuale ma è una forza umile che non si arrende e che fa risorgere il mondo. San Francesco era bello perché era pieno di amore. Di fronte a tanto male dovremmo chiederci dov’è finito l’uomo. Il male ha sempre conseguenze, ma l’amore lo vince. Non dobbiamo pensare che il male non abbia conseguenze».
Durante la conferenza stampa conclusiva dell’evento, il Custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni – alla presenza del Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del Sindaco della Città di Assisi, Valter Stoppini, di fra Riccardo Giacon, economo del Sacro Convento e responsabile della logistica dell’evento, di fra Rafael Normando, coordinatore della Basilica e dei volontari, di Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, con una testimonianza in rappresentanza del mondo della disabilità, e di fra Elias Marswanian, in rappresentanza dei frati arrivati al Sacro Convento nel mese della venerazione – aveva affermato: «Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco. Una fraternità di trecentosettantamila persone raccolte qui e di molte altre in tutto il mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare, nel segno di povere e fragili ossa, tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto. Grazie a tutti quelli che in modi diversi hanno collaborato per pensare, organizzare e gestire un avvenimento che si è realizzato ben oltre la mia immaginazione e le mie aspettative».
Raccogliamo – dunque – copiosi frutti di grazia e di benedizione dall’evento che ci è stato concesso di vivere; e, ancora pienamente immersi in questo anno giubilare francescano, seguiamo la scia sanfrancescana, per attingere speranza e luce di fronte alle sfide odierne.

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