XXXII Domenica del Tempo Ordinario (A). Commento liturgico alla Parola di Dio
35 minuti ago

O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti
ne ascoltano la voce, rendici degni di partecipare
al tuo banchetto e fa' che alimentiamo l'olio delle
nostre lampade, perché non si estinguano nell'attesa,
ma quando tu verrai siamo pronti a correrti incontro,
per entrare con te alla festa nuziale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo ...(MR3, XXXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A, Colletta)
La Parola di Dio di questa XXXII Domenica del Tempo Ordinario (A), invita a vivere con fede e speranza l’attesa dell’incontro definitivo con il Signore. Le letture ci aiutano a riconoscere il valore del tempo presente, nel quale siamo chiamati a custodire la nostra relazione con Dio e a prepararci alla pienezza della comunione con lui.
La prima lettura, tratta dal libro della Sapienza (Sap 6,12-16), presenta la Sapienza divina che si lascia trovare da quanti la cercano e si fa incontro a coloro che desiderano conoscerla. L’immagine rivela un Dio che prende l’iniziativa, si avvicina all’uomo e lo accompagna nel cammino della vita. La ricerca di Dio nasce così dall’esperienza di un amore che ci precede e ci invita a riconoscere la sua presenza negli avvenimenti quotidiani. Il salmo responsoriale esprime questo desiderio attraverso le parole: «Ha sete di te, Signore, l’anima mia». È la preghiera di chi riconosce in Dio il bene capace di dare pienezza alla propria esistenza.
Nella seconda lettura (1Ts 4,13-18), san Paolo si rivolge ai cristiani di Tessalonica, preoccupati per la sorte dei loro cari defunti. L’Apostolo annuncia la speranza della risurrezione, che trova il suo fondamento nella vittoria di Cristo sulla morte. La fede pasquale illumina così anche l’esperienza dolorosa del distacco e apre il cuore alla certezza della vita eterna. La promessa di essere per sempre con il Signore sostiene il credente nelle prove e dona alla vita una prospettiva di speranza, capace di accompagnare anche i momenti segnati dalla sofferenza e dal lutto.
Il Vangelo (Mt 25,1-13) presenta la parabola delle dieci vergini che attendono l’arrivo dello sposo. Tutte portano con sé una lampada, ma soltanto cinque hanno provveduto a custodire una riserva d’olio per affrontare il prolungarsi dell’attesa. Attraverso questa immagine, Gesù richiama i discepoli alla vigilanza e alla responsabilità personale. La prudenza delle vergini sagge esprime la capacità di prepararsi all’incontro con il Signore attraverso una fede perseverante, alimentata giorno dopo giorno.
L’olio delle lampade richiama la vita di fede che trova nutrimento nell’ascolto della Parola, nella preghiera e nella carità. La vigilanza cristiana si esprime nella fedeltà agli impegni quotidiani, nell’attenzione verso chi soffre, nella disponibilità al perdono e nella generosità del servizio. Ogni gesto di amore contribuisce ad alimentare quella luce che ci permette di riconoscere il Signore presente nella nostra storia. L’immagine delle nozze, scelta da Gesù per descrivere il compimento dell’attesa, conferisce a questa prospettiva un carattere profondamente gioioso: il cammino della fede conduce alla comunione piena con Cristo.
La colletta propria dell’anno A riprende il messaggio delle letture e lo traduce nella preghiera della Chiesa. Rivolgendosi a Dio, riconosce che la sua Sapienza «va in cerca di quanti ne ascoltano la voce» e chiede la grazia di alimentare l’olio delle nostre lampade, perché rimangano accese durante l’attesa. La preghiera pone così in relazione l’ascolto della Parola con la perseveranza nella fede. L’incontro con Dio comincia dalla disponibilità del cuore ad accogliere la sua voce e prosegue attraverso una vita capace di tradurre il Vangelo in scelte concrete.
Particolarmente significativa è l’invocazione conclusiva della colletta, nella quale chiediamo di essere pronti a correre incontro al Signore per entrare con lui nella festa nuziale. Il linguaggio della preghiera esprime la gioia di chi attende una persona amata e desidera condividere pienamente la sua vita. Questa attesa trova già nella celebrazione eucaristica una sua anticipazione: ogni domenica il Signore ci raduna attorno alla sua mensa, ci nutre con la Parola e con il Pane della vita e rinnova in noi la speranza di partecipare un giorno al banchetto eterno del suo Regno.
La liturgia di questa domenica ci invita a custodire con perseveranza la luce della fede, riconoscendo nelle occasioni quotidiane di amore e di servizio il tempo prezioso che ci viene donato per prepararci all’incontro con Cristo. La vigilanza diventa così uno stile di vita, sostenuto dalla preghiera e dalla carità, mentre la speranza della risurrezione orienta il nostro cammino verso la gioia della comunione definitiva con il Signore.
