Al via la 732ª Perdonanza Celestiniana. L’Aquila apre la Porta del Perdono
23 ore ago

L’Aquila - Entra oggi, venerdì 28 agosto, nel suo momento centrale la 732ª Perdonanza Celestiniana. L’Aquila torna a raccogliersi attorno alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio e alla Bolla con la quale, nel 1294, Papa Celestino V consegnò alla città un dono destinato ad attraversare i secoli: la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria per quanti, sinceramente pentiti e confessati, fossero entrati nella chiesa di Collemaggio dai vespri della vigilia della festa del Martirio di san Giovanni Battista fino ai vespri del giorno seguente.
Il cuore della giornata sarà il tradizionale Corteo della Bolla, che partirà alle ore 16 da Piazza Palazzo per raggiungere Collemaggio. Saranno circa 1.700 i partecipanti, tra rappresentanti delle istituzioni, associazioni e gruppi e circa 800 figuranti in abiti storici medievali. Al centro del Corteo sarà ancora una volta la Bolla del Perdono, il documento che custodisce la straordinaria intuizione spirituale di Celestino V e che viene accompagnato dalla città fino alla Basilica.
Il Corteo non costituisce soltanto una rievocazione storica. Il cammino della Bolla attraverso L’Aquila rinnova infatti, anno dopo anno, il legame tra la città e il dono ricevuto da Celestino V: un patrimonio custodito dalla comunità civile e, nello stesso tempo, un messaggio spirituale che trova nella celebrazione liturgica il suo significato più profondo.
Alle ore 18, nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, sarà celebrata la solenne Messa stazionale con il rito di apertura della Porta Santa, presieduta dal cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e concelebrata da mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita aquilano, dal card. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo emerito dell’Aquila, da mons. Orlando Antonini, Nunzio apostolico, da una ventina di arcivescovi e vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana e da molti sacerdoti dell’arcidiocesi dell’Aquila, con la presenza anche del Capitolo dei Canonici dell’Aquila. La liturgia sarà animata dal Coro Diocesano San Massimo, diretto dai maestri Emanuele Castellano e Davide Castellano.
Con l'apertura della Porta inizieranno le ventiquattro ore propriamente religiose della Perdonanza. Il gesto di varcare quella soglia acquista il suo autentico significato soltanto all’interno di un cammino di conversione. Non è la Porta, da sola, a concedere il Perdono: essa ne diventa il segno visibile, mentre il cuore dell’esperienza cristiana rimane l’incontro con la misericordia di Dio attraverso la conversione, la Confessione sacramentale, l’Eucaristia e la preghiera.
Il programma predisposto dall’Ufficio Liturgico Diocesano accompagnerà senza interruzione i pellegrini fino alla sera di sabato 29 agosto.
Alle ore 22.30 sarà celebrata la Perdonanza dei Giovani, degli Scout, delle Aggregazioni laicali e degli Operatori pastorali. La Santa Messa sarà presieduta da don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile, con la partecipazione dei giovani delle diocesi di Abruzzo e Molise. Dalle 23.30 all’una seguirà la Veglia nella Notte della Perdonanza, sul tema «Prendi il largo», curata dal Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile e Vocazionale.
La Basilica rimarrà poi in preghiera durante la notte. Dall’una alle 5.45 è prevista l’adorazione silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, affidata alla Parrocchia San Giovanni da Capestrano in Cansatessa. Alle ore 6 sarà la volta della Perdonanza dei Lavoratori, con la Messa presieduta da don Sergio Nuccitelli, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale del Lavoro.
Alle 7.30 sarà recitato il Rosario e alle ore 8 si celebrerà la Perdonanza dei Religiosi e delle Religiose, trasmessa in diretta da Radio Maria. La Messa sarà presieduta da fra Simone Calvarese, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini del Centro Italia.
La mattinata proseguirà alle 9.30 con la Perdonanza delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Presiederà l’arcivescovo nunzio apostolico mons. Orlando Antonini e la celebrazione sarà animata dal Coro della Scuola della Guardia di Finanza. Alle ore 11 saranno invece protagonisti i catechisti e i ragazzi, gli insegnanti e gli studenti, nella Messa presieduta dal vescovo di Termoli-Larino, mons. Claudio Palumbo.
Alle 12.30 sarà celebrata la Perdonanza delle Famiglie, presieduta dall’arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano, mons. Biagio Colaianni. Nel pomeriggio, alle 15.30, la Perdonanza dei Malati e delle Confraternite coinciderà con il Pellegrinaggio regionale dell’UNITALSI. Durante la Messa, presieduta dal rettore della Basilica di Collemaggio mons. Stefano De Paolis, sarà amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi.
Le ventiquattro ore del Perdono troveranno il loro compimento alle ore 18 di sabato 29 agosto. Sarà l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, a presiedere la Messa stazionale e il successivo rito di chiusura della Porta Santa. Anche la celebrazione conclusiva sarà animata dal Coro Diocesano San Massimo.
Per tutta la durata della Perdonanza sarà assicurata la presenza dei confessori nella Basilica, dalle ore 18 del 28 agosto fino alle 19 del giorno successivo. Per ricevere l’indulgenza, per sé o per un defunto, è richiesta la visita alla Basilica nel periodo compreso tra l’apertura e la chiusura della Porta Santa, con la recita del Credo, del Padre Nostro e della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, insieme alla Confessione sacramentale e alla Comunione eucaristica, secondo le condizioni indicate.
È proprio qui che la Perdonanza rivela una forza che supera la pur importante dimensione storica della manifestazione. Celestino V intuì, alla fine del XIII secolo, che il perdono poteva diventare un evento capace di convocare un popolo. La misericordia ricevuta da Dio non rimane un'esperienza privata: domanda di tradursi in riconciliazione, fraternità e pace.
Questa eredità ha ricevuto un nuovo e straordinario impulso il 28 agosto 2022, quando Papa Francesco giunse personalmente all’Aquila e, primo Pontefice nella storia, aprì la Porta Santa di Collemaggio. Da quella visita è emersa con ancora maggiore forza la vocazione dell’Aquila a essere «Capitale del Perdono»: una definizione che non rappresenta semplicemente un titolo da esibire, ma una responsabilità affidata alla comunità ecclesiale e civile.
Essere Capitale del Perdono significa fare della memoria celestiniana una cultura vissuta. Significa affermare, in un tempo segnato da guerre, divisioni, violenze e contrapposizioni, che nessuna comunità può costruire il proprio futuro alimentando indefinitamente le ferite del passato. Il perdono cristiano non cancella la verità e non rimuove la giustizia, ma impedisce al male ricevuto di diventare la misura del rapporto con l’altro. È una forza che interrompe la catena del rancore e rende nuovamente possibile la relazione.
Il messaggio assume quest’anno un significato ulteriore. L’Aquila vive la 732ª Perdonanza mentre è Capitale italiana della Cultura 2026, in un anno caratterizzato da un vasto programma di iniziative culturali e da una rinnovata attenzione nazionale verso la città.
Capitale del Perdono e Capitale italiana della Cultura possono allora incontrarsi in una medesima vocazione. Perché la cultura non è soltanto produzione artistica, conservazione del patrimonio o organizzazione di eventi. Cultura è anche la capacità di un popolo di elaborare la propria storia, custodire la memoria e trasformarla in una proposta per il presente.
L’Aquila conosce profondamente il significato delle ferite e della ricostruzione. Proprio per questo può testimoniare che ricostruire non significa soltanto rialzare mura, chiese, palazzi e monumenti. Esiste una ricostruzione delle relazioni, della fiducia, della speranza e della comunità che passa anche attraverso la capacità di riconciliarsi.
In questa prospettiva la Bolla di Celestino V non è soltanto una preziosa pergamena medievale custodita dalla Municipalità, e la Porta Santa di Collemaggio non è soltanto il luogo verso il quale oggi convergeranno migliaia di persone. Sono i segni di una storia che continua a interrogare il presente.
Per ventiquattro ore quella Porta resterà aperta. Migliaia di persone la attraverseranno, ciascuna portando con sé la propria storia, le proprie fatiche, forse le proprie ferite. Ma il gesto più importante non sarà semplicemente entrare attraverso una porta di pietra. Sarà decidere di lasciare aperta, nella propria vita, una porta alla misericordia.
È questa, dopo 732 anni, la forza ancora attuale della Perdonanza Celestiniana. Ed è forse proprio questo il contributo più originale che L’Aquila, Capitale del Perdono e Capitale italiana della Cultura 2026, può offrire oggi: ricordare che anche il perdono è cultura, perché rende possibile ricominciare e costruire insieme il futuro.

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