Alla ricerca dell’antica Madre: gli esordi della Aquilensis Ecclesia
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L’Aquila – Tornare alle origini per comprendere il presente, nello studio degli esordi della Aquilensis Ecclesia. È questa la chiave di lettura dell’incontro che si terrà sabato 2 maggio alle ore 17 nella Chiesa di San Silvestro, dove l’Arcidiocesi dell’Aquila propone un nuovo appuntamento del suo articolato percorso culturale per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.
Dopo la presentazione ufficiale del programma – già raccontata su Fideliter – il calendario entra sempre più nel vivo. Nei giorni scorsi, infatti, si è già registrato un primo significativo momento di partecipazione: nella Sala “Benedetto XVI” dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, alla presenza di cittadini, studiosi e studenti, ha preso avvio il 23 aprile il ciclo di conferenze “Le pietre raccontano”, promosso dall’Istituto nell’ambito delle iniziative della Chiesa aquilana per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un segnale concreto di un interesse diffuso e di una comunità che risponde con attenzione e coinvolgimento.
In questo solco si inserisce l’appuntamento del 2 maggio, che punta dritto al cuore dell’identità aquilana: le radici della sua Chiesa. Non si tratta di un evento isolato, ma di una tappa coerente all’interno di un progetto più ampio, pensato per rileggere la storia della città alla luce della sua tradizione cristiana.
A guidare questa rilettura sarà mons. Claudio Palumbo, vescovo di Termoli-Larino, storico della Chiesa e membro del Dicastero delle Cause dei Santi, chiamato a tenere la relazione dal titolo eloquente: “Alla ricerca dell’antica madre: gli esordi della Aquilensis Ecclesia”.
Non un semplice incontro accademico, ma un momento di approfondimento storico capace di mettere in relazione passato e presente. L’intervento di mons. Palumbo si concentrerà sulle prime attestazioni della comunità cristiana aquilana, ricostruendo il contesto in cui essa nasce e si sviluppa, tra dinamiche ecclesiali e trasformazioni storiche. Una proposta culturale che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma a tutta la cittadinanza, chiamata a riscoprire le proprie radici.
È proprio questa la linea indicata dall’arcivescovo mons. Antonio D’Angelo, che nel presentare il cartellone aveva sottolineato come il patrimonio culturale aquilano affondi le sue radici nei valori cristiani e umani della sua gente. Un patrimonio che non si esaurisce nelle pietre – pur straordinarie – ma vive nella storia e nella memoria di una comunità plasmata dal Vangelo.
In questo quadro, l’appuntamento di San Silvestro si presenta come un passaggio decisivo: tornare alle origini significa comprendere meglio anche il cammino di rinascita che L’Aquila sta vivendo. La memoria, in questa prospettiva, diventa risorsa attiva, capace di orientare il presente e costruire il futuro.
La figura di mons. Palumbo conferisce ulteriore spessore all’iniziativa. Nato nel 1965, ordinato sacerdote nel 1990, ha conseguito la specializzazione in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana. Accanto al ministero episcopale, ha svolto anche attività accademica, insegnando Storia della Chiesa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, contribuendo alla formazione di numerosi studenti. Il suo profilo unisce rigore scientifico e capacità divulgativa, qualità che rendono il suo intervento particolarmente atteso.
Non è secondaria la scelta del luogo. La chiesa di San Silvestro, segnata dal sisma del 2009 e restituita da alcuni anni alla Città dopo un importante lavoro di restauro, diventa lo spazio simbolico di questa riflessione: un luogo in cui la memoria delle origini incontra i segni concreti della rinascita.
L’incontro del 2 maggio si colloca in continuità con il percorso avviato dall’Arcidiocesi, che attraverso il programma per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 intende offrire occasioni di studio e approfondimento rivolte alla comunità. Non si tratta semplicemente di un calendario di eventi, ma di un lavoro progressivo di rilettura della storia e del patrimonio ecclesiale della città, per una comprensione più consapevole delle radici ecclesiali del territorio.

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