Cammini della Rinascita: il turismo lento racconta la ripartenza dei territori colpiti dal sisma

1 mese ago

i Cammini della Rinascita

Milano - I Cammini della Rinascita diventano una nuova chiave di lettura per scoprire i territori del Centro Italia segnati dal terremoto del 2016, trasformando sentieri e percorsi spirituali in un itinerario di memoria, resilienza e ricostruzione. La guida dedicata ai Cammini della Rinascita è stata presentata a Milano durante la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa’ la cosa giusta!”, uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati alle buone pratiche ambientali e sociali. L’iniziativa è promossa dalla Struttura del Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma guidata da Guido Castelli e realizzata in collaborazione con le quattro regioni del cratere del Centro Italia: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare in modo nuovo i territori colpiti dal terremoto, valorizzandone non soltanto il patrimonio naturalistico e culturale, ma anche le storie delle comunità che continuano a vivere e lavorare in queste aree. Il cammino diventa così uno strumento di conoscenza e di relazione: percorrere questi sentieri significa entrare in contatto con luoghi che portano ancora i segni della tragedia, ma anche con i segni concreti della ricostruzione e della rinascita.

Gli itinerari proposti attraversano infatti alcune delle località simbolo del sisma del 2016, come L'Aquila, Amatrice, Accumoli e Campotosto. Si tratta di luoghi che negli anni successivi al terremoto sono diventati emblema di una lunga e complessa stagione di ricostruzione. Attraverso sentieri che attraversano montagne, vallate e borghi storici, la guida propone un itinerario narrativo che mette in relazione paesaggi naturali, patrimoni culturali e testimonianze di resilienza.

Il progetto coinvolge complessivamente oltre 140 comuni del cratere sismico, offrendo una panoramica ampia e articolata dei territori dell’Appennino centrale. L’idea alla base della guida è quella di restituire al viaggiatore una visione autentica di queste aree interne, spesso lontane dai grandi circuiti turistici ma ricche di storia, tradizioni e spiritualità. In questo senso il cammino non è soltanto un’esperienza escursionistica, ma diventa anche un’occasione per comprendere più a fondo la vita delle comunità locali e il loro rapporto con il territorio.

Durante l’evento milanese è stato presentato anche il podcast Camminando nel Cratere, un progetto di narrazione sonora che accompagna idealmente il viaggio lungo questi percorsi. Attraverso racconti, testimonianze e descrizioni paesaggistiche, il podcast propone un itinerario immersivo tra i sentieri dell’Appennino centrale, permettendo di ascoltare le voci di chi vive quotidianamente questi luoghi e di chi è impegnato nel processo di ricostruzione.

All’incontro ha preso parte l’assessore alle Politiche sociali e alla Cultura della Regione Abruzzo Roberto Santangelo, intervenuto per sottolineare il valore culturale e sociale del cammino come strumento di promozione del territorio. Il focus dedicato al camminare nei territori colpiti dal sisma, ha spiegato l’assessore, è stato riconosciuto come un gesto di solidarietà e allo stesso tempo come un invito a scoprire un’Italia interna autentica, fatta di paesaggi straordinari e di comunità resilienti.

Secondo Santangelo, i Cammini della Rinascita rappresentano un vero e proprio viaggio nei territori segnati dal terremoto del 2016, dove percorsi escursionistici e spirituali si intrecciano con i luoghi della ricostruzione. Lungo questi itinerari è possibile incontrare cantieri aperti, edifici restaurati e spazi pubblici restituiti alla vita delle comunità, segni concreti di un processo che continua a trasformare il volto dei territori colpiti dal sisma.

La presentazione della guida è stata anche l’occasione per ricordare l’impegno della Regione Abruzzo nella valorizzazione del turismo lento e sostenibile, considerato uno degli strumenti più efficaci per promuovere lo sviluppo delle aree interne. In questa prospettiva si inserisce l’istituzione del Registro regionale dei Cammini, uno strumento pensato per riconoscere e promuovere itinerari di particolare valore culturale, ambientale, storico e religioso.

Attualmente la rete regionale conta dodici cammini che mettono in collegamento territori molto diversi tra loro: dalle aree montane dell’Appennino ai parchi naturali, dai borghi storici fino alla costa adriatica. Questo sistema di percorsi contribuisce a rafforzare l’identità dell’Abruzzo come destinazione sempre più orientata al turismo esperienziale, capace di coniugare natura, cultura e spiritualità.

Tra gli itinerari più significativi figura il Cammino Grande di Celestino – Un Cammino di tutti, considerato un modello di turismo accessibile e inclusivo. Il progetto è stato concepito per rendere l’esperienza del cammino fruibile anche da persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, oltre che da anziani, famiglie con bambini e turisti con esigenze specifiche. L’obiettivo è quello di superare le barriere e promuovere un’idea di turismo realmente aperta a tutti.

L’iniziativa è sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche in favore delle persone con disabilità con un finanziamento di oltre 1 milione e 700 mila euro, a cui si aggiunge una premialità di 120 mila euro riconosciuta alla Regione Abruzzo per la continuità strategica con il progetto Bike to Coast for Everyone, dedicato all’accessibilità della Ciclovia Adriatica lungo la costa abruzzese.

Il progetto avrà una durata complessiva di 24 mesi, con sviluppo previsto tra il 2025 e il 2027, e punta a rafforzare ulteriormente l’offerta di turismo accessibile e sostenibile della regione.

Attraverso iniziative come i Cammini della Rinascita, le istituzioni coinvolte intendono promuovere un modello di sviluppo che unisce valorizzazione del patrimonio culturale, turismo responsabile e sostegno alle comunità locali. Camminare lungo questi sentieri significa infatti attraversare non solo paesaggi di straordinaria bellezza, ma anche storie di comunità che, dopo il terremoto, continuano a costruire giorno dopo giorno il proprio futuro, trasformando la memoria del sisma in un percorso di rinascita condivisa.

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