- Fideliter
- Cultura e spettacolo
- Arcidiocesi per L’Aquila 2026: fede, cultura e memoria nel cuore della rinascita aquilana
Arcidiocesi per L’Aquila 2026: fede, cultura e memoria nel cuore della rinascita aquilana
1 settimana ago

L’Aquila si prepara a vivere un anno di straordinaria intensità culturale e spirituale con le iniziative della Chiesa aquilana, per L’Aquila 2026.
Nel quadro delle iniziative per “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”, l’Arcidiocesi aquilana, insieme all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, ha presentato questa mattina, nell’aula magna “Benedetto XVI” dell’Istituto, un articolato programma di eventi che accompagnerà l’intero anno, intrecciando fede, storia, arte e riflessione contemporanea.
A introdurre l’incontro, moderato da Claudio Tracanna, è stata la consapevolezza di essere parte viva di una comunità che vuole contribuire attivamente al cammino culturale della città. Il calendario, ha spiegato, nasce dal desiderio di inserirsi in modo organico nella programmazione cittadina, offrendo eventi che non siano semplicemente collaterali, ma pienamente integrati nel percorso che vedrà L’Aquila al centro della scena culturale italiana. Un programma che, ha sottolineato, verrà progressivamente presentato nei suoi dettagli, a partire dal primo grande appuntamento già inserito nel depliant distribuito.
È stato l’arcivescovo metropolita, mons. Antonio D'Angelo, a delineare la visione complessiva dell’iniziativa. Il riconoscimento di L’Aquila come capitale della cultura rappresenta, ha affermato, un onore ma anche un impegno preciso: quello di rendere visibile la ricchezza di un territorio profondamente segnato dalla presenza del cristianesimo fin dai primi secoli. Ha richiamato la testimonianza delle catacombe di San Vittorino e l’incidenza storica della fede cristiana, capace di determinare percorsi, scelte e identità.
L’arcivescovo ha insistito sul fatto che il programma diocesano per L’Aquila 2026, non pretende di essere esaustivo, ma vuole offrire un itinerario significativo, una sorta di mappa dei “fuochi” fondamentali della presenza cristiana sul territorio. Non solo arte e architettura, immediatamente visibili nelle strade della città, ma soprattutto uno stile, un modo di essere comunità che il Vangelo ha plasmato nel tempo. In questo senso, ha evidenziato come la bellezza che si intende raccontare sia una bellezza che nasce dal Vangelo stesso, una bellezza che illumina anche il presente, in particolare nel tempo pasquale, segnato dalla luce del Cristo risorto.
Nel suo intervento, l’assessore comunale Paola Giuliani ha offerto una lettura profondamente legata alla memoria recente della città. Ha ricordato come in passato la partecipazione della Curia a eventi come la Perdonanza fosse più defilata, mentre oggi si registra un coinvolgimento forte e significativo, capace di valorizzare la dimensione spirituale come elemento attrattivo e identitario.
Giuliani ha sottolineato che il valore de L’Aquila 2026, non risiede soltanto nel titolo di capitale della cultura, ma nel coinvolgimento reale di tutte le componenti della città: istituzioni, Chiesa, associazioni e cittadini. In una comunità ancora segnata dalle conseguenze del terremoto, la sfida è quella di ricostruire non solo le pietre, ma anche il tessuto umano e relazionale. In questa prospettiva, il contributo ecclesiale appare fondamentale per favorire una rinascita spirituale, capace di rendere la città più unita, meno conflittuale e più orientata al futuro.
Il cuore culturale del programma è stato illustrato dal professor Gianluigi Simone, che ha presentato il ciclo “Le pietre raccontano”. Nove incontri pensati non come eventi isolati, ma come un vero e proprio percorso di conoscenza e riappropriazione dei beni culturali ecclesiastici.
Simone ha spiegato come l’iniziativa si inserisca nel solco di un lavoro già avviato attraverso la rivista “Fedelmente”, che ha dedicato diversi numeri ai restauri di importanti edifici cittadini, tra cui San Silvestro, la basilica di Collemaggio, Santa Margherita, San Pietro di Coppito e il complesso episcopale. A questi si aggiungono ulteriori approfondimenti su altri luoghi restituiti alla comunità, come Santa Maria della Croce a Roio, San Marco Evangelista e la Cattedrale di San Massimo.
Il senso profondo del progetto è quello di restituire alla città i propri luoghi identitari, non solo come monumenti, ma come spazi vivi di memoria. La pietra, ha sottolineato, diventa così supporto della memoria collettiva, capace di custodire i traumi – come quelli causati dai terremoti – ma anche le rinascite che hanno segnato la storia aquilana. Le conferenze, pur mantenendo un taglio scientifico, saranno accessibili a tutti, con l’obiettivo di favorire una reale riappropriazione culturale da parte dei cittadini.
Un altro asse portante è stato illustrato da don Daniele Pinton, che ha presentato il quinto convegno storico-pastorale. Il tema scelto per il 2026, “Celestino V e la cultura del perdono”, si inserisce in un percorso avviato negli ultimi anni e rafforzato dalla visita di Papa Francesco all’Aquila.
Don Pinton ha spiegato come il convegno voglia approfondire il ruolo di Celestino V nella storia della città e il modo in cui la sua eredità abbia contribuito a definire una vera e propria “cultura del perdono”. Una vocazione che Papa Francesco ha riconosciuto definendo L’Aquila “capitale del perdono”. Il convegno, ancora in fase di elaborazione, si propone di indagare come questa dimensione abbia attraversato i secoli e continui a orientare la vita ecclesiale e civile della città.
Lo stesso direttore dell’ISSR ha richiamato anche altri appuntamenti significativi, come il convegno del 19 novembre sui trecento anni del titolo della “Salus Populi aquilani”, che darà avvio a un percorso celebrativo dedicato alla patrona della città. Ha inoltre evidenziato il ruolo della Scuola di Alta Formazione in Beni Culturali Ecclesiastici, che attraverso studi e pubblicazioni – spesso frutto del lavoro degli studenti – contribuisce alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio ecclesiale.
Ampio spazio è stato dato anche all’intervento di don Federico Palmerini, che ha presentato la giornata di studi del 18 aprile, “Varcare la soglia della bellezza”. Un evento che, ha spiegato, si pone come porta d’ingresso ideale all’intero programma diocesano.
La riflessione sulla bellezza sarà sviluppata in chiave interdisciplinare, come spazio di dialogo tra credenti e non credenti. La bellezza, ha sottolineato, non è soltanto una categoria estetica, ma una dimensione capace di aprire all’incontro con il divino e di orientare le scelte morali dell’uomo. In un tempo segnato da molte forme di “bruttezza”, che generano violenza e disorientamento, riscoprire la bellezza significa anche ritrovare un orizzonte di senso.
Il cardinale Gianfranco Ravasi offrirà una lettura teologica e biblica della bellezza come via privilegiata per l’incontro con Dio; il filosofo Paolo Pagani ne approfondirà le implicazioni etiche; mentre la scrittrice Dacia Maraini porterà una testimonianza sul valore della bellezza come cura delle ferite dell’anima.
La giornata si concluderà presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove la riflessione troverà una sintesi concreta nella bellezza di uno dei luoghi più emblematici della città, definito da Papa Francesco “tempio del perdono”.
A margine dell’incontro è giunto anche un annuncio di grande rilievo: sarà il cardinale José Tolentino de Mendonça ad aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio il 28 agosto 2026, inaugurando la 732ª edizione della Perdonanza Celestiniana.
Tutti gli appuntamenti dell’Arcidiocesi per L’Aquila 2026
Il calendario diocesano si sviluppa lungo tutto l’anno con un percorso articolato che intreccia studio, divulgazione, spiritualità e valorizzazione del patrimonio ecclesiale.
Il primo grande appuntamento è la giornata di studi “Varcare la soglia della bellezza”, in programma il 18 aprile 2026, dalle ore 9:00 alle 17:30 presso il Palazzo dell’Emiciclo. Promossa dalla Pastorale universitaria dell’Arcidiocesi, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana, la giornata propone una riflessione ampia e interdisciplinare sul tema della bellezza come soglia dell’esperienza umana. Dalla teologia alla filosofia, fino alla letteratura e alla valorizzazione dei beni culturali, l’iniziativa si concluderà con un momento significativo presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, segno concreto della bellezza che si fa storia e fede.
Il 23 aprile 2026, alle ore 17:00, presso l’aula magna dell’ISSR “Fides et Ratio”, prenderà avvio il ciclo “Le pietre raccontano” con il primo incontro dedicato al restauro del complesso arcivescovile aquilano, con il contributo della soprintendente Federica Zalabra. Un’occasione per entrare nel cuore della ricostruzione e comprendere il valore storico e identitario di questi luoghi.
Il 2 maggio 2026, alle ore 17:00, nella chiesa di San Silvestro, si terrà la conferenza “Il ruolo della presenza religiosa a L’Aquila”, con l’intervento di mons. Claudio Palumbo, membro del Dicastero delle Cause dei Santi, per approfondire l’incidenza della fede nella storia della città.
Il 7 maggio 2026, alle ore 17:30, sempre presso l’ISSR, sarà presentato il volume “La figlia della spagnola” alla presenza dell’autrice Giulia Paola Di Nicola e dell’editore, in un momento di dialogo culturale aperto alla cittadinanza.
Il 21 maggio 2026, alle ore 17:00, secondo incontro del ciclo “Le pietre raccontano”, dedicato al restauro della Basilica Celestina di Collemaggio, con l’intervento di mons. Orlando Antonini, per approfondire uno dei luoghi simbolo della spiritualità aquilana.
Il 1° giugno 2026, alle ore 17:00, presso il convento di San Giuliano, si terrà la conferenza “La spiritualità dell’Osservanza a L’Aquila”, inserita nel contesto delle celebrazioni francescane.
Il 18 giugno 2026, alle ore 17:00, terzo incontro del ciclo, dedicato al restauro della chiesa di San Silvestro, con gli interventi dell’architetto Augusto Ciciotti e della dottoressa Carlotta Banchelli.
Il 2 luglio 2026, alle ore 17:00, quarto appuntamento, dedicato al restauro della chiesa di Santa Margherita, con i professori Stefano Brusaporci e Mario Centofanti.
Il 24 luglio 2026, alle ore 17:00, quinto incontro, dedicato al restauro della chiesa intramoenia di San Pietro di Coppito, con la partecipazione della professoressa Cristiana Pasqualetti e della dottoressa Maria Fernanda Falcon Martinez.
Il 22 agosto 2026, presso il Palazzo dell’Emiciclo (Sala Ipogea), si terrà il quinto convegno storico-pastorale “Celestino V e la cultura del perdono, tra storia, pastorale e orizzonti contemporanei”, momento centrale del percorso di riflessione della diocesi.
Il 12 settembre 2026, alle ore 10:00, nella chiesa di San Michele Arcangelo a San Vittorino, la conferenza “San Vittorino e i santi della Chiesa di Amiterno” offrirà uno sguardo alle radici più antiche del cristianesimo locale.
Il 24 settembre 2026, alle ore 17:00, sesto incontro del ciclo “Le pietre raccontano”, dal titolo “L’Aquila Capitale della Cultura 2026 e i restauri diretti dall’Arcidiocesi”, con l’intervento del soprintendente Massimo Sericola.
Il 24 ottobre 2026, alle ore 17:00, settimo incontro, dedicato al restauro del santuario di Santa Maria della Croce a Roio, con gli interventi dell’architetto Augusto Ciciotti e del dottor Antonio Mignemi.
Il 19 novembre 2026, alle ore 17:00, ottavo incontro del ciclo, inserito nel convegno sui trecento anni del titolo della “Salus Populi aquilani”, con un approfondimento sul restauro della chiesa di San Marco Evangelista, a cura dei tecnici dell’USRA, tra cui il dottor Provenzano e il dottor Andrea Calzetta.
Il 12 dicembre 2026, alle ore 10:00, presso la basilica di Collemaggio, la conferenza “Celestino e Francesco nella via del perdono”, con la partecipazione di mons. Felice Accrocca, metterà in dialogo due grandi figure della spiritualità cristiana.
Infine, il 19 dicembre 2026, alle ore 17:00, presso l’ISSR, il nono e ultimo incontro del ciclo sarà dedicato al restauro della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, con gli interventi dell’architetto Augusto Ciciotti e della professoressa Carla Bartolomucci, a suggellare simbolicamente un percorso di rinascita che guarda al futuro.
Un itinerario ricco e coerente, in cui l’Arcidiocesi si propone non solo come custode della memoria, ma come protagonista attiva di un cammino culturale e spirituale capace di restituire all’Aquila il senso più profondo della sua identità.
Il Cristo Morto di Remo Brindisi torna alla città: l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila venerdì presenterà il restauro
Cammini della Rinascita: il turismo lento racconta la ripartenza dei territori colpiti dal sisma
Salone del Libro 2026. L'Assessore Santangelo riunisce gli editori: più spazio e risorse per raccontare l’Abruzzo

Potrebbe interessarti