Chi è Gesù Cristo. L’incontro ecumenico di preghiera con papa Leone XIV

5 mesi ago

All’incontro ecumenico di preghiera di questo pomeriggio, tenutosi a İznik, papa Leone XIV ha offerto ai presenti importanti spunti per una riflessione esistenziale: «In un tempo per molti aspetti drammatico, nel quale le persone sono sottoposte a innumerevoli minacce alla loro stessa dignità, il 1700° anniversario del Primo Concilio di Nicea è un’occasione preziosa per chiederci chi è Gesù Cristo nella vita delle donne e degli uomini di oggi, chi è per ciascuno di noi».

Il Santo Padre ha – quindi – affermato: «Questa domanda interpella in modo particolare i cristiani, che rischiano di ridurre Gesù Cristo a una sorta di leader carismatico o di superuomo, un travisamento che alla fine porta alla tristezza e alla confusione. Negando la divinità di Cristo, Ario lo ridusse a un semplice intermediario tra Dio e gli esseri umani, ignorando la realtà dell’Incarnazione, cosicché il divino e l’umano rimasero irrimediabilmente separati. Ma se Dio non si è fatto uomo, come possono i mortali partecipare alla sua vita immortale? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede nel Dio che, in Gesù Cristo, si è fatto come noi per renderci partecipi della natura divina (cfr. 2Pt 1,4)»; aggiungendo: «Questa confessione di fede cristologica è di fondamentale importanza nel cammino che i cristiani stanno percorrendo verso la piena comunione: essa infatti è condivisa da tutte le Chiese e Comunità cristiane nel mondo, comprese quelle che, per vari motivi, non utilizzano il Credo Niceno-Costantinopolitano nelle loro liturgie. Infatti, la fede «in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli [...] della stessa sostanza del Padre» (Credo Niceno) è un legame profondo che unisce già tutti i cristiani».

Nei pressi degli scavi archeologici dell’antica basilica di san Neofito, il Pontefice ha ricordato a ciascuno la vocazione alta della vita cristiana alla comunione e alla fraternità, alla concordia e alla pace: «Partendo dalla consapevolezza che siamo già legati da questo profondo vincolo, attraverso un cammino di adesione sempre più totale alla Parola di Dio rivelata in Gesù Cristo e sotto la guida dello Spirito Santo, nell’amore reciproco e nel dialogo, siamo tutti invitati a superare lo scandalo delle divisioni che purtroppo ancora esistono e ad alimentare il desiderio dell’unità per la quale il Signore Gesù ha pregato e ha dato la sua vita. Quanto più siamo riconciliati, tanto più noi cristiani possiamo rendere una testimonianza credibile al Vangelo di Gesù Cristo, che è annuncio di speranza per tutti, messaggio di pace e di fraternità universale che travalica i confini delle nostre comunità e nazioni».

La parola autorevole del Papa indica gli ardui sentieri della unità e della fratellanza tra i popoli: «La riconciliazione è oggi un appello che proviene dall’intera umanità afflitta da conflitti e violenze. Il desiderio di piena comunione tra tutti i credenti in Gesù Cristo è sempre accompagnato dalla ricerca di fraternità tra tutti gli esseri umani. Nel Credo Niceno professiamo la nostra fede «in un solo Dio Padre»; tuttavia, non sarebbe possibile invocare Dio come Padre se rifiutassimo di riconoscere come fratelli e sorelle gli altri uomini e donne, anch’essi creati a immagine di Dio (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Dich. Nostra aetate, 5). C’è una fratellanza e sorellanza universale, indipendentemente dall’etnia, dalla nazionalità, dalla religione o dall’opinione. Le religioni, per loro natura, sono depositarie di questa verità e dovrebbero incoraggiare le persone, i gruppi umani e i popoli a riconoscerla e a praticarla (cfr Discorso alla conclusione dell’Incontro di preghiera per la Pace, 28 ottobre 2025). L’uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, come ogni forma di fondamentalismo e di fanatismo, va respinto con forza, mentre le vie da seguire sono quelle dell’incontro fraterno, del dialogo e della collaborazione».

Hanno preso parte alla preghiera comunitaria anche Sua Santità Bartolomeo e i Capi delle Chiese e i Rappresentanti delle Comunioni Cristiane Mondiali; essi sono stati ringraziati calorosamente da papa Leone XIV.

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