La Parabola del seminatore, nell’Angelus di papa Leone XIV
10 ore ago

«Oggi, nella liturgia, l’Evangelista Matteo ci presenta la Parabola del seminatore (cfr Mt 13,1-23), che descrive la generosità e la fiducia con cui Dio sparge la sua Parola nel nostro cuore e la sua potenza in noi. Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto (cfr Gv 12,24). È vero, a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto, simile al suolo battuto dei sentieri, al terreno sassoso, ai cespugli dei rovi; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita. Per questo il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza (cfr 2Cor 12,9-10)»; il Vescovo di Roma Leone XIV – nella consueta preghiera domenicale dell’Angelus – prosegue, spiegando: «La generosità di Dio nei nostri confronti non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui. Così, dalla gratuità e dalla fiducia con cui il seme è sparso e dall’umiltà e dalla disponibilità con cui è ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato!».
La parola del Pontefice esorta ciascuno a perseverare nella fede, ricevuta e investita: «Impegniamoci, allora, specialmente in questi giorni di ferie, a dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera. Ritorneremo alle nostre occupazioni abituali rinnovati nel corpo e nello spirito, pronti ad annunciare la Buona Notizia del Vangelo e sempre più capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio».

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