Leone XIV a Las Palmas de Gran Canaria

6 ore ago

Per l’ultima tappa del suo Viaggio Apostolico in Spagna, Leone XIV è giunto alla Gran canaria. Nel Porto di Arguineguín, questa mattina, ha incontrato le Realtà di Accoglienza dei Migranti; nel suo Discorso e nelle risposte poste dai presenti, il Pontefice ha ribadito la centralità e la dignità di ogni vita umana: «Cari migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare. Ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta. Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono “canti delle sirene”, sono industrie di morte. Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante. Anche la Chiesa deve lasciarsi interpellare. L’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario, né venire delegata solo ad alcuni volontari. Ci inginocchiamo davanti all’altare per adorare Cristo presente nell’Eucaristia, dal quale riceviamo la forza e la motivazione per vivere la carità: per questo non possiamo poi “passare oltre” davanti a cayucas e pateras, poiché dalla preghiera scaturisce ogni servizio e ad essa ritorna ogni impegno (cfr Lc 10,31-32)».

Successivamente, nella cattedrale di Sant’Anna, papa Leone XIV ha parlato ai Vescovi, ai Sacerdoti, ai Diaconi, alle Religiose e ai Religiosi, ai Seminaristi e agli Operatori Pastorali; esortando ciascuno alla perseveranza nella fede nel Crocifisso e nella Eucaristia. Ham infatti, ribadito: «La prima “linea guida” è abbracciare la croce di Cristo; e voi, ad esempio, lo fate quotidianamente come cirenei, accompagnando tanti fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita e aiutandoli a portare i loro pesi. Vi ringrazio per questo generoso lavoro di carità e misericordia. Vorrei inoltre sottolineare un altro atteggiamento: coltivare una spiritualità eucaristica. Ciò si ricollega all’antica tradizione che si conserva in questa bella cattedrale: la pioggia di petali di fiori davanti al Santissimo Sacramento che si compie il giorno dell’Ascensione, come segno dei beni spirituali e celesti che il Signore riversa salendo al cielo. Quel gesto di devozione, da parte di tante generazioni nel corso del tempo, possiede un significato profondo: meta del nostro cammino è l’incontro con Cristo, centro della vita cristiana verso il quale si piegano le nostre ginocchia in adorazione, attorno al quale ci riuniamo formando un unico corpo e insieme al quale ci offriamo come “sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” (Rm 12,1)».

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