Safeguarding e Irc: formazione per docenti delle diocesi di L’Aquila, Avezzano e Sulmona-Valva

1 mese ago

Safeguarding

L'Aquila - Una giornata di formazione per rafforzare la cultura della tutela e della prevenzione. Si è svolto a L’Aquila, nell’Aula Magna Benedetto XVI dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, l’incontro dedicato al tema “Safeguarding e Irc: strumenti normativi e sensibilità pedagogica”, promosso dalle diocesi di Avezzano, L’Aquila e Sulmona.

All’iniziativa hanno preso parte numerosi insegnanti di religione cattolica provenienti dalle tre diocesi abruzzesi, insieme ad operatori del mondo educativo, chiamati ad approfondire strumenti normativi, buone prassi e prospettive pedagogiche legate alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nel contesto scolastico.

Ad aprire i lavori è stato il saluto di don Daniele Pinton, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, che ha dato il benvenuto ai partecipanti e alle relatrici, sottolineando il valore della collaborazione tra le diocesi e l’importanza di momenti formativi condivisi. Rivolgendosi ai docenti di religione, don Pinton ha espresso apprezzamento per il loro servizio educativo: un impegno che non è soltanto professionale ma anche ecclesiale, perché gli insegnanti rappresentano una presenza della Chiesa nel mondo della scuola e costituiscono un ponte tra la comunità ecclesiale e le giovani generazioni.

Successivamente è intervenuto il vescovo di Sulmona, mons. Michele Fusco, presente alla sessione mattutina. Il presule ha richiamato il valore apostolico dell’impegno degli insegnanti di religione, sottolineando come il loro lavoro si svolga a stretto contatto con i minori e richieda per questo una formazione continua e attenta. «È importante – ha affermato – trovare tempo per formarsi e aggiornarsi su questi temi, per sapere come affrontare e accompagnare le diverse situazioni che possono emergere».

L’incontro, organizzato da don Vincenzo Masotti, padre spirituale del Seminario regionale S. Pio X di Chieti e professore stabile di teologia morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila e dalla Dott.ssa Lucia Colalancia, è proseguito con le relazioni di Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio nazionale tutela minori e adulti vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, e dell’avvocata Maria Suma, membro del Consiglio di presidenza dello stesso Servizio e vicepresidente dell’Associazione Meter.

Nel suo intervento, Vinai ha illustrato il quadro delle Linee guida della CEI per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, pubblicate nel 2019 e aggiornate nel 2023, ricordando come la tutela non sia soltanto una risposta agli abusi ma una prospettiva educativa più ampia, fondata su una vera cultura della cura. «Non siamo il Servizio nazionale abusi – ha spiegato – ma il Servizio nazionale tutela minori. Questo significa promuovere ambienti sicuri e relazioni sane, non limitarsi a intervenire quando il problema emerge».

Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema della prevenzione, che – è stato sottolineato – non è semplicemente una strategia organizzativa ma parte integrante della missione della Chiesa e della sua responsabilità educativa. In questa prospettiva, la tutela nasce dalla qualità delle relazioni: capacità di ascolto, empatia e attenzione ai segnali di disagio che possono emergere nei contesti educativi.

Durante la relazione sono stati richiamati anche alcuni dati sul fenomeno del maltrattamento dei minori in Italia, che evidenziano l’importanza del ruolo della scuola come luogo di ascolto e di emersione di situazioni di difficoltà. Proprio per questo gli insegnanti, e in particolare quelli di religione cattolica, sono chiamati a svolgere un compito delicato di accompagnamento e vigilanza.

Nel percorso formativo è stato inoltre presentato il metodo di lavoro basato sull’analisi dei fattori di rischio e dei fattori di protezione, utile per comprendere le situazioni di fragilità e rafforzare invece gli elementi che favoriscono la crescita sana dei minori: relazioni educative affidabili, autostima, capacità di esprimere emozioni e contesti comunitari accoglienti.

Un passaggio significativo ha riguardato anche la responsabilità della comunità educante, che coinvolge scuola, famiglia, parrocchia e servizi sociali in una rete di collaborazione a servizio della crescita dei più giovani. In questo orizzonte, l’insegnamento della religione cattolica è stato presentato come uno spazio privilegiato per educare al rispetto della dignità della persona, alla responsabilità e al dialogo.

Tra i criteri indicati per una cultura concreta della tutela è stata infine richiamata la regola delle “3R”: relazione, rispetto e responsabilità, tre dimensioni che orientano il rapporto educativo e aiutano a costruire ambienti sempre più sicuri e accoglienti.

L’incontro prosegue nel pomeriggio con momenti di confronto e laboratorio tra i partecipanti, dedicati alla discussione di casi concreti e alla condivisione di esperienze. Alla sessione pomeridiana prenderà parte anche l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Antonio D'Angelo.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel cammino di formazione promosso dalle tre diocesi abruzzesi per promuovere una rete educativa sempre più attenta alla tutela dei minori e alla costruzione di ambienti sicuri, nella consapevolezza che la prevenzione e la cura costituiscono una dimensione essenziale della missione educativa della Chiesa.

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