Verso la 732ª Perdonanza Celestiniana: il perdono come porta dell’amore
2 giorni ago

L'Aquila - Nel cammino di preparazione alla 732ª Perdonanza Celestiniana, l’Azione Cattolica Italiana dell’Arcidiocesi dell’Aquila propone per oggi, venerdì 21 agosto, un momento di riflessione e di preparazione spirituale dedicato al tema «Perdono, porta dell’Amore».
L’appuntamento è fissato alle ore 18.30 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, nel centro storico dell’Aquila, dove il can. Cristian Cavacchioli, Vicario generale della Diocesi di Teramo-Atri, guiderà una meditazione sul significato cristiano del perdono e sulla sua centralità nel messaggio che, da oltre sette secoli, la Perdonanza continua a consegnare alla Chiesa e alla città dell’Aquila.
L’iniziativa si colloca nel percorso di avvicinamento ai giorni centrali della Perdonanza Celestiniana e intende aiutare i partecipanti a riscoprirne soprattutto la radice spirituale. La Perdonanza, infatti, prima ancora di essere una grande eredità storica e una delle espressioni più significative dell’identità aquilana, nasce come annuncio di misericordia e come possibilità offerta all’uomo di riconciliarsi con Dio e con i fratelli.
Significativo, in questo senso, è il titolo scelto per la meditazione: «Perdono, porta dell’Amore». La porta diventa immagine di un passaggio che non è soltanto esteriore. Varcare una porta significa lasciare qualcosa alle proprie spalle ed entrare in uno spazio nuovo. È quanto richiama anche il gesto che caratterizza i giorni della Perdonanza, quando migliaia di fedeli attraversano la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Quel gesto acquista il suo significato più autentico quando esprime un cammino interiore di conversione, il desiderio di lasciarsi raggiungere dalla misericordia di Dio e la disponibilità a diventare, a propria volta, uomini e donne capaci di perdono.
Il perdono cristiano, del resto, non coincide con il semplice dimenticare ciò che è accaduto e neppure con la rimozione delle ferite. È piuttosto la possibilità di non lasciare al male l’ultima parola. Perdonare significa aprire uno spazio nel quale una relazione può essere ricostruita, una ferita può iniziare a guarire e una storia, che sembrava definitivamente interrotta, può conoscere un nuovo inizio. È proprio questa la forza del messaggio celestiniano, ancora capace di parlare all’uomo contemporaneo e a un mondo segnato da divisioni, conflitti e contrapposizioni.
La scelta dell’Azione Cattolica aquilana di proporre una meditazione sul perdono contribuisce così a ricondurre la preparazione alla Perdonanza al suo nucleo più profondo. L’eredità lasciata da Celestino V nel 1294 non appartiene soltanto alla memoria della città, ma continua a rappresentare una provocazione evangelica per il presente. La riconciliazione non è un principio astratto: comincia nelle relazioni quotidiane, nelle famiglie, nelle comunità cristiane, nella vita sociale, e diventa anche condizione necessaria per costruire una cultura autentica della pace.
In questa prospettiva, la Perdonanza continua a mostrare una sorprendente attualità. In un tempo nel quale spesso prevalgono la contrapposizione, il risentimento e l'incapacità di ricomporre le fratture, il messaggio del perdono ricorda che nessuna comunità può costruire il proprio futuro rimanendo prigioniera delle ferite del passato. Il perdono non cancella la verità e non rinuncia alla giustizia, ma apre la possibilità di andare oltre il male ricevuto e di ricostruire legami che sembravano perduti.
L'incontro di oggi rappresenta anche uno degli appuntamenti che accompagnano la comunità aquilana verso le celebrazioni della 732ª Perdonanza. Domani, sabato 22 agosto, il cammino di approfondimento proseguirà con il V Convegno Storico e Pastorale, dedicato al tema «Per una cultura del perdono. Celestino V tra storia, pastorale e orizzonti contemporanei», offrendo un'ulteriore occasione per rileggere l'intuizione di Celestino V alla luce delle domande e delle sfide del nostro tempo.

Potrebbe interessarti