In FedeLmente, gli atti del Convegno storico e pastorale del 2023
2 anni ago

L'Aquila - Questo numero della rivista FedeLmente è dedicato alla pubblicazione degli atti del convegno storico pastorale “L’Aquila, capitale del perdono. Misericordia è saperci amati nella nostra miseria”, svoltosi a L’Aquila, il 25 agosto 2023, presso la Sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo.
L’intenso evento è il frutto delle tante sollecitazioni scaturite dalla visita di Papa Francesco in occasione della Perdonanza dell’agosto 2022, e dal ruolo ‘universale’ che il Santo Padre ha saputo ridare a quest’evento, nonché alla città – e alla Chiesa – che lo ospita da secoli.
Il titolo stesso del convegno, del resto, prende spunto da una frase pronunciata nell’omelia che papa Francesco ha tenuto allora, durante la Messa di Apertura della Porta Santa del 2022: «L’Aquila, da secoli, mantiene vivo il dono che proprio Papa Celestino V le ha lasciato. È il privilegio di ricordare a tutti che con la misericordia, e solo con essa, la vita di ogni uomo e di ogni donna può essere vissuta con gioia».
Quella del 2022 è stata un Perdonanza entrata ormai nella storia perché, per la prima volta, un papa ha aperto la Porta Santa di Collemaggio; ma resterà negli annali anche per il grande dono concesso dal pontefice alla città: l’Anno straordinario della Misericordia.
Nella prima parte del Convegno, mons. Claudio Palumbo, vescovo di Trivento, affronta il tema di Celestino V come Pater misericordiarum, definizione meno nota di quella di Pastor Angelicus (coniata dagli studi), ma attestata con certezza nelle fonti, ed elaborata già dai primi discepoli biografi del Santo: Bartolomeo da Trasacco e Tommaso da Sulmona. Questo epiteto è «narrazione/annuncio di un proposito di vita spirituale, nello stile di vita ascetica, e della felice realizzazione di esso, del traguardo conseguito, quindi della conquista di ciò che il Nostro aveva ottenuto nell’esercizio indomito di quell’ anhelabat Deo servire et maxime in haeremo, o di quel cupiebat/quaerebat semper solitudinem et paupertatem».
Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo metropolita di Benevento, analizza le fonti coeve all’Angelerio per elencare gli atti di misericordia mostrata a poveri e indigenti nel corso della sua vita esemplare, arrivando a leggere l’indizione della Perdonanza come normale esito del suo costante operato. Anche la rinunzia al pontificato, pertanto, non è da leggersi come brusca interruzione del suo impegno, ma come unico mezzo possibile per proseguirlo, liberandosi, in questo modo, dal giogo imposto dal re di Napoli.
Nel contributo a firma dello scrivente si è voluto affrontare il tema della Perdonanza Celestiniana nell’era moderna, con aneddoti che riassumono quarant’anni di storia civile ed ecclesiastica aquilana. Ho inteso, pertanto, mostrare anche l’origine di alcuni aspetti ‘esteriori’ della celebrazione che, nel tempo, sono entrati comunque a far parte di quella serie di pratiche rituali e festive che dal 2019 l’Unesco ha inserito nella lista dei Patrimoni Culturali immateriali dell’Umanità.
Mons. Antonio D’Angelo, da poco Arcivescovo metropolita di L’Aquila, approfondisce il tema del “pellegrinaggio”, inteso come cammino di conversione e itinerario di vita, con una sentita analisi del Salmi 120-134, detti “Salmi delle ascensioni”, testi legati al viaggio in Terra Santa. Il titolo con cui sono noti «implica proprio il salire verso la città, ma ha una valenza chiaramente simbolica, infatti indica la crescita nella vita spirituale, questo movimento verso l’alto porta all’incontro con Dio. Il pellegrino è colui che ha deciso nel suo cuore di compiere questo santo viaggio, ha preso l’impegno di salire sempre più e progredire nella vita dello spirito così da rispondere alla grazia di Dio».
La sessione pomeridiana del convegno si è incentrata sulla presentazione di una nuova opera editoriale che prosegue la serie del Corpus Coelestinianum: il volume intitolato Le bolle di Celestino V, a cura di Ugo Paoli e Paola Poli. Il testo intende, finalmente, colmare «una importante lacuna storiografica», mettendo «a disposizione degli studiosi uno strumento di prim'ordine per una ricostruzione dell'azione politica e religiosa di Celestino V», come scrive nella sua presentazione mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano.
I due curatori del nuovo volume SISMEL – Ugo Paoli, già Vice-Prefetto dell’Archivio apostolico vaticano (1997-2002) e autore, nel 2004, di un importante testo sulle fonti della Congregazione Celestina, e Paola Poli, responsabile dell’Archivio Diocesano dell’Aquila – hanno voluto dedicare in questo numero della rivista qualche nota di ringraziamento a quanti hanno reso possibile la pregevole pubblicazione delle loro fatiche, e all’organizzazione del convegno che ha inteso presentarlo: quest’evento, promosso dalla Chiesa di L’Aquila, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Fides et Ratio di L’Aquila, dall’Associazione ‘ISSRAQ Fides et Ratio’ e dalla Società internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL), è stato realizzato con il contributo del Comune di L’Aquila, della Fondazione carispaq, e del Consiglio Regionale dell’Abruzzo.
A presentare il volume nel corso della seconda parte del convegno, sono intervenuti anche il Prof. Agostino Parravicini Bagliani, Presidente SISMEL, la Prof.ssa Alessandra Bartolomei Romagnoli, che insegna nella Pontificia Università San Tommaso d’Aquino - Angelicum e nella Pontificia Università Gregoriana, e il Prof. Alfonso Marini, docente di Storia medievale presso l'Università di Roma La Sapienza. Due moderatori d’eccezione hanno favorito l’ottimo svolgimento dell’evento: il giornalista Angelo De Niciola, e Walter Capezzali, Presidente Emerito della Deputazione abruzzese di Storia Patria, studioso che ha anche impreziosito questo numero della rivista con una sua autorevole Postfazione.
Da questa rapida sintesi sugli esiti del convegno, scaturiscono aspettative che portano al tema di un nuovo appuntamento di riflessione, intitolato “San Celestino V pellegrino di speranza: dalla Perdonanza celestiniana al Giubileo del 2025”, che si terrà a L’Aquila il 7 settembre 2024, come ideale ponte teologico tra l’indulgenza plenaria aquilana e l’Anno Santo romano.

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