L’Aquila rende grazie per la vita di Suor Margherita, madre e guida delle Celestine di San Basilio
3 mesi ago

L’Aquila - Il 12 febbraio 2026, nella discrezione che ha sempre contraddistinto la sua esistenza, Suor Margherita Santarelli, al secolo Michelina Santarelli, è tornata alla Casa del Padre. Si è spenta all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila all’età di 89 anni, lasciando un segno profondo nella comunità delle monache benedettine celestine del Monastero di San Basilio e nell’intera città.
Con la sua morte non si chiude soltanto una vicenda personale, ma un capitolo significativo della storia spirituale aquilana. Per molti anni Badessa del monastero, Suor Margherita ha esercitato un’autorità mite e salda, fondata non sul ruolo ma sulla testimonianza. Era donna di ascolto e di silenzio, capace di coniugare l’intelligenza vivace con una fede essenziale, nutrita quotidianamente dalla liturgia e dalla fedeltà alla Regola benedettina.
Nata nel 1936 e originaria di Roio, aveva scelto giovanissima la vita consacrata, legando per sempre la propria storia a quella del monastero più antico della città. Tra quelle mura ha attraversato decenni di cambiamenti ecclesiali e sociali, custodendo con sobrietà il carisma celestiniano, eredità spirituale che affonda le radici nell’esperienza di Papa Celestino V. In un tempo spesso rumoroso, la sua presenza era richiamo alla centralità di Dio, alla forza della preghiera nascosta, alla fecondità del sacrificio offerto nel silenzio.
Non era soltanto guida per le consorelle. Molti laici, sacerdoti e giovani hanno trovato in lei una parola sapiente e una maternità spirituale autentica. Il monastero, grazie anche al suo stile, non è mai stato un luogo chiuso, ma un cuore orante aperto alla città, capace di accogliere le inquietudini e le speranze di chi bussava alla sua porta.
Le esequie si terranno sabato 14 febbraio 2026 alle ore 9.00 nella chiesa del Monastero di San Basilio e saranno presiedute da Mons. Antonio D'Angelo, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila. Sarà un momento di comunione ecclesiale e di rendimento di grazie per una vita spesa interamente per il Signore e per i fratelli.
Le consorelle e i familiari invitano tutti a unirsi nella preghiera. Ma il vero commiato si compie nel cuore di chi l’ha conosciuta: nel ricordo di uno sguardo sereno, di una parola pronunciata con misura, di una fede che non ha cercato visibilità ma ha illuminato con costanza il cammino di molti. L’Aquila oggi piange una monaca; la Chiesa riconosce una testimone fedele; il monastero affida alla misericordia di Dio una madre che continuerà a vegliare, nella comunione dei santi, sulla sua comunità.

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