Al Suffragio iniziano le Solenni Quarantore verso il Corpus Domini

1 settimana ago

Quarantore

L’AQUILA – Con la celebrazione eucaristica delle ore 11.00 di oggi, mercoledì 3 giugno, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, hanno preso avvio le Solenni Quarantore in preparazione alla Solennità del Corpus Domini, che accompagneranno la comunità ecclesiale del centro storico aquilano fino a venerdì 5 giugno. Le giornate di adorazione eucaristica rappresentano uno dei momenti più intensi della spiritualità cittadina e costituiscono un tempo privilegiato di preghiera, silenzio e contemplazione davanti a Gesù presente nel Santissimo Sacramento.

Per tre giorni, dopo la Santa Messa delle ore 11.00, il Santissimo Sacramento rimarrà esposto per l’adorazione continua fino alla celebrazione dei Vespri alle ore 17.30 e alla Santa Messa con predicazione delle ore 18.00. Un cammino spirituale che culminerà nella Solennità del Corpus Domini, celebrata sabato 6 giugno con la Messa prefestiva delle ore 18.30 al Suffragio e domenica 7 giugno con le celebrazioni delle ore 10.00 e 11.30. Nel pomeriggio di domenica, alle ore 18.30, la Basilica di San Bernardino ospiterà la Messa stazionale presieduta dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, alla quale seguirà la tradizionale processione eucaristica per le vie del centro storico fino alla chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove si rinnoverà il suggestivo omaggio floreale dalla cupola del Valadier.

Ad aprire le Quarantore è stata l’omelia di don Daniele Pinton, rettore della chiesa di Santa Maria del Suffragio e parroco di San Marco Evangelista, che ha indicato il tema spirituale che accompagnerà l’intero triduo: il legame inseparabile tra il pane eucaristico e il pane dei poveri.

Commentando le letture della liturgia, don Pinton ha ricordato come il cammino del popolo d’Israele nel deserto, narrato nel libro del Deuteronomio, riveli una verità fondamentale per ogni credente: l’uomo non vive soltanto del pane materiale, ma ha bisogno di un nutrimento più profondo, capace di dare significato alla sua esistenza. Questa fame interiore trova risposta nel dono dell’Eucaristia, nella quale Cristo non offre semplicemente qualcosa di sé, ma consegna se stesso come Pane vivo disceso dal cielo.

Al centro della riflessione è stato posto il forte richiamo di san Paolo alla comunione ecclesiale. L’Eucaristia, infatti, non è soltanto incontro personale con Cristo, ma genera una fraternità concreta che interpella la vita quotidiana dei credenti. Da qui la sottolineatura del rapporto tra l’altare e la carità: «Non possiamo inginocchiarci davanti all’Ostia consacrata e poi ignorare Cristo che soffre nei poveri», ha ricordato il rettore del Suffragio, evidenziando come il Corpo di Cristo presente nell’Eucaristia conduca necessariamente al riconoscimento del suo volto nei piccoli, nei fragili, negli anziani soli e nelle famiglie in difficoltà.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della pace. Durante le Quarantore verrà elevata una preghiera speciale per le popolazioni della Palestina e dell’Ucraina, duramente provate dalla guerra. Riprendendo le parole del Salmo 147 – «Egli mette pace nei tuoi confini» – don Pinton ha invitato i fedeli a portare davanti a Gesù Eucaristia il dolore delle vittime dei conflitti, delle famiglie spezzate, dei bambini segnati dalla violenza e di quanti vivono nell’angoscia e nella paura. Ma la pace invocata nella preghiera, ha sottolineato, deve diventare anche uno stile concreto di vita, capace di tradursi nelle relazioni quotidiane, nelle famiglie, nelle comunità e nei luoghi di lavoro.

Concludendo l’omelia, il sacerdote ha invitato i fedeli a riscoprire lo stupore davanti al mistero eucaristico, lasciandosi nuovamente sorprendere dalla presenza di Cristo che continua a farsi piccolo per incontrare l’uomo. «Una comunità che si nutre del Pane del Cielo – ha affermato – diventa una comunità capace di spezzare il pane della carità sulla terra». Un invito che sintetizza il cuore stesso delle Quarantore: adorare il Signore presente nell’Eucaristia per imparare a riconoscerlo e servirlo nei fratelli più poveri e sofferenti.

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