Il Viaggio Apostolico di papa Leone XIV in Algeria

3 giorni ago

Il Viaggio Apostolico di papa Leone XIV in Algeria è proseguito, ieri pomeriggio, con: la Visita alla Grande Moschea d’Algeri, la Visita Privata al Centro di Accoglienza e di Amicizia delle Suore Agostiniane Missionarie a Bab El Oued, e l’Incontro con la Comunità Algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa.

Nella Grande Moschea di Algeri, il Vescovo di Roma ha ribadito i valori della pace, della concordia, del rispetto, della fraternità: «Cercare Dio è riconoscere anche l’immagine di Dio in ogni creatura, nei figli di Dio, in ogni uomo e donna creati ad immagine e somiglianza di Dio. Questo per noi significa che è molto importante imparare a vivere insieme con rispetto per la dignità di ogni persona umana».

Successivamente, intorno alle ore 17:10, il Pontefice ha parlato alla Comunità Algerina, salutando e ringraziando per la radicata testimonianza di fede: «È con grande gioia e affetto paterno che vi incontro oggi, voi che siete una presenza discreta e preziosa, radicata in questa terra, segnata da una storia antica e da luminose testimonianze di fede. La vostra comunità ha radici molto profonde. Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo. Penso in particolare ai diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto. Siete anche eredi di una tradizione ancora più antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo. In questa terra è risuonata la fervida voce di Agostino di Ippona, preceduta dalla testimonianza di sua madre, Santa Monica, e di altri santi. La loro memoria è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace. A tutti voi, carissimi, e a coloro che, non potendo essere presenti, seguono a distanza questo incontro, esprimo la mia gratitudine per l’impegno quotidiano con cui rendete visibile il volto materno della Chiesa».

Le affermazioni del Santo Padre sono risuonate nella Basilica di Nostra Signora d’Africa; indicando l’impegno della preghiera, della carità, e della unità: «Prima di tutto, la preghiera. Tutti ne abbiamo bisogno. […] La preghiera unisce e umanizza, rafforza e purifica il cuore, e la Chiesa in Algeria, grazie alla preghiera, semina umanità, unità, forza e purezza attorno a sé, raggiungendo luoghi e contesti che solo il Signore conosce. Un secondo aspetto della vita ecclesiale su cui vorrei soffermarmi è quello della carità. […] E veniamo così al terzo punto della nostra riflessione: l’impegno a promuovere pace e unità».

Leone XIV ha concluso il proprio Discorso, esortando ciascuno alla perseveranza nella fede e nella semina del bene: «Una parte considerevole del territorio di questo Paese è occupata dal deserto, e nel deserto non si sopravvive da soli. Le asperità della natura ridimensionano ogni presunzione di autosufficienza e ricordano a tutti che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e che abbiamo bisogno di Dio. È la fragilità riconosciuta che apre il cuore al sostegno vicendevole e all’invocazione di Colui che può donare ciò che nessun potere umana è in grado di garantire: la riconciliazione profonda dei cuori e con essa la pace vera».

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