L’Abruzzo a Vallombrosa per S. Giovanni Gualberto, patrono dei Forestali

9 mesi ago

L'Abruzzo protagonista a Vallombrosa nella solennità di San Giovanni Gualberto, venerato tradizionalmente come patrono dei Forestali

Sarà l’Abruzzo, con le sue eccellenze agroalimentari e il suo forte legame con il territorio, il protagonista della celebrazione nazionale in onore di San Giovanni Gualberto, patrono del Corpo Forestale dell’Arma dei Carabinieri, che si tiene oggi nell’abbazia di Vallombrosa (FI), cuore spirituale e storico dell’Ordine Vallombrosano.

Alla solenne cerimonia religiosa, officiata dall’Abate Generale della Congregazione Vallombrosana D. Giuseppe Casetta, prenderanno parte i massimi vertici del Corpo Forestale, circa 400 ufficiali provenienti da ogni parte d’Italia, e numerose autorità istituzionali. Tra queste, la Regione Abruzzo sarà rappresentata dal vicepresidente Emanuele Imprudente, insieme al presidente regionale di Coldiretti Pietropaolo Martinelli, al direttore regionale Marino Pilati, e ai direttori provinciali Domenico Bosco (Chieti), Daniele Di Venanzio (Teramo) e Domenico Roselli (L’Aquila).

L’omaggio dell’Abruzzo: un’offerta d’olio e una tavola di eccellenze

Come da tradizione, una Regione italiana offre l’olio che alimenta per dodici mesi la lampada votiva posta accanto alla cappella del Santo: quest’anno sarà proprio l’Abruzzo a donare questo simbolo di luce, spiritualità e continuità. A conclusione della cerimonia, si terrà un grande convivio dedicato ai 400 ufficiali presenti, organizzato da Coldiretti Abruzzo con il prezioso supporto dei cuochi contadini di Terranostra – Campagna Amica e con la collaborazione dei giovani e delle donne dell’organizzazione agricola.

Il menù, rigorosamente abruzzese, celebra i sapori della terra con pasta alla mugnaia, arrosticini, Montepulciano d’Abruzzo, pane di Solina, olio extravergine d’oliva, scrucchiata d’uva Montepulciano, raccontati e serviti direttamente dagli imprenditori agricoli abruzzesi. Durante l’evento sarà anche presentato in anteprima il menu contadino di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, pensato per raccontare le radici rurali della cucina abruzzese in occasione dell’anno celebrativo.

San Giovanni Gualberto, monaco, riformatore e custode delle foreste

A rendere ancor più significativa la partecipazione dell’Abruzzo a Vallombrosa è la figura di San Giovanni Gualberto, la cui vita intreccia spiritualità, riforma e tutela del creato. Nato a Firenze all’inizio dell’XI secolo da una famiglia nobile, Giovanni visse un’epoca di profonda crisi per la Chiesa: simonia, immoralità del clero e ingerenze laicali nelle nomine ecclesiastiche minacciavano la credibilità spirituale delle istituzioni religiose.

L’episodio che trasformò la sua vita fu l’incontro con l’assassino del fratello, avvenuto fuori dalle mura fiorentine. Giovanni, già deciso a vendicarsi, perdonò il colpevole, sentendosi spiritualmente rinnovato. Entrò allora nel monastero benedettino di San Miniato al Monte, ma lo abbandonò poco dopo, indignato dalla corruzione dell’abate eletto per simonia. Iniziò così un percorso di ricerca interiore e riforma che lo portò, attraverso Camaldoli, a fondare un nuovo cenobio a Vallombrosa, sul versante toscano dell’Appennino.

Qui nacque l’Ordine Vallombrosano, fondato su povertà, vita comunitaria e osservanza rigorosa della Regola di San Benedetto, ma anche fortemente impegnato nel rinnovamento spirituale della Chiesa e nella difesa della natura. Il carisma di Giovanni non fu solo monastico: si oppose con coraggio ai vescovi simoniaci, sostenne la riforma della Chiesa a Firenze e a Milano, e ispirò persino il clero riformatore milanese dei patarini.

Celebre fu l’episodio del monaco Pietro, suo discepolo, che nel 1068 affrontò e superò indenne la prova del fuoco per dimostrare la veridicità dell'accusa di simonia contro il vescovo Mezzabarba. Quel miracolo sancì la vittoria morale del movimento vallombrosano e la successiva scomunica del vescovo da parte di Papa Alessandro II.

Gualberto morì nel 1073, lasciando un testamento spirituale incentrato sulla carità fraterna e sull’unità della comunità monastica. Il suo successore, Rodolfo, fu designato per garantire continuità al movimento. La canonizzazione avvenne nel 1193 a opera di Papa Celestino III, ma solo nel 1951 Papa Pio XII proclamò San Giovanni Gualberto Patrono dei Forestali d’Italia, riconoscendone l’azione profetica nella tutela del creato e dei boschi: “i verdi boschi, manifesta e meravigliosa opera di Dio, non solo procurano agli stanchi mortali l’ombra che ne ritempra le forze, non solo richiamano gli animali dal turbinio logorante del mondo elevandoli dolcemente alle cose celesti, ma in molteplici maniere sono di utilità agli uomini e di aiuto ai bisogni della vita”.

Una spiritualità che parla anche all’Abruzzo

La scelta dell’Abruzzo come Regione protagonista della solennità vallombrosana non è casuale. È una terra che custodisce un patrimonio forestale vasto e prezioso, una tradizione agro-silvo-pastorale viva, e un legame profondo tra spiritualità e natura. “Domani saremo protagonisti assieme al Corpo forestale dello Stato di una giornata che celebra ambiente, agricoltura e tutela del territorio – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli – Attraverso il menù contadino e i nostri prodotti vogliamo portare con orgoglio un po’ di Abruzzo in Toscana”.

Tra gli imprenditori agricoli presenti: Emanuela Ripani, presidente di Terranostra Abruzzo, con i cuochi contadini Pina Di Nardo e Berardino Abbonizio dell’agriturismo Caniloro; Valentina Micioni (agriturismo La Canestra); Rinaldo D’Alessio (azienda agricola La Mascionara). Per le giovani e donne imprenditrici Coldiretti: Alessia D’Anselmo (agriturismo Casamè), Cristiana Lauriola(azienda Colle Rosa), Martina Chiola (Oasi delle Criniere) e Miriana Coccia (Ra-gio di sole).

La presenza dell’Abruzzo in questa cornice spirituale, culturale e istituzionale testimonia il valore di una Regione che sa raccontare, attraverso i suoi sapori, il rispetto per la terra, l’impegno per la sostenibilità e l’amore per le radici.

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