L’Aquila, nella Domenica della Divina Misericordia la consegna degli Agnus Dei in alcune chiese del centro storico

5 giorni ago

Agnus Dei

L'Aquila - Nella seconda Domenica di Pasqua, detta anche Domenica della Divina Misericordia, oggi nelle chiese di Santa Maria del Suffragio, in Piazza Duomo, e di San Silvestro all’Aquila, al termine delle Messe d’orario, verranno consegnati ai fedeli gli Agnus Dei.

Al Suffragio la distribuzione avverrà dopo le celebrazioni delle ore 10:00, 11:30 e 18:00, mentre nella chiesa di San Silvestro al termine delle Messe delle 10:00 e delle 11:30. Un gesto semplice, ma profondamente radicato nella tradizione della Chiesa, che richiama uno dei segni più antichi legati al tempo pasquale.

Gli Agnus Dei sono piccoli medaglioni di cera bianca sui quali è impressa l’immagine dell’Agnello pasquale, simbolo di Cristo morto e risorto, spesso accompagnata, sul lato opposto, dall’effigie di un santo o della Vergine Maria. Più che oggetti devozionali, essi sono segni che rimandano direttamente al mistero della Pasqua: la vittoria della vita sulla morte, della luce sulle tenebre.

La loro origine affonda nei primi secoli del cristianesimo. Secondo una tradizione antichissima, già a Roma si era soliti spezzare il cero pasquale dell’anno precedente e distribuirne i frammenti ai fedeli come segno di protezione e benedizione. Da questo gesto nacque progressivamente l’uso di modellare la cera e imprimervi l’immagine dell’Agnello di Dio. Alcuni autori fanno risalire questa pratica almeno al V secolo, mentre testimonianze più certe si trovano nei documenti liturgici del IX secolo e negli antichi “Ordines Romani”.

Nel corso del Medioevo il rito si strutturò in modo sempre più solenne. Inizialmente era l’arcidiacono a preparare e benedire la cera proveniente dal cero pasquale, ungendola con oli sacri e distribuendola poi al popolo nella settimana di Pasqua. A partire dal IX secolo, la presenza del Papa divenne centrale nel rito, che venne progressivamente inserito tra le celebrazioni più significative del tempo pasquale.

Dal XII secolo in poi, le fonti descrivono con precisione la cerimonia papale: gli Agnus Dei venivano immersi in acqua benedetta, arricchita con balsamo e crisma, in un gesto che richiamava il Battesimo e la rigenerazione pasquale. La benedizione avveniva tradizionalmente nel primo anno di pontificato e poi ogni sette anni, quasi a scandire simbolicamente il tempo del ministero petrino.

A partire dal XIV secolo, la preparazione materiale degli Agnus Dei fu affidata al Sacrista di Sua Santità, spesso un religioso agostiniano insignito della dignità episcopale. Ma fu soprattutto tra il XVI e il XVII secolo che si consolidò una prassi destinata a durare nei secoli: i Papi affidarono in modo stabile ai monaci cistercensi il compito di realizzare questi medaglioni di cera.

In particolare, Papa Clemente VIII nel 1599, e poi Papa Paolo V nel 1608, concessero ai cistercensi riformati – i cosiddetti Foglianti – il privilegio esclusivo di preparare gli Agnus Dei utilizzando la cera e gli stampi forniti dal Palazzo Apostolico. I monaci operavano nei monasteri romani di Santa Pudenziana e di San Bernardo alle Terme, custodendo e tramandando nei secoli questa particolare arte liturgica. Dopo la soppressione dei Foglianti nel 1802, il compito passò ai cistercensi di Santa Croce in Gerusalemme, che continuarono la tradizione fino al Novecento.

La distribuzione degli Agnus Dei avveniva solennemente nella Domenica “in albis”, l’odierna seconda domenica di Pasqua, in stretto legame con i riti battesimali della Veglia pasquale. Essi venivano consegnati ai fedeli come segno della Pasqua vissuta e come memoria concreta della grazia ricevuta.

Nel corso dei secoli, a questi segni è stato attribuito un forte valore simbolico: richiamo alla fede, alla protezione divina, alla presenza di Cristo nella vita quotidiana. Le antiche preghiere di benedizione evocavano la difesa dai pericoli, la custodia nelle prove e la pace nelle case, sempre in riferimento all’Agnello immolato e risorto.

Dopo il pontificato di Paolo VI, la pratica della benedizione e distribuzione degli Agnus Dei è progressivamente venuta meno, diventando oggi piuttosto rara. Tuttavia, in tempi recenti, questo segno è stato riscoperto in alcune occasioni particolari: Papa Francesco lo ha riproposto durante il Giubileo della Misericordia del 2016, mentre anche Papa Leone XIV ha recentemente benedetto e distribuito gli Agnus Dei, sottolineandone il valore come memoria viva della Pasqua e segno della consolazione che nasce dal mistero di Cristo.

La consegna che avviene oggi nelle chiese del centro storico si inserisce dunque in una tradizione antichissima, che attraversa i secoli e continua a parlare con la forza dei segni: piccoli frammenti di cera che custodiscono una grande memoria, quella dell’Agnello di Dio, morto e risorto per la vita del mondo.

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