Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza: inaugurato l’Anno Accademico 2025-2026 tra tecnologia e umanesimo
3 settimane ago

L'Aquila - Alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza si è svolta la solenne inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026, un momento particolarmente significativo che ha visto riuniti nell’Auditorium circa ottocento allievi, insieme a un’ampia rappresentanza di autorità civili, militari e religiose. Tra queste, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il prefetto Giancarlo Cusumano e l’arcivescovo metropolita mons. Antonio D'Angelo, a testimonianza del legame profondo tra l’Istituto e il territorio.
La cerimonia, aperta dalle note del “Gaudeamus Igitur”, ha assunto sin da subito il tono di un evento che va oltre la dimensione formale, configurandosi come un’occasione di riflessione sul futuro della formazione e sul ruolo degli Ispettori e Sovrintendenti in un contesto segnato da profonde trasformazioni tecnologiche.
Nel suo intervento introduttivo, il comandante della Scuola, Generale di Divisione Gabriele Failla, ha posto l’accento sul valore strategico dell’investimento nel capitale umano, evidenziando come la formazione rappresenti «la leva decisiva per offrire alle nuove generazioni un futuro prospero». A questo proposito, ha richiamato alcuni dati significativi che restituiscono la dimensione dell’Istituto: nell’anno accademico appena inaugurato la Scuola raggiunge il suo massimo storico, con 4.260 allievi in formazione in presenza e oltre 800 in formazione a distanza, per un totale che supera le 5.000 unità. Numeri che testimoniano non solo la crescita quantitativa, ma anche la complessità organizzativa e la centralità del ruolo formativo svolto.
Il Generale Failla ha inoltre sottolineato la solidità della collaborazione con l’Università degli Studi dell'Aquila, grazie alla quale, dal 2010, oltre novemila marescialli hanno conseguito il titolo accademico di operatore giuridico d’impresa, a conferma di un modello formativo integrato tra dimensione universitaria e preparazione professionale.
Ampio spazio è stato dedicato alla trasformazione digitale della didattica. L’introduzione di strumenti avanzati di intelligenza artificiale consente oggi agli allievi di personalizzare il proprio percorso di studio attraverso contenuti dinamici, schemi, simulazioni e strumenti interattivi. In questo contesto si inserisce anche il progetto “Pico”, una piattaforma di apprendimento autodidatta pensata per diffondere competenze specialistiche in modo continuo e accessibile.
Accanto alle opportunità, il comandante ha richiamato con chiarezza i rischi legati a un uso non consapevole delle nuove tecnologie, mettendo in guardia da un’eccessiva delega alle macchine. È stata ribadita la necessità di mantenere sempre la presenza dell’uomo nel processo decisionale, secondo il principio dell’“Human in the Loop”, a tutela della capacità critica e della responsabilità personale.
Il momento centrale della giornata è stato rappresentato dalla lectio magistralis del dottor Gianni Letta, dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, umanesimo ed emozioni. Un intervento ampio e coinvolgente, che ha saputo intrecciare memoria storica e riflessione contemporanea. Letta ha richiamato il ruolo fondamentale svolto dalla Scuola nei giorni del terremoto del 2009, quando l’Istituto divenne punto di riferimento per l’organizzazione dei soccorsi, offrendo un esempio concreto di efficienza e solidarietà.
Entrando nel cuore del tema, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale, pur rappresentando una straordinaria opportunità, non possa sostituire la complessità dell’essere umano. Il cervello umano, ha ricordato, non è solo capacità di elaborazione, ma anche emozione, coscienza e discernimento. Il rischio, ha ammonito, è che l’uomo finisca per adeguarsi alla logica delle macchine, perdendo quella dimensione etica e relazionale che lo rende unico.
Nel corso della lectio è emersa con forza l’esigenza di mantenere un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra progresso tecnologico e valori umanistici, in una visione che riconosce nella persona il centro di ogni processo educativo.
Anche il rettore dell’Università degli Studi dell'Aquila, professor Fabio Graziosi, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale rappresenti una risorsa importante per la didattica, ma richieda un utilizzo consapevole. In particolare, ha richiamato il rischio di affidarsi passivamente alle risposte automatiche, sottolineando la necessità di sviluppare capacità critiche e autonomia di giudizio.
Nel prosieguo della cerimonia, il Generale di Corpo d’Armata Vito Augelli ha ribadito il forte impegno della Guardia di Finanza nella formazione, evidenziando come una quota significativa delle risorse complessive sia destinata a questo ambito. La transizione digitale in atto, ha spiegato, rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare l’efficacia della didattica e per affrontare le nuove sfide operative.
A concludere l’evento è stato il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, che ha richiamato l’esigenza di mantenere la tecnologia al servizio dell’uomo. Anche nei processi amministrativi e fiscali, ha sottolineato, l’intelligenza artificiale deve essere governata dall’azione umana, senza mai sostituirne il ruolo.
L’inaugurazione dell’Anno Accademico degli Ispettori e Sovrintendenti si è conclusa con il solenne rintocco della campana del dovere e le note dell’Inno di Mameli. Gli ottocento allievi presenti in Auditorium, espressione di una comunità formativa ben più ampia, hanno così avviato il nuovo anno consapevoli della sfida che li attende: coniugare competenza tecnica e responsabilità etica, custodendo la centralità della persona anche nell’era dell’intelligenza artificiale.

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