Papa Leone, sinodalità ed ecumenismo, due cammini in uno a 25 anni dalla Charta Oecumenica
5 mesi ago

Nel 25º anniversario del documento Charta Oecumenica, firmato a Roma dai presidenti del CCEE e del CEC, il Papa invita le Chiese d’Europa a rinnovare il loro impegno per l’unità, la pace e la missione evangelica. La nuova Charta affronta le sfide della tecnologia, delle migrazioni e dell’ambiente, puntando su dialogo, giustizia e speranza.
L’appello di Papa Leone: “Gesù Cristo è la nostra speranza”
Nella solenne cornice della Sala del Concistoro, il 6 novembre 2025, Papa Leone XIV ha accolto i membri del Comitato congiunto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e della Conferenza delle Chiese Europee (CEC), insieme ai rappresentanti delle Chiese cristiane del continente, in occasione della firma della nuova Charta Oecumenica.
Con parole di fraternità e visione, il Pontefice ha ricordato che “le sfide che i cristiani affrontano nel cammino ecumenico sono in costante evoluzione” e che, a venticinque anni dalla prima versione del documento, era “necessario riconsiderarne il contesto e le priorità”, per rispondere con rinnovato zelo al mandato evangelico di “fare discepoli di tutte le nazioni” (Mt 28,19).
“La grazia, la misericordia e la pace del Signore – ha affermato – sono vitali, perché solo l’aiuto divino ci mostrerà la via più convincente per annunciare Cristo in questi tempi difficili.”
Il Papa ha sottolineato come, in molte regioni d’Europa, i cristiani si sentano sempre più minoranza, ma anche come la presenza di nuove generazioni e di popoli provenienti da diverse culture rappresenti una grande opportunità per riscoprire la forza del Vangelo attraverso l’incontro e il dialogo.
“La nuova Charta Oecumenica – ha detto il Pontefice – è testimonianza della volontà delle Chiese in Europa di guardare la nostra storia con gli occhi di Cristo. Lo Spirito Santo ci aiuterà a comprendere dove abbiamo avuto successo, dove abbiamo fallito e dove dobbiamo andare per annunciare nuovamente il Vangelo.”
Un cammino sinodale ed ecumenico:
Ricollegandosi al cammino sinodale della Chiesa cattolica, Papa Leone ha rimarcato che “il cammino sinodale è ecumenico, così come il cammino ecumenico è sinodale”. La nuova Charta, infatti, “evidenzia il viaggio comune dei cristiani d’Europa, capaci di ascoltarsi e discernere insieme per predicare il Vangelo in modo più efficace”.
Nel suo discorso, il Pontefice ha annunciato anche la preparazione dell’imminente viaggio a Nicea, luogo del primo concilio ecumenico, dove incontrerà i capi delle Chiese e delle comunità cristiane per un momento di preghiera e unità.
“Nel Giubileo, desidero proclamare a tutto il popolo d’Europa che Gesù Cristo è la nostra speranza: Egli è la via da seguire e la meta del nostro cammino spirituale.”
La firma della nuova Charta Œcumenica
Il documento è stato firmato da S.E. Mons. Gintaras Grušas, Arcivescovo di Vilnius e Presidente del CCEE, e da S.Em. l’Arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, Presidente del CEC.
L’Arcivescovo Nikitas ha definito la Charta come “un appello alla coscienza e alla cooperazione”, sottolineando che “il nostro impegno reciproco come Chiese non è astratto, ma radicato nella fede vissuta, tra dolore, divisione e speranza”.
“In un’Europa frammentata e secolarizzata – ha aggiunto – la Charta ci invita a riscoprire la forza della comunione e l’urgenza della missione comune. Dobbiamo proclamare insieme il Vangelo, difendere la dignità umana e lavorare fianco a fianco per la giustizia, la pace e la cura del Creato.”
Anche Mons. Grušas ha sottolineato la centralità del momento storico:
“Le nostre Chiese sono chiamate a essere segni di unità e di speranza, non solo con le parole ma con i fatti. Questa Charta ci prepara a rispondere insieme alle ferite della guerra, alle sfide delle migrazioni e alle questioni etiche delle nuove tecnologie.”
Cos’è la Charta Oecumenica
La Charta Œcumenica è un documento di riferimento per la collaborazione ecumenica tra le Chiese cristiane in Europa. Firmata per la prima volta nel 2001, rappresenta un impegno comune tra cattolici, ortodossi e protestanti per promuovere l’unità, la pace e la testimonianza evangelica nel continente.
La nuova versione del 2025, firmata nel 1700º anniversario del Concilio di Nicea, riflette un contesto profondamente mutato:
- Crisi di fede e secolarizzazione,
- Conflitti e tensioni geopolitiche,
- Flussi migratori,
- Emergenze ambientali,
- Sviluppi etici e tecnologici.
Il testo, suddiviso in quattro parti principali, tocca temi di grande attualità:
- Unità nella fede e nella missione: invito a un cammino condiviso tra le Chiese.
- Preghiera e testimonianza comune: ascoltare la Parola e agire insieme.
- Dialogo interreligioso: rafforzare i rapporti con ebrei, musulmani e altre fedi.
- Responsabilità condivise: impegno per la pace, la giustizia, la cura del creato e l’accoglienza dei migranti.
Un’intera sezione è dedicata ai giovani, chiamati a essere “protagonisti dell’ecumenismo” e costruttori di ponti tra culture e generazioni.
“Solo insieme – ha concluso il Papa – potremo essere voce di pace, segno di comunione e strumento di riconciliazione per il mondo.”

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