Gaza, l’Italia e altri 25 Paesi chiedono lo stop immediato alla guerra 

9 mesi ago

Gaza, l’Italia e altri 25 Paesi chiedono lo stop immediato alla guerra attraverso una dichiarazione congiunta: "La sofferenza dei civili è insostenibile"

Una dichiarazione congiunta firmata il 21 luglio da Italia e altri governi europei e internazionali denuncia la crisi umanitaria nella Striscia e invoca un cessate il fuoco immediato.

Un fronte sempre più largo, che non può più tacere di fronte a una popolazione civile stremata, travolta da mesi di guerra. I ventisei governi — tra cui l’Italia — hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui chiedono senza mezzi termini la fine delle ostilità, la protezione dei civili e l’accesso urgente agli aiuti umanitari.

Il documento, pubblicato oggi, accusa apertamente sia Hamas per la detenzione prolungata degli ostaggi dal 7 ottobre 2023, sia Israele per l'ostruzionismo nella distribuzione degli aiuti e l’uso indiscriminato della forza.

In queste stesse ore, le forze israeliane hanno lanciato un massiccio attacco aereo e terrestre sulla città di Deir al-Balah, al centro della Striscia. Le notizie dalla Bbc parlano di bombardamenti su quartieri densamente popolati da sfollati e l’ingresso di carri armati attraverso il checkpoint di Kisufim, sotto il fuoco dell’artiglieria.

Sul fronte diplomatico e spirituale, Papa Leone XIV ha ricevuto oggi una telefonata dal Presidente palestinese Mahmoud Abbas. Il Pontefice ha rinnovato l’appello “al pieno rispetto del diritto internazionale umanitario”, condannando “il trasferimento forzato della popolazione” e chiedendo un immediato accesso agli aiuti. Anche il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che è rimasto per alcuni giorni con i ristiano di Gaza, dopo l’attacco alla Chiesa della Santa Famiglia, ha espresso preoccupazione per l’escalation in corso.

Paesi firmatari della dichiarazione

La dichiarazione è stata sottoscritta dai Ministri degli Esteri di:

  • Europa e Occidente: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Polonia, Slovenia, Svizzera;
  • Extraeuropei: Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone;
  • Unione Europea: il Commissario europeo per l’uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi.

Testo integrale della dichiarazione congiunta (21 luglio 2025)

“La guerra a Gaza deve finire ora”

Noi, i firmatari elencati di seguito, ci uniamo per trasmettere un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve finire ora.

La sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili. Il modello adottato dal governo israeliano per la distribuzione degli aiuti è pericoloso, alimenta l’instabilità e priva i cittadini di Gaza della loro dignità umana. Condanniamo il rilascio a rilento degli aiuti umanitari e l’uccisione disumana di civili, compresi bambini, mentre cercano di soddisfare i propri bisogni essenziali di acqua e cibo.

È agghiacciante che oltre 800 palestinesi siano stati uccisi mentre tentavano di accedere agli aiuti. Il rifiuto da parte del Governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile. Israele deve adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale.

Gli ostaggi trattenuti da Hamas dal 7 ottobre 2023 continuano a subire terribili sofferenze. Condanniamo la loro detenzione prolungata e chiediamo il loro rilascio immediato e incondizionato.

Invitiamo Israele a revocare immediatamente le restrizioni al flusso degli aiuti e a consentire con urgenza alle Nazioni Unite e alle ONG di svolgere il proprio lavoro salvavita.

Chiediamo a tutte le parti di proteggere i civili e rispettare pienamente il diritto umanitario. Le proposte di trasferimento della popolazione palestinese in una “città umanitaria” sono inaccettabili e costituirebbero una violazione del diritto internazionale.

Condanniamo ogni tentativo di modifica territoriale o demografica nei Territori Palestinesi Occupati. Il piano israeliano E1 dividerebbe il futuro Stato palestinese in due tronconi, minando la soluzione dei due Stati.

Esortiamo la comunità internazionale a unirsi in uno sforzo per fermare questo conflitto, attraverso un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente. Ulteriori spargimenti di sangue non servono a nulla.

Ribadiamo il nostro pieno sostegno agli sforzi di Stati Uniti, Qatar ed Egitto per raggiungere questo obiettivo.

Siamo pronti ad adottare ulteriori misure a sostegno di un cessate il fuoco e di un percorso politico che garantisca sicurezza e pace per israeliani, palestinesi e tutta la regione.

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