Attacco alla Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. Condanna unanime e appello globale alla pace

9 mesi ago

Gaza, 17 luglio – Un nuovo drammatico capitolo si aggiunge alla lunga e dolorosa cronaca del conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Questa mattina, intorno alle 10:20, un bombardamento dell’esercito israeliano ha colpito il complesso della Chiesa Cattolica della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia latina nella Striscia, provocando la morte di tre civili cristiani: Saad Salameh, il custode parrocchiale di 60 anni; Fumayya Ayyad, una donna di 84 anni; e Najwa Abu Daoud, una donna sulla settantina, nonché il ferimento di altre nove persone, tra cui il parroco, padre Gabriel Romanelli, rimasto leggermente ferito a una gamba. I fedeli si erano riuniti in chiesa da circa un’ora per pregare e invocare la pace.

Il luogo colpito non era un obiettivo militare né un’infrastruttura strategica, ma un santuario per oltre 600 sfollati, persone che avevano cercato rifugio in uno degli ultimi spazi sacri e pacifici rimasti nella città. Una comunità cristiana già provata da mesi di bombardamenti, fame, e isolamento, ridotta a poche centinaia di fedeli. La chiesa cattolica della Sacra Famiglia si trova nel quartiere al-Zaytoun, a sud della città vecchia di Gaza, una piccola chiesa di pietra bianca sormontata da una croce. Di aspetto semplice, simile a una cappella di campagna, fu costruita a partire dalla fine del XIX secolo. Oggi, non è solo un luogo di culto: è diventata un rifugio per tutta la comunità cristiana della città, sotto attacco costante dal 7 ottobre 2023.

Qui vivono ammassati i cristiani, in gran parte ortodossi, accanto a una piccola minoranza cattolica. Privati di tutto – acqua, privacy, sicurezza – sopravvivono tra i muri della parrocchia. Eppure, la vita continua: tre sacerdoti e due suore dell’Istituto del Verbo Incarnato accolgono e seguono 180 bambini palestinesi, offrendo giochi, lezioni e speranza tra i boati degli ordigni. Un gesto semplice, ma essenziale: insegnare ai più piccoli che la pace è ancora possibile, e che, nonostante tutto, il loro futuro non è stato cancellato.

Pizzaballa: “Una tragedia moralmente ingiustificabile”

Parole dure e accorate sono giunte da Sua Beatitudine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, che ha parlato a nome di tutta la Chiesa della Terra Santa:

"Condanniamo con forza questa tragedia e questo attacco contro civili innocenti e contro un luogo sacro. È il momento per i leader di alzare la voce e fare tutto il possibile per fermare questa tragedia umanamente e moralmente ingiustificabile."

Pizzaballa ha ricordato che “questa tragedia non è più terribile di tante altre che hanno colpito Gaza” e ha ribadito la necessità di “porre fine a questa guerra orrenda per poter finalmente iniziare il lungo cammino del ripristino della dignità umana”.

Papa Leone XIV: “Profonda tristezza. Serve un cessate il fuoco immediato”

Il Papa ha fatto sentire immediatamente la sua vicinanza alla comunità colpita. In un telegramma firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, Papa Leone XIV ha espresso il proprio dolore per l’attacco, pregando per le vittime e per i feriti:

“Il Santo Padre rinnova il suo appello per un immediato cessate il fuoco e manifesta la sua profonda speranza per un dialogo, una riconciliazione e una pace duratura nella regione.”

Il Papa ha inoltre assicurato la sua "vicinanza spirituale" a padre Romanelli e all’intera comunità parrocchiale di Gaza — la stessa che il suo predecessore, Papa Francesco, era solito chiamare ogni sera durante i momenti più drammatici del conflitto.

Condanne internazionali e solidarietà

La notizia ha immediatamente suscitato reazioni indignate e messaggi di cordoglio da parte di istituzioni ecclesiali e della società civile internazionale.

  • Il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro, ha inviato un messaggio al Patriarca Pizzaballa, denunciando la violenza e offrendo sostegno concreto alla comunità cristiana “sfiancata dalla guerra, dalle aggressioni, dalla mancanza di cibo e da condizioni di sopravvivenza allo stremo”.
  • Il Consiglio Ecumenico delle Chiese, tramite il segretario generale Rev. Prof. Jerry Pillay, ha definito l’attacco “una grave violazione del diritto umanitario internazionale” e ha chiesto “una cessazione immediata delle ostilità”.
  • L’associazione francese L’Œuvre d’Orient ha condannato l’azione, definendola “ingiustificabile” e ha sollecitato l’intervento delle autorità francesi presso l’ambasciata israeliana, esigendo scuse ufficiali da parte dello Stato d’Israele e garanzie per la sicurezza delle comunità cristiane.
  • Anche il Sovrano Ordine di Malta ha dichiarato “inaccettabile” l’attacco, sottolineando che la parrocchia colpita è da mesi un punto di riferimento per gli aiuti umanitari a Gaza, attraverso la collaborazione con Malteser International.

Voci civili e politiche: “Attacchi su civili inaccettabili”

Anche la politica ha iniziato a reagire. La Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha condannato gli attacchi su civili, definendoli "inaccettabili", e ha chiesto il rispetto del diritto umanitario internazionale. L'appello italiano si unisce a quello di altri Paesi europei che in queste ore stanno valutando risposte diplomatiche. Ma l’Italia, ricordiamolo, è uno dei paesi - insieme agli Stati Uniti e la Germania - più implicato nella vendita di armi ad Israele.

Una comunità cristiana allo stremo

La Chiesa della Sacra Famiglia non era solo un luogo di culto. Era diventata un rifugio per chi non aveva più casa né risorse. La morte di Saad e Foumya, due fedeli rifugiati tra quelle mura, rappresenta una ferita profonda nella già provata comunità cristiana di Gaza, oggi ridotta a meno di un migliaio di persone.

Padre Romanelli ha dichiarato che non c’erano armi in chiesa, non c’erano combattenti. Solo famiglie, bambini, anziani, persone comuni che pregavano e speravano nella pace.

Un grido che attraversa i confini

Il messaggio che emerge da queste ore tragiche è unanime: la guerra ha varcato ogni soglia accettabile, colpendo anche gli ultimi luoghi di speranza. Il bombardamento della Sacra Famiglia ha scosso la coscienza collettiva e ha spinto le autorità religiose, civili e internazionali a rinnovare con forza la richiesta di un cessate il fuoco immediato, di un accesso umanitario sicuro, e di una soluzione politica duratura.

In una terra dove anche il sacro è diventato vulnerabile, la voce della Chiesa e della società civile continua a levarsi come un ultimo baluardo in difesa della dignità umana.

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