Periodico di informazione religiosa

Deserto e predicazione. L’Angelus di papa Francesco

by | 11 Dic 2023 | Teologia

«Il silenzio, la sobrietà e l’ascolto», deserto e predicazione, sono le fondamentali dimensioni cristiane che papa Francesco ha indicato a tutti i fedeli durante la preghiera dell’Angelus in questa Seconda Domenica del Tempo dell’Avvento. A partire dalla testimonianza del Precursore, san Giovanni Battista, egli mette in luce queste due realtà umano-divine: l’essere in disparte e l’annuncio; «Il deserto, luogo vuoto, dove non si comunica, e la voce, mezzo per parlare, sembrano due immagini contraddittorie, ma nel Battista si congiungono».

Il Pontefice presenta, brevemente, la dimensione del deserto, accostandola a una vita sobria ed essenziale, un’esistenza che si pone in ascolto profondo degli altri e dell’Altro: «Per ascoltare Dio dobbiamo tornare nel luogo in cui per quarant’anni Egli ha accompagnato, protetto ed educato il suo popolo, nel deserto. Esso è il luogo del silenzio e dell’essenzialità, dove non ci si può permettere di indugiare in cose inutili, ma occorre concentrarsi su quanto è indispensabile per vivere. E questo è un richiamo sempre attuale: per procedere nel cammino della vita è necessario spogliarsi del “di più”, perché vivere bene non vuol dire riempirsi di cose inutili, ma liberarsi del superfluo, per scavare in profondità dentro di sé, per cogliere ciò che è veramente importante davanti a Dio. Solo se, attraverso il silenzio e la preghiera, facciamo spazio a Gesù, che è la Parola del Padre, sapremo liberarci dall’inquinamento delle parole vane e delle chiacchiere. Il silenzio e la sobrietà – nelle parole, nell’uso delle cose, dei media e dei social – non sono solo “fioretti” o virtù, sono elementi essenziali della vita cristiana».

Francesco parla, poi, della centralità dell’annuncio, il cui emblema rimane la voce: «Essa è lo strumento con cui manifestiamo ciò che pensiamo e portiamo nel cuore. Capiamo allora che è molto collegata con il silenzio, perché esprime ciò che matura dentro, dall’ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce. Fratelli e sorelle, se non si sa tacere, è difficile che si abbia qualcosa di buono da dire; mentre, più attento è il silenzio, più forte è la parola. In Giovanni Battista quella voce è legata alla genuinità della sua esperienza e alla limpidezza del suo cuore».

La Parola di questa II Domenica di Avvento si è aperta nel segno dell’esultanza: Dio ha invitato – per mezzo del profeta Isaia – il popolo alla gioia, al gaudio; poiché la salvezza si è fatta vicina. «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza» (Is 40,9.10). E noi abbiamo la grazia di accogliere la definitiva venuta del Signore nella storia mondana: Egli ha sposato la nostra povera umanità, è diventato nostro fratello nel pellegrinaggio terreno; «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14).

La testimonianza evangelica di questo giorno ci consegna – in fondo – la linfa vitale della vita cristiana; la quale è costituita di: incontro e comunione con la Trinità, e partecipazione alla Pasqua del Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. La meditazione di papa Francesco ci aiuta a vivere più intensamente queste settimane che desiderano prepararci all’accoglienza dell’Amore. Lasciamoci benignamente provocare: «Possiamo chiederci: che posto ha il silenzio nelle mie giornate? È un silenzio vuoto, magari opprimente, o uno spazio di ascolto, di preghiera, dove custodire il cuore? La mia vita è sobria o piena di cose superflue? Anche se vuol dire andare controcorrente, valorizziamo il silenzio, la sobrietà e l’ascolto. Maria, Vergine del silenzio, ci aiuti ad amare il deserto, per diventare voci credibili che annunciano il suo Figlio che viene».

 

© Mazur/catholicnews.org.uk https://flic.kr/p/RxqJe7

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