L’Aquila saluta il viceprefetto Sergio Di Iorio: nuova responsabilità alla Prefettura di Grosseto
1 ora ago

L'Aquila - La Prefettura dell’Aquila si prepara a salutare il viceprefetto Sergio Di Iorio, che da lunedì 20 aprile assumerà le funzioni vicariali presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Grosseto. Un passaggio significativo nel suo percorso professionale, che segna al tempo stesso la conclusione di un’intensa stagione di servizio nel capoluogo abruzzese.
Giunto all’Aquila nel 2022, Di Iorio ha ricoperto fin da subito il delicato incarico di Capo di Gabinetto, distinguendosi per continuità istituzionale e capacità di coordinamento in una fase complessa per il territorio. Nel corso di questi anni ha collaborato con tre rappresentanti del Governo: inizialmente con la prefetta Cinzia Torraco, quindi con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e, infine, con l’attuale prefetto Vito Cusumano. Una continuità operativa che ha garantito stabilità e solidità all’azione amministrativa della Prefettura.
Nel suo periodo aquilano, il viceprefetto ha svolto anche le funzioni di Dirigente ad interim dell’Area I “Ordine e sicurezza pubblica e tutela della legalità territoriale” per due anni consecutivi, affrontando con competenza e senso dello Stato questioni cruciali per la sicurezza e la coesione sociale della provincia. Il suo contributo si è rivelato determinante nella gestione di diverse problematiche locali, sempre con un approccio improntato all’equilibrio istituzionale e al dialogo tra le parti.
Il profilo di Di Iorio si distingue per una solida preparazione giuridica e amministrativa. Laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti e lode presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha successivamente conseguito un master universitario di secondo livello in Amministrazione del territorio all’Università di Siena, oltre a specializzazioni in cerimoniale e protocollo internazionale. Entrato nella carriera prefettizia nel 2010, dopo un’esperienza come ispettore del lavoro, ha maturato un lungo percorso presso la Prefettura di Grosseto, dove ha ricoperto numerosi incarichi dirigenziali, tra cui quello di Capo di Gabinetto e responsabile delle aree legate all’immigrazione, ai diritti civili e alla protezione civile.
Accanto all’attività amministrativa, ha sviluppato un significativo impegno nel campo della formazione e della ricerca: è docente presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e autore di pubblicazioni in materia di sicurezza pubblica e diritto dell’immigrazione. Anche all’Aquila ha promosso un dialogo fecondo con le istituzioni accademiche e culturali, nonché con realtà ecclesiali del territorio, contribuendo a rafforzare quella rete di relazioni che sostiene la crescita civile della comunità.
A suggellare simbolicamente il suo servizio in città, proprio oggi Di Iorio ha accompagnato il prefetto Cusumano in un momento di particolare rilievo istituzionale e culturale: l’incontro con il cardinale Gianfranco Ravasi, figura di primo piano nel panorama ecclesiale e culturale internazionale, presente all’Aquila in occasione del convegno “Varcare la soglia della bellezza”, appuntamento inserito nel più ampio calendario di iniziative promosse dall’Arcidiocesi dell’Aquila in vista del 2026, che vedrà tra i protagonisti anche la scrittrice Dacia Maraini e si propone come una riflessione sulla bellezza intesa come accesso privilegiato alla comprensione dell’esperienza umana nel suo significato più profondo, in dialogo tra fede, cultura e società.
Nel salutare il viceprefetto, il prefetto Cusumano ha espresso parole di sincero apprezzamento per l’assidua collaborazione e per l’elevato profilo professionale dimostrato, sottolineando come il nuovo incarico rappresenti una naturale evoluzione del suo percorso. A Di Iorio sono stati rivolti i migliori auguri di buon lavoro per la nuova sede, dove potrà mettere a frutto l’esperienza maturata.
La sua partenza lascia all’Aquila il segno di una presenza discreta ma incisiva, capace di coniugare rigore amministrativo, sensibilità istituzionale e apertura al dialogo con il territorio.

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