Periodico di informazione religiosa

Il Natale con Gregorio Magno. 28 Dicembre, Santi Innocenti

by | 28 Dic 2023 | Monasteria

Il Natale con Gregorio Magno. Santi Innocenti

Con la nascita di Cristo ha avuto inizio anche il martirio dei bambini, dato che quelli che furono uccisi per il suo nome avevano due anni o ancora meno di due anni. L’età che non era ancora adatta alla lotta, lo fu alla corona“. Con queste parole Cipriano di Cartagine descrive l’innocenza dei bambini morti a causa del nome di Cristo. La festa del Natale si è conclusa con il coro giubilante degli angeli; ora l’esercito dei santi innocenti, trasportati dalla culla al cielo, segue non la stella, ma la mansuetudine dell’Agnello immolato. Erode pensa di regnare attraverso la morte, illudendosi di eliminare un suo concorrente uccidendo tutti i bambini di Betlemme dai due anni in giù. Ma è questo il destino della Chiesa nella storia: tutti coloro che si sono avvicinati a Gesù hanno più o meno sofferto per averlo avvicinato. Anche la Santa Famiglia è costretta alla fuga in Egitto. In un drammatico e glorioso filo rosso, gli innocenti di ieri rivivono nei martiri di oggi: Gesù, luce del mondo, è un bambino che ha la pretesa di dissipare le tenebre male; per questo troverà sempre opposizione sulla terra da quelle forze che rifuggono da questa luce. “Dovunque qualcuno è disponibile a mettere la propria vita a servizio della Pace che viene dall’Alto e non soltanto a badare ai propri interessi“, ha detto il cardinale Pizzaballa nell’omelia  tenuta nella basilica della Natività a Betlemme, “lì nasce e rinasce il Figlio. Se vogliamo dunque che sia Natale, anche in tempo di guerra, occorre che tutti moltiplichiamo i gesti di fraternità, di pace, di accoglienza, di perdono, di riconciliazione“.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro“. I deboli nella fede vi “vengono tuttavia annoverati in virtù del buon desiderio. È vero, sono imperfetti e piccoli, tuttavia per quanto riescono a comprendere, amano Dio e il prossimo e non trascurano di compiere il bene che possono. Anche se non arrivano ancora ai doni spirituali, tanto da aprire l’anima all’azione perfetta e all’ardente contemplazione, tuttavia non si tirano indietro dall’amore di Dio e del prossimo, nella misura in cui sono in grado di capirlo. Per cui avviene che anch’essi contribuiscono, pur collocati in posto meno importante, all’edificazione della Chiesa, poiché, sebbene inferiori per dottrina, profezia, grazia dei miracoli e completo disprezzo del mondo, tuttavia poggiano sul fondamento del timore e dell’amore, nel quale trovano la loro solidità”

Dalle Omelie su Ezechiele

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